Mosca pronta a riprendere i negoziati trilaterali a novembre, forse ad Abu Dhabi
Dopo il colloquio tra Putin e Witkoff a San Pietroburgo, Mosca parla di ripresa dei negoziati con Kiev e Washington. Zelensky propone di congelare il fronte.

- 01Mosca si dice pronta a riprendere a novembre i negoziati trilaterali con Ucraina e Stati Uniti, probabilmente ad Abu Dhabi.
- 02Steve Witkoff ha incontrato Vladimir Putin a San Pietroburgo il 21 ottobre 2026, dopo i contatti con Zelensky.
- 03Volodymyr Zelensky propone di congelare la linea del fronte come primo passo verso i negoziati.
- 04Il Brent ha superato 110 dollari al barile il 17 ottobre, tra attacchi vicino a Hormuz e tensioni russo-ucraine.
La Russia si è detta pronta a riprendere a novembre i negoziati trilaterali con l'Ucraina e gli Stati Uniti, probabilmente negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi. L'annuncio arriva dopo il colloquio tra il presidente Vladimir Putin e l'inviato americano Steve Witkoff a San Pietroburgo.
Il tema pesa sui mercati dell'energia e sugli equilibri della sicurezza europea: da Mosca arrivano segnali di una discussione su un possibile vertice Putin-Zelensky-Trump, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky propone di congelare il conflitto lungo l'attuale linea del fronte.
Cosa è successo
Il fatto centrale è la ripresa del canale diplomatico tra Mosca e Washington. Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti, si trovava in Russia il 21 ottobre per colloqui con Putin su una fine del conflitto, dopo aver visto Zelensky. Secondo il Cremlino, come riportato in cronaca, «ci stiamo muovendo verso la fine del conflitto», e Witkoff avrebbe portato idee per un accordo di pace.
Zelensky aveva detto in serata, il 20 ottobre, che i colloqui con i funzionari americani erano stati «constructive». Ha ribadito la linea «nothing about Ukraine without Ukraine», cioè nessuna decisione su Kiev senza Kiev.
- Mosca: disponibilità a riprendere i negoziati trilaterali a novembre, probabilmente ad Abu Dhabi.
- Stati Uniti: Witkoff a San Pietroburgo da Putin il 21 ottobre 2026.
- Ucraina: proposta di congelare l'attuale linea del fronte come punto di partenza per colloqui sul cessate il fuoco.
- Donald Trump: i negoziati per chiudere la guerra stanno facendo «great progress», secondo il suo intervento riportato il 19 ottobre.
Che cosa propone Zelensky?
Zelensky ha proposto di congelare la linea del fronte attuale, come primo passo verso i negoziati di pace. L'idea è che entrambe le parti si fermino dove si trovano per aprire i colloqui su un cessate il fuoco.
La proposta ricalca un'impostazione già circolata nell'autunno 2025, quando Trump aveva suggerito di fermare la guerra sulle linee attuali e pianificato un incontro con Putin, poi saltato. Il precedente più noto è il vertice di Anchorage del 15 agosto 2025, concluso senza accordo.
Qual è la posizione di Trump?
Trump sostiene che ci si avvicini alla fine della guerra, ma con toni duri verso Kiev. Il 19 ottobre ha accusato Zelensky di aver perso due anni fa un accordo migliore e ha criticato gli attacchi ucraini alle raffinerie russe. Il 20 ottobre, inoltre, è tornato a chiedere un nuovo leader in Ucraina.
Zelensky si è recato in Norvegia per incontrare inviati americani e altri leader europei, in un clima di tensione con Washington. Le ricostruzioni sulla stampa parlano anche di pressioni americane sul sostegno a Kiev, che gli ufficiali statunitensi negano di aver orientato politicamente.
Quali sono le pressioni sul campo?
Sul piano militare l'Ucraina affronta un inverno difficile. Le difese aeree sono sotto pressione: le restrizioni a Starlink ostacolano le intercettazioni dei droni e le scorte di missili Patriot sarebbero in esaurimento, secondo le notizie del 18 ottobre.
Zelensky ha detto che il sistema di allerta precoce sugli attacchi missilistici russi è ripreso dopo una telefonata con il segretario di Stato Marco Rubio, e che l'Ucraina riceve di nuovo intelligence dai partner. Gli attacchi russi recenti hanno causato molte vittime civili. I Paesi europei continuano a stanziare fondi consistenti per Kiev.
Come reagiscono energia e mercati?
Il greggio resta sensibile al conflitto. Il 17 ottobre il Brent ha superato 110 dollari al barile per la prima volta da maggio, con attacchi vicino allo Stretto di Hormuz e nuove ostilità russo-ucraine, comprese le infrastrutture energetiche russe nel mirino di Kiev. Il WTI ha messo a segno guadagni settimanali superiori al 10%.
Goldman Sachs ha avvertito che i prezzi potrebbero arrivare a 120 dollari se le interruzioni al trasporto marittimo peggiorassero, mentre un allentamento delle tensioni potrebbe riportarli verso 80 dollari. Si tratta di scenari della banca, non di dati di mercato.
Perché conta
La ripresa dei colloqui trilaterali conta perché riapre una sede formale dove Russia, Ucraina e Stati Uniti siedono insieme. Ad Abu Dhabi i tre Paesi si erano già incontrati: il 23 gennaio 2026 gli Emirati Arabi Uniti hanno ospitato colloqui sulla sicurezza, dopo un incontro di Putin con tre inviati americani a Mosca, definito «fruttuoso» dal Cremlino.
Per gli investitori ed economie dipendenti dall'energia, ogni passo verso un cessate il fuoco incide sulle aspettative sull'offerta di petrolio e sulle sanzioni. Restano però ostacoli: la richiesta di Kiev di non essere esclusa e le richieste di Mosca non sono state conciliate.
Quali sono i rischi e i punti aperti?
Il primo rischio è che l'annuncio non produca un vertice. Nel passato recente, piani di incontro tra Trump e Putin sono saltati, e il vertice in Alaska del 2025 si è chiuso senza intesa. Trump aveva definito quell'incontro «very productive», ma senza accordo.
Il secondo è la frattura tra Washington e Kiev, alimentata dalle dichiarazioni di Trump e dalle forniture militari. Inoltre un'ipotesi di discussione senza Zelensky, circolata nei titoli dei media, contrasta con la linea ucraina. La Cina è citata in alcune ipotesi di vertice allargato, ma le fonti disponibili non ne chiariscono il ruolo.
Cosa guardare adesso
La ripresa dei negoziati a novembre è il passaggio da seguire, ma né la data né la sede sono definitive: Mosca parla di Abu Dhabi come ipotesi probabile.
- La conferma di data e luogo del round trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti a novembre.
- La risposta di Mosca alla proposta di Zelensky di congelare il fronte.
- Gli esiti dei contatti di Zelensky con gli inviati americani e i leader europei dopo la tappa in Norvegia.
- L'andamento del Brent, sopra 110 dollari il 17 ottobre.
- Le forniture di difesa aerea all'Ucraina e il ripristino pieno dei servizi di allerta e di Starlink.
Fonti:cnbc.comadnkronos.comnews24.combusiness-standard.comcnbc.comlivemint.comeconomictimes.indiatimes.comeconomictimes.indiatimes.combbc.comaljazeera.comapnews.com
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