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In questo quadro, credo che la posizione di Alberta e Saskatchewan sia la dimostrazione di come decisori nazionali e interessi regionali sviluppino spesso complesse divergenze. Son...
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Riccardo Alimenti
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Caso Roggero, il centrodestra si divide sulla legittima difesa: Lega e Fratelli d'Italia rilanciano, Forza Italia frena
Il caso Roggero riapre il dibattito sulla legittima difesaLa vicenda giudiziaria di Mario Roggero continua ad avere importanti ripercussioni sul dibattito politico. La condanna definitiva del gioielliere piemontese, che nel 2021 uccise due rapinatori in fuga dopo una rapina nel suo esercizio commerciale, è diventata il punto di riferimento per una nuova offensiva legislativa del centrodestra sul tema della legittima difesa.Se da un lato tutti i partiti della maggioranza esprimono solidarietà personale nei confronti di Roggero, dall'altro emergono profonde differenze sulle modifiche da apportare all'ordinamento.Lega, Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale propongono interventi differenti, mentre Forza Italia invita a evitare riforme dettate dall'emotività e ribadisce la necessità di preservare i principi dello Stato di diritto.La Lega propone una revisione del Codice penaleL'iniziativa più incisiva arriva dalla Lega con un disegno di legge presentato dal senatore Claudio Borghi.La proposta interviene direttamente sull'articolo 52 del Codice penale, introducendo una nuova causa di non punibilità per chi reagisce a un'aggressione armata all'interno della propria abitazione oppure del proprio luogo di lavoro.Il testo stabilisce che qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza dell'aggressione non sarebbe punibile, indipendentemente dalla proporzionalità della risposta, dalla permanenza del pericolo o dalla natura strettamente difensiva della condotta.L'obiettivo dichiarato è superare l'attuale orientamento della Corte di Cassazione, che continua a richiedere una verifica concreta della proporzionalità tra offesa e difesa anche dopo le riforme della legittima difesa approvate nel 2006 e nel 2019.Secondo la Lega, chi entra armato in un'abitazione o in un'attività commerciale accetta consapevolmente il rischio delle conseguenze derivanti dalla reazione della vittima.Salvini: «La legge non può cambiare il caso Roggero»Il leader della Lega Matteo Salvini ha riconosciuto che un'eventuale modifica legislativa non potrebbe incidere sulla posizione processuale di Mario Roggero, essendo ormai intervenuta una sentenza definitiva.Per questo motivo il vicepremier ritiene che la strada più percorribile sia quella dell'esecuzione della pena attraverso misure alternative al carcere, come gli arresti domiciliari, l'affidamento ai servizi sociali o altre forme previste dall'ordinamento penitenziario.Sul piano normativo, Salvini sostiene che la disciplina della legittima difesa debba essere aggiornata per adeguarla alle situazioni nelle quali una vittima si trova improvvisamente esposta a un'aggressione armata e non può essere chiamata a valutare con lucidità la proporzionalità della propria reazione.Fratelli d'Italia punta sul nodo dei risarcimentiDiversa la strategia di Fratelli d'Italia.Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni non propone modifiche alla disciplina penale della legittima difesa, ma rilancia un disegno di legge presentato già nel 2025 dal senatore Raffaele Speranzon.La proposta interviene sull'articolo 2044 del Codice civile e riguarda esclusivamente il risarcimento dei danni.L'obiettivo è impedire o ridurre significativamente i risarcimenti nei confronti di chi, durante la commissione di un reato violento, subisca danni a seguito della reazione della vittima.Nei casi di eccesso colposo nella legittima difesa, il giudice potrebbe diminuire il risarcimento oppure escluderlo del tutto quando l'aggressore abbia agito con violenza grave o abbia minacciato l'uso di armi.Secondo Fratelli d'Italia, la riforma eliminerebbe il paradosso giuridico di una vittima costretta a risarcire economicamente il proprio aggressore.Il partito valuta diverse strade per accelerarne l'approvazione, tra cui un emendamento ai provvedimenti attualmente all'esame del Senato.Futuro Nazionale rivendica le proprie proposteNel confronto interno al centrodestra interviene anche Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci.La formazione sostiene di aver già presentato, durante l'esame del decreto Sicurezza nell'aprile 2026, emendamenti finalizzati sia ad ampliare la legittima difesa sia a impedire qualsiasi risarcimento a favore di ladri e rapinatori o dei loro familiari.Secondo Futuro Nazionale, quelle proposte furono respinte anche con il voto favorevole dei partiti oggi impegnati a rilanciare iniziative analoghe.Per questo motivo il deputato Rossano Sasso ha chiesto un'informativa urgente del ministro della Giustizia Carlo Nordio, sostenendo che il caso Roggero abbia evidenziato profonde divisioni all'interno della maggioranza.Il partito accusa Lega e Fratelli d'Italia di inseguire oggi posizioni che pochi mesi prima avevano contribuito a bocciare in Parlamento.Forza Italia prende le distanzeLa posizione più prudente è quella di Forza Italia.Il sottosegretario alla Giustizia Paolo Sisto ha criticato il disegno di legge della Lega sia nel metodo sia nel merito.Secondo l'esponente azzurro, una riforma di tale portata avrebbe richiesto un preventivo confronto tra le forze della maggioranza e rischierebbe, nella formulazione attuale, di generare nuove incertezze interpretative.Sisto ha definito il testo «inaccettabile» così come è stato presentato.Anche la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, ha ribadito che il partito non intende legiferare sull'onda dell'emotività suscitata dai fatti di cronaca.Per gli azzurri eventuali modifiche alla disciplina della legittima difesa devono essere il risultato di un approfondito confronto tecnico e giuridico, senza compromettere l'equilibrio tra tutela delle vittime e principi dello Stato di diritto.Una maggioranza unita sulla solidarietà, divisa sulle soluzioniIl caso Roggero conferma come il tema della sicurezza rappresenti uno dei principali terreni di competizione politica all'interno del centrodestra.Pur condividendo la solidarietà nei confronti del gioielliere, i partiti della coalizione propongono risposte profondamente diverse: la Lega punta a una revisione sostanziale della legittima difesa, Fratelli d'Italia preferisce intervenire sul piano civilistico dei risarcimenti, Futuro Nazionale rivendica una linea ancora più rigorosa già sostenuta in Parlamento, mentre Forza Italia continua a privilegiare un approccio improntato alla cautela legislativa.Le prossime settimane chiariranno se il governo riuscirà a trovare una sintesi politica capace di tradursi in un testo condiviso oppure se il dossier sulla legittima difesa diventerà un nuovo terreno di confronto interno alla maggioranza.
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Autonomia differenziata, via libera della Camera alle prime pre-intese. Protestano opposizioni e comitati: «Rischio di dividere il Paese»
La Camera approva le prime pre-inteseL'iter dell'autonomia differenziata compie un nuovo passo avanti. Dopo il via libera del Senato, la Camera dei deputati ha approvato le pre-intese tra lo Stato e tre Regioni del Nord – Lombardia, Piemonte e Liguria – nell'ambito della procedura prevista dalla legge Calderoli.Resta ancora da votare la pre-intesa relativa al Veneto, che completerà il primo pacchetto di accordi preliminari.Le quattro Regioni, tutte amministrate dal centrodestra, chiedono il trasferimento di competenze in alcune materie individuate come "non LEP", cioè ambiti nei quali la normativa vigente non richiede la preventiva definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni prima dell'attribuzione delle nuove funzioni.Tra le competenze interessate figurano la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare e alcuni aspetti del coordinamento della finanza pubblica in materia sanitaria.Le proteste davanti a MontecitorioMentre l'Aula era impegnata nelle votazioni, davanti a Montecitorio si è svolta una manifestazione promossa da sindacati, comitati e forze di opposizione.Alla protesta hanno partecipato rappresentanti della Cgil, dell'Unione Sindacale di Base (Usb), dei Cobas e dei comitati contrari all'autonomia differenziata, insieme a parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.Secondo i manifestanti, il trasferimento di ulteriori competenze alle Regioni rischia di ampliare il divario economico e sociale tra Nord e Sud, soprattutto nei servizi pubblici essenziali.Cartelli con slogan come «La salute è un diritto, non un privilegio», «Sanità per tutti, da Nord a Sud» e «No autonomia, no sanità per ricchi» hanno accompagnato il presidio.Le accuse delle opposizioniLe forze di opposizione hanno espresso una dura critica all'approvazione delle pre-intese.Diversi esponenti del Partito Democratico hanno definito il provvedimento una misura destinata a frammentare ulteriormente il Paese, sostenendo che testi identici per Regioni con caratteristiche differenti metterebbero in discussione la stessa logica dell'autonomia differenziata.Il Movimento 5 Stelle ha invece evidenziato il rischio di un aumento della mobilità sanitaria, sostenendo che le differenze nell'organizzazione dei servizi potrebbero aggravare sia le difficoltà dei cittadini del Mezzogiorno sia la pressione sulle strutture sanitarie del Nord.Le opposizioni hanno inoltre annunciato la volontà di valutare un ricorso alla Corte costituzionale una volta completato l'iter previsto dalla legge.L'ipotesi di uno scambio politico nella maggioranzaDurante il dibattito politico non sono mancate accuse rivolte alla maggioranza.Esponenti delle opposizioni hanno sostenuto che il sostegno di Fratelli d'Italia all'autonomia differenziata rappresenterebbe una contropartita politica nei confronti della Lega, dopo il sostegno ricevuto sul progetto di riforma della legge elettorale.Secondo questa lettura, la maggioranza starebbe procedendo parallelamente sulle principali riforme care ai diversi partiti della coalizione.Si tratta di una valutazione espressa dalle opposizioni, che non trova conferma nelle dichiarazioni dei partiti di governo.Cosa prevedono le pre-inteseGli accordi preliminari approvati riguardano esclusivamente materie che la legge n. 86 del 2024, nota come legge Calderoli, classifica tra quelle per le quali non è necessaria una preventiva definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP).Le competenze interessano:protezione civile;professioni;previdenza complementare;coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario.Per quest'ultimo settore, pur essendo già previsti i Livelli essenziali di assistenza (LEA), le Regioni potrebbero ottenere maggiori margini di autonomia nella gestione del sistema tariffario, dei rimborsi, dei ticket e dei rapporti con gli operatori privati accreditati.Dopo il completamento dell'esame parlamentare, il Consiglio dei ministri dovrà predisporre i relativi disegni di legge entro quarantacinque giorni.Il nodo della sanità e il timore di nuove disuguaglianzeIl capitolo sanitario rappresenta l'aspetto più controverso della riforma.Le Regioni del Mezzogiorno e numerosi osservatori ritengono che l'attuale sistema dei LEA presenti già significative differenze territoriali nell'erogazione delle prestazioni.Secondo i critici dell'autonomia differenziata, attribuire ulteriori competenze senza un riequilibrio delle condizioni di partenza rischierebbe di accentuare il fenomeno della mobilità sanitaria verso le Regioni settentrionali e di aumentare il divario nell'accesso ai servizi.Nei giorni precedenti al voto, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro aveva annunciato la possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale, sostenendo che la riforma potrebbe compromettere l'uniformità del Servizio sanitario nazionale, soprattutto nelle aree economicamente più fragili.La soddisfazione della LegaDopo l'approvazione delle prime tre pre-intese, la Lega ha accolto con favore il risultato parlamentare.Il segretario della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo, ha definito l'autonomia differenziata uno strumento destinato a rendere più efficiente e trasparente l'azione amministrativa delle Regioni.Per il partito guidato da Matteo Salvini, il voto rappresenta un passaggio storico nel percorso autonomista avviato da decenni e più volte rimasto incompiuto.L'attenzione si sposta ora sul voto riguardante il Veneto, destinato a completare la prima fase dell'attuazione della riforma.
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Riccardo Alimenti
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MarketKlevis Gjoka
Canada-USA, Carney accelera i negoziati con Trump dopo la minaccia di nuovi dazi
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LONGEVITÀ, LA NUOVA FRONTIERA DELL’ECONOMIA ITALIANA
Il mio ultimo articolo per UCapital sulla Silver Economy
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Riccardo Alimenti
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Riccardo Alimenti
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