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Giorgia Meloni: "Energia al centro, serve risposta rapida e coordinata"

La presidente del Consiglio porta a Bruxelles la priorità energetica il 15-16 ottobre, chiedendo flessibilità e un'azione comune tra i Paesi UE per frenare il caro energia.

di Andrea PelucchiRedazione UCapital News3 min di lettura
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Giorgia Meloni: "Energia al centro, serve risposta rapida e coordinata"
PUNTI CHIAVE
  1. 01Giorgia Meloni ha dichiarato il 12 ottobre 2026 che senza risposte strutturali dell'UE sul caro energia 'rischiamo di restare in balia dell'emergenza'.
  2. 02La premier proporrà personalmente al Consiglio europeo del 15-16 ottobre il tema della flessibilità fiscale.
  3. 03Meloni, insieme ai premier di Germania e Belgio, ha scritto al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa chiedendo una corsia preferenziale per investimenti in energia e digitalizzazione.
  4. 04L'Italia chiede anche la sospensione dell'avvio dell'ETS 2, previsto dal 2028 per trasporti su strada ed edifici, ma la Commissione europea non prevede modifiche al piano.

Giorgia Meloni si presenta al Consiglio europeo del 15-16 ottobre 2026 con l'energia come dossier prioritario, avvertendo che senza "risposte strutturali e di lungo periodo" da parte dell'Unione Europea "rischiamo di restare in balia dell'emergenza". La presidente del Consiglio ha lanciato l'appello il 12 ottobre davanti agli imprenditori di Assolombarda a Milano.

La posta in gioco va oltre il breve periodo: il caro energia pesa sulla competitività industriale italiana ed europea, e il Governo Meloni ritiene che nessun Paese possa affrontarlo efficacemente in modo isolato. La risposta, secondo Roma, deve essere coordinata, chiara e rapida a livello comunitario.

Cosa è successo

Il 12 ottobre 2026, intervenendo all'assemblea di Assolombarda, Meloni ha rivendicato gli sforzi del suo governo nel difendere un'economia che, a suo dire, ha avuto una crescita "debole" ma "ha retto l'onda d'urto". Ha poi annunciato che al Consiglio europeo ribadirà la richiesta di flessibilità, definendola "una proposta semplice, di buonsenso, oltre che di responsabilità".

In parallelo, la presidente del Consiglio ha firmato insieme ai capi di governo di Germania, Friedrich Merz, e del Belgio, Bart De Wever, una lettera indirizzata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, la lettera sottolinea lo stretto collegamento tra semplificazione normativa, caro energia e competitività industriale.

Cosa chiedono i tre governi

  • Una corsia preferenziale per accelerare gli investimenti in settori prioritari, a partire da energia e digitalizzazione.
  • Un freno all'introduzione di nuovi oneri burocratici a livello europeo.
  • Una riduzione generalizzata degli obblighi UE di rendicontazione aziendale di sostenibilità, in particolare per le PMI.

Perché conta

Il sistema ETS — il mercato europeo per lo scambio di quote di emissioni — è nel mirino del Governo Meloni da tempo. Davanti agli imprenditori lombardi, Meloni ha ribadito che il meccanismo "gonfia i prezzi, crea squilibri tra Stati membri e danneggia le nostre imprese". Il 12 ottobre, a Lussemburgo, la viceministra all'Ambiente Vannia Gava ha chiesto al Consiglio UE Ambiente di "valutare la sospensione dell'avvio dell'ETS 2", la versione estesa del sistema che dal 2028 si applicherà a trasporti su strada ed edifici.

La risposta di Bruxelles è arrivata con chiarezza: il commissario UE al clima Wopke Hoekstra ha precisato che la Commissione non prevede modifiche al piano. Il commissario UE per la Giustizia Michael McGrath, in visita a Roma, ha a sua volta sottolineato che la Commissione ha "già delineato i margini di flessibilità" a disposizione dei Paesi membri, lavorando "a stretto contatto" con i governi nel rispetto delle "esigenze di sostenibilità fiscale".

Sul fronte interno, Meloni deve anche gestire la manovra di bilancio: prima del Consiglio dei ministri previsto in serata del 12 ottobre ha incontrato gli altri leader della coalizione di centrodestra, mentre mercoledì 14 ottobre è attesa alle comunicazioni in Parlamento.

Cosa guardare adesso

  • 15-16 ottobre 2026: Consiglio europeo a Bruxelles, dove Meloni presenterà la proposta di flessibilità e il dossier energetico.
  • Dal 2028: entrata in vigore dell'ETS 2 su trasporti su strada ed edifici, oggetto della richiesta italiana di sospensione.
  • Evoluzione delle trattative sulla manovra di bilancio italiana, con le richieste dei partiti della coalizione ancora sul tavolo.

Fonti:ansa.it

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