Polonia avverte la NATO: prepararsi all'attacco ibrido russo. Bulgaria: altre due navi colpite nel Mar Nero
Varsavia chiede all'Alleanza una risposta decisa alle operazioni di destabilizzazione di Mosca, mentre Sofia denuncia nuovi attacchi con droni nella propria zona economica esclusiva e convoca l'ambasciatrice russa.

- 01Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha dichiarato che i Paesi NATO devono prepararsi a un possibile attacco ibrido letale da parte della Russia.
- 02Il premier bulgaro Rumen Radev ha annunciato il 13 ottobre 2026 che altre due navi sono state colpite nel Mar Nero al largo delle coste bulgare, una delle quali è affondata.
- 03La prima nave colpita, la 'Chesea 3', batteva bandiera maltese ed era di proprietà ucraina: l'equipaggio di 15 persone è stato tratto in salvo e trasportato al porto di Varna.
- 04La settimana precedente, due navi mercantili erano già state attaccate da droni nella zona economica esclusiva della Bulgaria: una era affondata e il suo equipaggio risulta tuttora disperso.
Due nuove navi commerciali sono state colpite da droni nel Mar Nero al largo delle coste bulgare nella notte del 13 ottobre 2026, con una delle imbarcazioni affondata: lo ha annunciato il premier bulgaro Rumen Radev, che ha informato la NATO e ha dichiarato di voler convocare l'ambasciatrice russa a Sofia. Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha avvertito che i Paesi dell'Alleanza Atlantica devono prepararsi a una risposta decisa a un possibile attacco ibrido letale da parte della Russia.
I due episodi — gli attacchi nel Mar Nero e l'allarme di Varsavia — segnalano un'escalation su fronti distinti ma convergenti della guerra Russia-Ucraina: da un lato la pressione militare sulle rotte commerciali di un Paese membro della NATO e dell'Unione Europea, dall'altro l'intensificarsi delle operazioni russe di destabilizzazione in Europa, con la prospettiva sempre più concreta di vittime civili o militari sul territorio dell'Alleanza.
Cosa è successo
Il primo segnale di emergenza è arrivato alle 01:30 ora locale del 13 ottobre 2026, quando è stata segnalata una nave in difficoltà. Secondo quanto ricostruito dal premier Radev in un post su Facebook, l'imbarcazione — battente bandiera maltese e di proprietà ucraina, registrata nel porto di Odessa con il nome 'Chesea 3' — è stata colpita da tre droni aerei.
L'equipaggio, composto da sette cittadini ucraini e otto cittadini azeri, è stato tratto in salvo e trasportato al porto bulgaro di Varna; cinque dei quindici membri dell'equipaggio stavano ricevendo assistenza medica per ferite lievi, ha precisato Radev.
Successivamente, una seconda nave è stata colpita ed è affondata. Un solo membro dell'equipaggio è stato salvato. Secondo il governo bulgaro, il primo attacco è avvenuto a 18 miglia nautiche a est di Byala e il secondo a 17 miglia a est di Krapets, due località sulla costa orientale del Paese.
Il contesto: una settimana di attacchi nel Mar Nero
Gli episodi del 13 ottobre non sono isolati. La settimana precedente, due navi mercantili erano già state colpite da droni nella zona economica esclusiva della Bulgaria nel Mar Nero. Una di quelle imbarcazioni era affondata e il suo equipaggio — composto da nove cittadini siriani e un egiziano — risulta tuttora disperso. I diciotto marinai della seconda nave erano stati tratti in salvo.
La Bulgaria, membro della NATO e dell'Unione Europea, si trova così a fronteggiare attacchi ripetuti nelle proprie acque in un arco di pochi giorni, con perdite umane ancora non accertate per intero. Sofia ha chiesto maggiore sostegno all'Alleanza per far fronte a questa situazione.
La posizione di Sofia: "Inaccettabile", Mosca convocata
Il premier Radev ha definito il nuovo attacco contro navi commerciali nelle immediate vicinanze delle acque territoriali bulgare "assolutamente inaccettabile" e ha annunciato la convocazione dell'ambasciatrice russa. Radev ha informato la NATO degli attacchi, sottolineando la gravità della situazione per un Paese membro dell'Alleanza.
"Non disponiamo di prove solide e chiare per muovere accuse contro l'una o l'altra parte, ma la logica suggerisce che il risultato vada a vantaggio della Russia."
Rumen Radev, premier bulgaro, in un post su Facebook il 13 ottobre 2026.
La cautela nelle attribuzioni formali non ha impedito a Radev di indicare la direzione politica: la convocazione dell'ambasciatrice di Mosca è un segnale diplomatico netto, inusuale per un Paese che ha storicamente mantenuto rapporti più cauti con la Russia rispetto ad altri membri orientali della NATO.
L'allarme di Varsavia: attacco ibrido letale, la NATO deve rispondere
In parallelo agli eventi nel Mar Nero, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha dichiarato che i membri della NATO dovrebbero prepararsi a una risposta decisa a un possibile attacco ibrido letale da parte della Russia, sottolineando che la probabilità che qualcuno venga ucciso sta aumentando con l'intensificarsi delle operazioni russe di destabilizzazione.
"La questione è cosa costituisca un attacco, un attacco transfrontaliero, e finché si tratta di proprietà... è un conto, ma se iniziano a morire delle persone, allora dovremo avere un'altra conversazione molto seria alla Nato."
Radosław Sikorski, ministro degli Esteri polacco, il 13 ottobre 2026.
Le parole di Sikorski pongono una questione centrale per l'Alleanza: la soglia oltre la quale un'azione ibrida — sabotaggi, attacchi a infrastrutture, operazioni con droni — diventa un atto di guerra che attiva le clausole di difesa collettiva. Finora la NATO ha risposto con misure di sorveglianza e deterrenza, ma senza invocare formalmente l'Articolo 5.
Perché conta
- La Bulgaria è il primo Paese membro della NATO a subire attacchi ripetuti con droni nella propria zona economica esclusiva nel Mar Nero nell'arco di una settimana, con almeno una nave affondata e un equipaggio disperso.
- La convocazione dell'ambasciatrice russa da parte di Sofia rappresenta un'escalation diplomatica significativa per un Paese storicamente cauto nei confronti di Mosca.
- L'avvertimento polacco segnala che Varsavia considera imminente il rischio di vittime in un attacco ibrido russo sul territorio NATO, aprendo la questione della risposta collettiva dell'Alleanza.
- La combinazione di pressione militare nel Mar Nero e operazioni di destabilizzazione in Europa centrale e orientale configura una strategia russa su più livelli che mette alla prova la coesione dell'Alleanza Atlantica.
Per i mercati e gli investitori esposti all'Europa orientale, la reiterazione degli attacchi nelle acque di un Paese membro dell'UE e della NATO introduce un elemento di rischio geopolitico strutturale sulle rotte commerciali del Mar Nero, già sotto pressione dall'inizio del conflitto.
Cosa guardare adesso
- Convocazione dell'ambasciatrice russa a Sofia: l'esito del colloquio diplomatico e la risposta formale di Mosca daranno la misura della gestione bilaterale della crisi.
- Risposta della NATO: dopo l'informativa di Radev all'Alleanza, si attende una posizione ufficiale della NATO sugli attacchi nel Mar Nero e sulle misure di protezione per i Paesi membri costieri.
- Ricerche dei dispersi: l'equipaggio della nave affondata la settimana precedente — nove siriani e un egiziano — risulta ancora disperso; gli aggiornamenti sulle operazioni di ricerca e soccorso sono attesi nelle prossime ore.
- Dibattito interno alla NATO sull'attacco ibrido: la proposta di Sikorski di definire una soglia di risposta collettiva agli attacchi ibridi letali dovrà essere discussa in sede di Alleanza; non è ancora fissata una data per una riunione straordinaria.
Fonti:ansa.it
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