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Vertice UE-Cina: accordo su auto ibride e terre rare, deficit a 1 miliardo al giorno

L'8 e 9 ottobre 2026 a Pechino si è conclusa la seconda riunione delle Consultazioni UE-Cina su commercio e investimenti: raggiunta un'intesa sulla riduzione delle esportazioni di auto ibride cinesi e sulle terre rare, ma Bruxelles punta a risultati più ampi.

di alessandro platerotiRedazione UCapital News6 min di lettura
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Vertice UE-Cina: accordo su auto ibride e terre rare, deficit a 1 miliardo al giorno
Immagine generata con AI
PUNTI CHIAVE
  1. 01L'8-9 ottobre 2026 a Pechino si è tenuta la seconda riunione delle Consultazioni UE-Cina su commercio e investimenti (TIC), co-presieduta dal ministro cinese Wang Wentao e dal commissario UE Maroš
  2. 02Le due parti hanno raggiunto un elenco di risultati e intese, inclusa un'intesa sul dimezzamento delle esportazioni di auto ibride cinesi verso l'UE.
  3. 03Il deficit commerciale dell'UE con la Cina ha raggiunto il livello record di circa 1 miliardo di euro al giorno.
  4. 04Il prossimo incontro del meccanismo di consultazione è stato fissato per marzo 2027.

L'Unione Europea e la Cina hanno concluso l'8 e 9 ottobre 2026 a Pechino la seconda riunione delle Consultazioni su commercio e investimenti (Trade and Investment Consultations, TIC), raggiungendo un'intesa su auto ibride e terre rare che il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič ha definito la fine della "prima fase" dei negoziati. Il deficit commerciale dell'UE con la Cina ha toccato il livello record di circa 1 miliardo di euro al giorno, rendendo il vertice uno degli appuntamenti diplomatici più attesi dell'anno.

I risultati ottenuti segnano un primo passo verso il riequilibrio di una relazione commerciale che Bruxelles considera sempre più insostenibile, ma restano lontani da quel "breakthrough" strutturale che i governi europei e le associazioni industriali chiedevano. La palla passa ora ai ventisette leader dell'UE, chiamati a valutare i risultati e a decidere se e come intensificare la pressione su Pechino.

Cosa è successo

La seconda riunione delle Consultazioni UE-Cina su commercio e investimenti si è svolta a Pechino tra l'8 e il 9 ottobre 2026, co-presieduta dal ministro cinese del Commercio Wang Wentao e dal commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza Economica Maroš Šefčovič. Le due parti hanno avuto, secondo la dichiarazione congiunta, "discussioni pragmatiche e produttive" e hanno concordato un elenco di risultati e intese.

Šefčovič ha incontrato anche il vicepremier cinese He Lifeng nel corso della visita. I negoziati erano stati avviati nel giugno 2026, con la Commissione europea che aveva fissato ottobre come scadenza per ottenere risultati "tangibili" da Pechino al fine di riequilibrare la relazione commerciale bilaterale.

  • Auto ibride: raggiunta un'intesa che punta al dimezzamento delle esportazioni di veicoli ibridi cinesi verso l'UE.
  • Terre rare: avviato un dialogo per garantire all'industria europea l'accesso alle materie prime critiche cinesi, la cui fornitura era stata interrotta da Pechino nel 2025 durante la disputa commerciale con gli Stati Uniti e poi ripresa, ma con una tregua valida solo fino al 10 gennaio 2027.
  • Quadro WTO: le due parti hanno riaffermato l'impegno a gestire le divergenze nel rispetto delle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
  • Prossimo incontro: fissato per marzo 2027.

Il contesto: un deficit da record e la pressione industriale

Il deficit commerciale dell'UE con la Cina ha raggiunto circa 1 miliardo di euro al giorno, un livello che la Commissione europea considera insostenibile. Una nuova ondata di concorrenza cinese sta mettendo sotto pressione la base industriale europea in settori chiave come farmaceutica, aerospazio, automotive, macchine utensili e chimica.

Il commissario europeo all'Industria Stéphane Séjourné aveva dichiarato, nelle settimane precedenti il vertice, che l'UE stava perdendo migliaia di posti di lavoro ogni settimana e che nell'anno precedente erano già andati persi 250.000 posti di lavoro industriali. Un documento franco-tedesco inviato alle capitali europee e alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen descriveva la situazione come "uno shock industriale massiccio" che colpisce settori di rilevanza sistemica.

Le posizioni in campo: Berlino, Parigi e le divisioni tra i Ventisette

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno scritto congiuntamente alla presidente von der Leyen chiedendo "il pieno utilizzo" degli strumenti di difesa commerciale esistenti e un "quadro complessivo" con nuovi strumenti legali. Tra le proposte figurava un meccanismo che consentirebbe alla Commissione una "reazione decisiva e sistemica", fino a un'eventuale "esclusione immediata dal mercato interno" in caso di necessità, attivabile salvo voto contrario a maggioranza qualificata — un sistema di maggioranza qualificata invertita pensato per rendere l'azione europea più rapida.

Non tutti i Ventisette condividono questa linea: la Spagna, pur avendo cercato investimenti cinesi per anni, rimane tra i paesi più cauti, anche se la situazione politica interna — con il premier Pedro Sánchez che aveva convocato nuove elezioni — potrebbe limitarne la capacità di opposizione alla strategia comune.

Le dichiarazioni: Šefčovič e Pechino a confronto

"I came here with one clear purpose: to start rebalancing the EU-China trade relationship and to make sure this first phase of negotiations under the Trade and Investment Consultations delivers its first tangible outcomes."

Maroš Šefčovič, nelle dichiarazioni alla stampa al termine della seconda riunione TIC a Pechino, 9 ottobre 2026.

Dal lato cinese, un funzionario del ministero del Commercio ha dichiarato il 10 ottobre 2026 che Cina e UE hanno riaffermato l'impegno a mantenere relazioni commerciali stabili ed equilibrate in quanto partner commerciali chiave. Pechino ha sottolineato la volontà di rendere i rapporti bilaterali "più bilanciati", segnalando un'apertura al dialogo pur senza impegni strutturali immediati.

Perché conta

L'intesa raggiunta a Pechino rappresenta il primo risultato concreto di un meccanismo di consultazione avviato solo nel giugno 2026, in un momento in cui le relazioni commerciali UE-Cina erano entrate in una fase critica. Per l'industria europea, l'accesso garantito alle terre rare cinesi è una questione di sicurezza economica: Pechino aveva già dimostrato nel 2025, durante la disputa che coinvolse la società olandese Nexperia, quanto rapidamente potesse bloccare forniture essenziali per l'automotive e altri settori.

Sul fronte valutario, il cambio EUR/CNY (EURCNY) rimane un indicatore sensibile delle tensioni commerciali bilaterali: ogni escalation o distensione nei rapporti tra Bruxelles e Pechino si riflette storicamente sulla coppia di valute, che gli operatori monitorano come termometro delle relazioni tra i due blocchi.

Per i mercati europei, la prospettiva di un dimezzamento delle importazioni di auto ibride cinesi potrebbe alleviare la pressione sui produttori del Vecchio Continente, anche se l'intesa deve ancora essere concretizzata e approvata dai Ventisette. Il commissario Šefčovič ha chiarito che si tratta della fine della "prima fase", lasciando intendere che le trattative più difficili — quelle su accesso al mercato, sussidi statali e strumenti di difesa commerciale — sono ancora davanti.

Cosa guardare adesso

  • Vertice dei leader UE (ottobre 2026): i ventisette capi di Stato e di governo dell'UE si riuniranno a Bruxelles per valutare i risultati del TIC e decidere il mandato alla Commissione per la fase successiva dei negoziati; la Cina è in cima all'agenda.
  • Scadenza terre rare — 10 gennaio 2027: la tregua sulle esportazioni cinesi di terre rare verso l'UE scade in questa data; un mancato rinnovo o un nuovo accordo strutturale avrebbe impatti diretti sull'industria automotive e tecnologica europea.
  • Terza riunione TIC — marzo 2027: le due parti hanno già fissato il prossimo incontro del meccanismo di consultazione, che sarà il banco di prova per verificare se le intese di ottobre 2026 si traducono in impegni vincolanti.
  • Nuovi strumenti commerciali UE: la proposta franco-tedesca di un meccanismo a maggioranza qualificata invertita è sul tavolo della Commissione; la sua adozione o bocciatura definirà la capacità dell'UE di rispondere rapidamente a future tensioni con Pechino.

Fonti:europa.eueuronews.comit.euronews.compolitico.euirishtimes.comeuropa.euenglish.www.gov.cnansa.itenglish.www.gov.cn

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