DeepSeek raccoglie 15 miliardi e sfida i giganti americani dell’IA
Secondo Bloomberg, la startup di Hangzhou avrebbe ottenuto circa 100 miliardi di yuan. Reuters non ha potuto verificare la notizia in modo indipendente.

- 01DeepSeek avrebbe raccolto circa 100 miliardi di yuan, pari a 14,98 miliardi di dollari, secondo Bloomberg del 22 ottobre
- 02Tra gli investitori figurerebbero Tencent e CATL; Reuters non ha verificato la notizia
- 03OpenAI e Anthropic hanno raccolto oltre 100 miliardi di dollari ciascuna, secondo Bloomberg
- 04CITIC Securities sarebbe stata incaricata per una possibile IPO sul mercato STAR di Shanghai
DeepSeek raccoglie 15 miliardi di dollari: la Cina sfida i giganti americani dell’intelligenza artificiale
Il gruppo cinese avrebbe raccolto circa 100 miliardi di yuan in un nuovo round di finanziamento, con Tencent e CATL tra i principali investitori. La società punta a rafforzare i propri modelli di AI, costruire nuovi data center e prepararsi a una possibile quotazione in Borsa nel 2027.
La sfida cinese ai colossi americani dell’intelligenza artificiale entra in una nuova fase. DeepSeek, la startup con sede a Hangzhou diventata uno dei simboli della capacità tecnologica della Cina, avrebbe raccolto circa 15 miliardi di dollari in un nuovo round di finanziamento. Un’operazione che, se confermata nei dettagli definitivi, rappresenterebbe una delle maggiori raccolte di capitali mai realizzate da una società cinese del settore.
Secondo quanto riportato da Bloomberg il 22 ottobre, citando persone a conoscenza della vicenda, la società avrebbe ottenuto circa 100 miliardi di yuan, equivalenti a 14,98 miliardi di dollari. Tra i principali investitori figurerebbero Contemporary Amperex Technology (CATL), colosso cinese delle batterie, e Tencent, il gruppo tecnologico che controlla WeChat. Reuters ha riferito la notizia precisando di non aver potuto verificarla autonomamente.
La raccolta segnala un cambiamento significativo nelle ambizioni di DeepSeek: da laboratorio di ricerca noto per lo sviluppo di modelli efficienti e relativamente economici a concorrente sempre più strutturato di OpenAI, Anthropic e degli altri protagonisti statunitensi dell’AI.
Dal progetto a basso costo alla competizione globale
DeepSeek aveva conquistato l’attenzione internazionale all’inizio del 2025, quando il suo modello di ragionamento R1 aveva dimostrato prestazioni competitive rispetto alle soluzioni occidentali, alimentando il dibattito sui costi necessari per sviluppare sistemi avanzati di intelligenza artificiale.
Il suo approccio, basato sull’efficienza computazionale e sulla disponibilità di modelli con pesi aperti, aveva messo in discussione l’idea che soltanto le aziende in grado di investire decine di miliardi di dollari in infrastrutture potessero competere ai massimi livelli. L’annuncio aveva contribuito a innescare forti vendite sui titoli tecnologici americani, riaccendendo i timori sulla redditività degli enormi investimenti nell’AI.
Ora, tuttavia, la stessa DeepSeek ha bisogno di risorse finanziarie molto più consistenti. Addestrare modelli sempre più sofisticati, garantire capacità di calcolo su larga scala, assumere ricercatori e sviluppare infrastrutture richiede investimenti crescenti. Il finanziamento da 15 miliardi di dollari, se finalizzato nella misura riportata, consentirebbe alla società di affrontare questa fase con una disponibilità di capitale molto superiore a quella di cui disponeva in passato.
Resta comunque una differenza rilevante rispetto ai principali concorrenti statunitensi: OpenAI e Anthropic hanno raccolto, attraverso le rispettive operazioni di finanziamento, oltre 100 miliardi di dollari ciascuna, secondo le ricostruzioni riportate da Bloomberg. La distanza finanziaria, quindi, non sarebbe ancora colmata.
Tencent e CATL scommettono sull’AI cinese
La presenza di Tencent e CATL tra i maggiori investitori sottolinea il valore strategico attribuito alla startup.
Per Tencent, l’intelligenza artificiale rappresenta una tecnologia fondamentale per rafforzare i propri servizi digitali, le piattaforme di comunicazione e le attività nel cloud. Un investimento in DeepSeek può offrire accesso privilegiato a modelli e competenze utili per sviluppare nuovi prodotti e integrare l’AI nei propri ecosistemi.
CATL, leader mondiale nella produzione di batterie per veicoli elettrici e sistemi di accumulo, opera invece in un settore sempre più legato alla disponibilità di energia e infrastrutture informatiche. La crescita dei data center rende infatti strategici i sistemi di alimentazione, l’efficienza energetica e le tecnologie necessarie a sostenere carichi di calcolo sempre più elevati.
L’interesse degli investitori non sarebbe soltanto finanziario. DeepSeek occupa una posizione centrale negli sforzi di Pechino per costruire campioni nazionali dell’intelligenza artificiale e ridurre la dipendenza dalle tecnologie straniere, soprattutto nel comparto dei semiconduttori avanzati.
Data center e chip Huawei: la nuova frontiera degli investimenti
Una parte crescente delle risorse sarà destinata alla capacità di calcolo. DeepSeek sta lavorando alla realizzazione di un grande data center nella Mongolia Interna, con un progetto che prevede l’impiego di almeno 160.000 acceleratori di intelligenza artificiale prodotti da Huawei, secondo precedenti ricostruzioni della stampa finanziaria.
La scelta si inserisce nella strategia cinese di sviluppare un’infrastruttura tecnologica meno dipendente dai chip Nvidia, sottoposti alle restrizioni statunitensi sulle esportazioni verso la Cina. DeepSeek ha inoltre collaborato con Huawei allo sviluppo di strumenti software ottimizzati per i suoi processori AI.
Il nodo dei semiconduttori rimane cruciale: disporre di grandi quantità di capitale non basta se l’accesso ai chip più avanzati e alle infrastrutture necessarie per addestrare i modelli rimane limitato. La capacità di ottenere prestazioni elevate con hardware alternativo potrebbe diventare uno dei principali vantaggi competitivi della società cinese.
Verso la Borsa nel 2027
La raccolta di capitali potrebbe preparare il terreno anche per un’altra operazione decisiva: la quotazione in Borsa. Secondo le indiscrezioni riportate da Reuters, DeepSeek avrebbe incaricato CITIC Securities di predisporre il lavoro necessario per una possibile offerta pubblica iniziale sul mercato STAR di Shanghai, dedicato alle imprese tecnologiche.
Tempi, valutazione e dimensioni dell’eventuale IPO non risultano ancora definitivi. L’operazione consentirebbe comunque alla società di rafforzare ulteriormente la propria dotazione finanziaria e offrirebbe agli investitori un’opportunità di partecipare alla crescita di uno dei protagonisti più osservati dell’industria cinese dell’AI.
La guerra dell’intelligenza artificiale diventa sempre più costosa
Il caso DeepSeek mette in evidenza un apparente paradosso. La società è diventata famosa per aver dimostrato che modelli competitivi possono essere sviluppati con un’efficienza superiore rispetto alle aspettative del mercato. Eppure, per mantenere il passo dei concorrenti e raggiungere la frontiera tecnologica, ha bisogno di investimenti sempre più ingenti.
La competizione non si gioca più soltanto sulla qualità degli algoritmi o sul costo di utilizzo dei chatbot. Contano anche la disponibilità di chip, l’accesso all’energia, la capacità dei data center, il reclutamento dei ricercatori e la possibilità di distribuire i modelli su scala globale.
Per gli Stati Uniti, l’espansione finanziaria di DeepSeek rappresenta un ulteriore segnale della capacità della Cina di mobilitare capitali e competenze per ridurre il divario tecnologico. Per Pechino, la startup è invece uno strumento importante nella strategia di autonomia digitale e di sviluppo di un’industria nazionale in grado di competere con la Silicon Valley.
La vera incognita riguarda ora il rendimento di questi investimenti. DeepSeek riuscirà a trasformare la propria reputazione tecnologica in ricavi sostenibili e in una posizione dominante sul mercato internazionale? Oppure l’aumento dei costi finirà per ridurre proprio quel vantaggio economico che ne ha decretato il successo?
La risposta dipenderà dalla capacità di mantenere modelli competitivi a prezzi contenuti senza rinunciare agli investimenti necessari per innovare. Con una raccolta potenziale da 15 miliardi di dollari, la sfida tra Cina e Stati Uniti nell’intelligenza artificiale si sposta così su un terreno ancora più impegnativo: quello della potenza finanziaria e industriale necessaria per guidare la prossima generazione di tecnologie.
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