Booking.com, indagine formale Ue su truffe, phishing e annunci
La Commissione europea ha aperto il 21 ottobre un procedimento sul rispetto del Digital Services Act. Nel mirino annunci fraudolenti, phishing e trasparenza dei risultati sponsorizzati.

- 01Il 21 ottobre la Commissione europea ha aperto un'indagine formale su Booking.com per un possibile mancato rispetto del DSA
- 02Tre le aree: annunci fraudolenti, phishing che sfrutta i dati delle prenotazioni e identificazione degli annunci a pagamento
- 03Le sanzioni possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo mondiale
- 04La società dichiara di voler collaborare; in Italia l'AGCM ha un procedimento distinto da aprile 2026
Bruxelles apre il procedimento
Booking.com nel mirino dell’Unione europea: indagine su truffe, annunci falsi e pubblicità nascosta
Bruxelles apre un procedimento formale per verificare il rispetto delle regole digitali. Nel mirino gli annunci fraudolenti, le truffe di phishing che sfruttano i dati delle prenotazioni e la trasparenza dei risultati sponsorizzati. La piattaforma si impegna a collaborare con le autorità.
La Commissione europea apre un’indagine formale su Booking.com per verificare se la piattaforma di prenotazione alberghiera abbia adottato misure sufficienti per contrastare le truffe online e proteggere i consumatori. Il procedimento, avviato il 21 ottobre, punta ad accertare un possibile mancato rispetto del Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme digitali obblighi di gestione dei rischi, sicurezza e trasparenza.
L’iniziativa di Bruxelles riguarda tre aree principali: la presenza di annunci fraudolenti, le truffe informatiche che sfruttano le informazioni relative alle prenotazioni e la corretta identificazione degli annunci a pagamento nei risultati di ricerca. La Commissione intende verificare se Booking.com abbia valutato con sufficiente attenzione questi rischi e abbia adottato misure efficaci per limitarli.
Annunci falsi e truffe ai danni dei viaggiatori
Il primo fronte riguarda gli annunci di strutture ricettive inesistenti, non conformi o pubblicati da soggetti che non hanno il diritto di affittare gli immobili proposti. Il rischio è che i viaggiatori effettuino prenotazioni e pagamenti per alloggi che non corrispondono alle offerte presentate sulla piattaforma.
Il secondo capitolo dell’indagine riguarda il phishing, una forma di frode informatica con cui i truffatori cercano di sottrarre denaro o informazioni personali attraverso messaggi e comunicazioni ingannevoli. In particolare, Bruxelles vuole esaminare i rischi legati allo sfruttamento dei dati delle prenotazioni e degli ospiti condivisi con le strutture ricettive.
Queste informazioni possono essere utilizzate per inviare ai clienti messaggi che sembrano provenire dagli hotel o dagli intermediari legittimi, inducendoli a effettuare pagamenti aggiuntivi o a comunicare dati sensibili. L’obiettivo della Commissione è verificare se i sistemi di prevenzione e gestione di questi rischi siano adeguati agli obblighi imposti dalla normativa europea.
Sotto esame anche gli annunci sponsorizzati
Il terzo punto riguarda la trasparenza dei risultati di ricerca. L’indagine dovrà chiarire se gli alloggi che pagano per ottenere una posizione più elevata nei risultati siano identificati in modo sufficientemente chiaro come contenuti pubblicitari.
La questione è rilevante per i consumatori, perché la posizione di una struttura nelle ricerche può influenzare la scelta dell’alloggio. La normativa europea richiede che gli utenti possano riconoscere gli annunci pubblicitari e distinguere le inserzioni a pagamento dagli altri risultati.
Possibili sanzioni fino al 6% del fatturato globale
Il procedimento si inserisce nell’applicazione del Digital Services Act, che impone alle piattaforme online di maggiori dimensioni di individuare, valutare e mitigare i rischi sistemici connessi ai propri servizi. Booking.com rientra tra le piattaforme online di dimensioni molto grandi soggette alla vigilanza diretta della Commissione europea.
In caso di accertamento di violazioni, il regolamento prevede sanzioni che possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo mondiale del fornitore. L’apertura dell’indagine, tuttavia, non equivale a una dichiarazione di colpevolezza: spetterà alla Commissione raccogliere gli elementi necessari e valutare le eventuali responsabilità della società.
La risposta della società
Booking.com ha dichiarato di voler collaborare in modo costruttivo con la Commissione europea, ribadendo che la sicurezza, la fiducia degli utenti e la protezione delle informazioni personali rappresentano priorità per l’azienda. La società ha inoltre confermato il proprio impegno nella lotta alla criminalità informatica e alle frodi online, insieme alle autorità e agli altri soggetti coinvolti nel settore.
L’indagine europea si aggiunge all’attenzione delle autorità nazionali sulle pratiche commerciali della piattaforma. In Italia, ad aprile 2026, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva avviato un distinto procedimento sui programmi Preferred Partner e Preferred Partner Plus, per verificare se la maggiore visibilità concessa ad alcune strutture fosse legata soprattutto alle commissioni riconosciute alla piattaforma anziché alla qualità dei servizi.
I due procedimenti hanno oggetto e basi normative differenti. Quello europeo riguarda la sicurezza digitale, la prevenzione delle frodi e la trasparenza pubblicitaria; quello italiano concerne invece le possibili pratiche commerciali scorrette nella presentazione delle strutture ricettive.
La nuova iniziativa di Bruxelles riporta così al centro il tema delle responsabilità delle grandi piattaforme digitali: non soltanto facilitare l’incontro tra domanda e offerta, ma anche garantire che gli utenti possano utilizzare i servizi con adeguate tutele contro le frodi e con informazioni trasparenti sulle offerte disponibili.
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