Il CEO di AWS Matt Garman non teme una bolla AI
In un podcast di Andreessen Horowitz, il CEO di Amazon Web Services ha respinto i timori di un eccesso speculativo, indicando compute, storage e inference come driver di crescita duraturi per il settore cloud.

- 01Matt Garman, CEO di Amazon Web Services, ha dichiarato di non temere una bolla AI in un podcast di Andreessen Horowitz.
- 02Garman ha indicato compute, storage e inference come carichi di lavoro destinati a crescere strutturalmente nel cloud.
- 03La spesa in infrastrutture AI è, secondo Garman, diversificata e non concentrata in un singolo segmento a rischio.
- 04Amazon.com (AMZN) riporterà i risultati del prossimo trimestre il 29 ottobre 2026; l'ultimo trimestre ha registrato un EPS di 5,75 contro una stima di 1,82 e ricavi di 200,61 miliardi.
Matt Garman, CEO di Amazon Web Services (AWS), ha dichiarato di non temere una bolla nell'intelligenza artificiale: in un podcast di Andreessen Horowitz, Garman ha sostenuto che la domanda di infrastrutture cloud è solida e diversificata, con i carichi di lavoro core — compute, storage e inference — destinati a crescere in modo strutturale.
Le dichiarazioni di Garman arrivano in un momento in cui il dibattito sulla sostenibilità degli investimenti in AI è al centro dell'attenzione degli investitori globali. Per Amazon.com, Inc. (AMZN), la posizione del vertice di AWS rafforza la narrativa di una crescita duratura nel segmento cloud, che rappresenta il principale motore di redditività del gruppo.
Cosa è successo
Nel corso di un podcast prodotto da Andreessen Horowitz, Matt Garman ha preso posizione netta contro la tesi di una bolla speculativa nell'AI. Il CEO di AWS ha argomentato che la spesa in infrastrutture è distribuita su più tipologie di carichi di lavoro — compute, storage e inference — e non è concentrata in un unico segmento vulnerabile a un'inversione improvvisa della domanda.
Garman ha sottolineato che questi carichi di lavoro sono considerati "core", ovvero fondamentali per le operazioni di aziende di ogni settore, e che la loro adozione è destinata a consolidarsi nel tempo piuttosto che a contrarsi. La diversificazione della domanda è, secondo il CEO, la principale garanzia contro il rischio di un eccesso speculativo paragonabile a quello delle dot-com.
Il contesto: il dibattito sulla bolla AI
Il timore di una bolla nell'intelligenza artificiale ha guadagnato terreno tra analisti e investitori nel corso del 2025 e del 2026, alimentato dall'entità degli investimenti in data center, chip e infrastrutture da parte dei principali hyperscaler. La domanda centrale è se i ritorni economici giustifichino la scala degli impegni di capitale assunti da Amazon, Microsoft, Alphabet e altri operatori del settore.
AWS è il principale fornitore di servizi cloud a livello globale e il segmento più redditizio di Amazon.com. La posizione di Garman si inserisce in un dibattito in cui i vertici dei grandi gruppi tecnologici hanno generalmente difeso la solidità della domanda, mentre una parte del mercato ha espresso dubbi sulla velocità con cui i clienti aziendali monetizzeranno i propri investimenti in AI.
La tesi di Garman si fonda sulla distinzione tra spesa speculativa — tipica delle bolle — e spesa operativa legata a esigenze concrete di elaborazione, archiviazione e inferenza. Secondo il CEO di AWS, è quest'ultima a dominare la domanda attuale, rendendo il settore più resiliente rispetto a cicli precedenti.
Perché conta
Le dichiarazioni di Garman hanno implicazioni dirette per le prospettive di Amazon.com (AMZN), il cui segmento AWS è il principale contribuente alla redditività operativa del gruppo. Una domanda strutturalmente solida di infrastrutture cloud sostiene la visibilità dei ricavi futuri e la capacità del gruppo di giustificare i propri piani di investimento in capex.
L'ultimo trimestre riportato da Amazon.com ha evidenziato risultati superiori alle attese: l'utile per azione si è attestato a 5,75, a fronte di una stima di consenso di 1,82, mentre i ricavi hanno raggiunto 200,61 miliardi contro una stima di 197,03 miliardi. Il titolo tratta a un rapporto prezzo/utili trailing di 20,23 e forward di 20,42.
Per il settore cloud nel suo complesso, la posizione di Garman contribuisce a definire il quadro competitivo: se la domanda di compute, storage e inference è destinata a crescere strutturalmente, i principali hyperscaler — che hanno già investito massicciamente in capacità — si trovano in una posizione favorevole rispetto a potenziali nuovi entranti.
I rischi e le voci contrarie
Non tutti condividono l'ottimismo di Garman. Una parte degli osservatori del settore ritiene che la concentrazione degli investimenti in AI tra un numero ristretto di grandi clienti esponga i fornitori di infrastrutture a un rischio di domanda più elevato di quanto le dichiarazioni dei CEO suggeriscano. Se i ritorni sull'AI non si materializzassero nei tempi attesi, le aziende potrebbero ridurre o posticipare i propri impegni di spesa in cloud.
Esiste inoltre il rischio che l'efficienza crescente dei modelli di inferenza — che richiedono meno compute per unità di output — possa comprimere la domanda di capacità nel medio termine, un fattore che Garman non ha affrontato esplicitamente nel podcast. La diversificazione della domanda citata dal CEO è un argomento strutturale, ma non elimina la possibilità di rallentamenti ciclici legati all'andamento macroeconomico globale.
Cosa guardare adesso
I prossimi appuntamenti chiave per valutare la solidità della domanda di infrastrutture AI e le prospettive di Amazon Web Services includono:
- 29 ottobre 2026: Amazon.com (AMZN) pubblicherà i risultati del trimestre successivo, che includeranno i dati di ricavi e margini di AWS — il banco di prova più diretto per le tesi espresse da Garman.
- Stagione degli utili Q3 2026: i risultati degli altri principali hyperscaler (Microsoft Azure, Google Cloud) forniranno un quadro comparativo sulla traiettoria della domanda di cloud e AI infrastructure nel trimestre.
- Aggiornamenti sui piani di capex: eventuali revisioni degli impegni di investimento in data center e infrastrutture da parte dei grandi operatori saranno un segnale chiave sulla fiducia del settore nella sostenibilità della domanda.
- Evoluzione dei carichi di lavoro di inference: la quota di inference rispetto a training nel mix di ricavi di AWS sarà un indicatore della maturità della domanda AI e della sua capacità di generare ricavi ricorrenti.
I numeri chiave di Amazon.com (AMZN)
- EPS ultimo trimestre riportato: 5,75 (stima di consenso: 1,82)
- Ricavi ultimo trimestre: 200,61 miliardi (stima: 197,03 miliardi)
- P/E trailing: 20,23; P/E forward: 20,42
- Prossima pubblicazione dei risultati: 29 ottobre 2026
Fonti:UCapital Markets (ucapital.com)
UCapital Asset Management LLP o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
Registrati gratis per fare domande all’AI su questo articolo.
Le aziende che raccolgono capitale su UCapital, aperte agli investitori.
