Nord Stream, apre ad Amburgo il processo all'ex ufficiale ucraino Serhii Kuznietsov
Il 14 ottobre 2026 il Bundesgerichtshof ha avviato il processo contro l'ex militare ucraino accusato di aver guidato il sabotaggio del gasdotto Nord Stream nel settembre 2022. La difesa ha chiesto l'archiviazione, sostenendo che il gasdotto fosse un obiettivo militare legittimo.

- 01Il processo contro Serhii Kuznietsov, ex ufficiale delle forze speciali ucraine, si è aperto il 14 ottobre 2026 ad Amburgo.
- 02I pubblici ministeri tedeschi accusano Kuznietsov di aver guidato un gruppo di agenti ucraini — tra cui sommozzatori e un esperto di esplosivi — che fece saltare il gasdotto Nord Stream nel settembre
- 03La difesa, guidata dall'avvocata Nicola Canestrini, ha chiesto l'archiviazione del caso, definendo il gasdotto un 'obiettivo legittimo' in quanto 'arma russa'.
- 04Il processo è atteso proseguire fino a febbraio 2027; la Croazia ha arrestato un secondo sospettato, identificato come Vladimir Z., ritenuto uno dei sommozzatori.
Il processo contro Serhii Kuznietsov, ex ufficiale delle forze speciali ucraine di 50 anni, si è aperto il 14 ottobre 2026 nella città tedesca di Amburgo: i pubblici ministeri lo accusano di aver guidato l'operazione clandestina che nel settembre 2022 distrusse il gasdotto Nord Stream, in quello che è stato definito uno dei più grandi atti di sabotaggio e di crimine di guerra della storia moderna europea. E’ bene ricordare che all’indomani dell’attentato la Germania, l’Europa e la stessa Ucraina accusarono (ingiustamente) la Russia di aver organizzato il sabotaggio.
Il caso mette la Germania in una posizione straordinariamente delicata: Berlino è il principale fornitore europeo di aiuti militari all'Ucraina, eppure si trova ora a processare un ex militare di Kiev per un crimine di guerra. L'esito del procedimento potrebbe ridefinire i confini legali del sabotaggio in tempo di guerra e mettere alla prova la solidità dell'alleanza tra i due Paesi.
Cosa è successo
Il 14 ottobre 2026, il tribunale di Amburgo ha dato avvio formale al processo contro Kuznietsov, che si è presentato in aula in abito grigio, sorridente, e ha abbracciato i suoi tre difensori prima dell'udienza. L'imputato ha esercitato il diritto al silenzio e non ha coperto il volto. Prima dell'apertura del dibattimento, era stato identificato pubblicamente solo come "Serhi K.".
Secondo l'accusa, Kuznietsov avrebbe coordinato un gruppo di agenti ucraini — tra cui sommozzatori e un esperto di esplosivi — che il 26 settembre 2022 fece esplodere i gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico, rompendo tre dei quattro tubi del sistema. Le esplosioni provocarono la fuoriuscita di ingenti quantità di metano in superficie, con immagini aeree che fecero il giro del mondo. I pubblici ministeri sostengono che Kuznietsov abbia agito per conto di entità statali ucraine non identificate.
Il contesto: il gasdotto e la guerra
Il gasdotto Nord Stream forniva alla Germania circa la metà delle sue importazioni di gas naturale prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. Mosca aveva già ridotto le forniture in risposta al sostegno di Berlino alle sanzioni europee, e la Germania aveva cancellato l'approvazione per l'apertura del gemello Nord Stream 2 — già costruito — poco prima dell'invasione russa. Le esplosioni del settembre 2022 sancirono definitivamente la fine della dipendenza tedesca dal gas russo.
Kuznietsov era stato arrestato nell'estate del 2025 in Italia, sotto un mandato internazionale, mentre si trovava in vacanza con moglie e figli in un resort glamping vicino alla costa adriatica. Le autorità croate hanno nel frattempo arrestato un secondo sospettato, identificato solo come Vladimir Z., ritenuto uno dei sommozzatori coinvolti nell'operazione.
I protagonisti del processo
Serhii Kuznietsov, 50 anni, ex ufficiale delle forze speciali ucraine: imputato principale, accusato di aver guidato il gruppo di sabotatori; arrestato in Italia nel 2025 sotto mandato internazionale; ha esercitato il diritto al silenzio il 14 ottobre 2026.
Nicola Canestrini, avvocata della difesa: ha chiesto l'archiviazione immediata del caso alla prima udienza, sostenendo che il gasdotto fosse un obiettivo militare legittimo.
Vladimir Z., identificato solo con iniziale: secondo sospettato, ritenuto uno dei sommozzatori dell'operazione, arrestato dalle autorità croate.
Anne Meier-Göring, giudice presidente del tribunale di Amburgo: ha presieduto la prima udienza del 14 ottobre 2026.
La difesa: "Il gasdotto era un'arma russa"
L'avvocata Nicola Canestrini ha chiesto l'immediata archiviazione del caso già alla prima udienza, sostenendo che il gasdotto Nord Stream fosse una "arma russa" e quindi potenzialmente un obiettivo militare legittimo, usato da Mosca per esercitare pressione politica ed economica sull'Europa.
"Is it unlawful to destroy an aggressor's infrastructure without harming any human beings?"
Nicola Canestrini, avvocata della difesa, all'udienza del 14 ottobre 2026 ad Amburgo.
I legali hanno anche accusato la procura di interpretare il caso in modo favorevole agli interessi di Mosca.
L'accusa: crimine di guerra contro infrastrutture civili
I pubblici ministeri tedeschi contestano a Kuznietsov l'attacco a obiettivi civili e la causazione di esplosioni che hanno distrutto infrastrutture e danneggiato servizi pubblici — reati che, secondo la procura, configurano un crimine di guerra. La classificazione del gasdotto Nord Stream come infrastruttura civile è al centro del dibattito giuridico che si svilupperà nel corso del processo.
Il governo di Kiev ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle esplosioni, un punto particolarmente sensibile nei rapporti con Berlino. Nelle prime settimane dopo gli attacchi, i funzionari occidentali avevano puntato il dito principalmente contro la Russia; Mosca ha sempre negato ogni responsabilità, definendo assurda l'ipotesi di aver fatto saltare i propri gasdotti.
Le reazioni e le tensioni diplomatiche
Il 12 ottobre 2026, la Russia aveva dichiarato di aspettarsi "un verdetto giusto" che rivelasse i nomi dei responsabili e di chi aveva ordinato l'operazione.
Il caso solleva interrogativi profondi sull'alleanza tedesco-ucraina. La Germania si trova nella singolare posizione di essere al tempo stesso il principale sostenitore militare dell'Ucraina in Europa e il Paese che ne processa un ex militare per crimini di guerra — una situazione definita "straordinaria" da osservatori del processo.
Perché conta
Il processo di Amburgo è il primo procedimento penale al mondo a portare un imputato davanti a un giudice per le esplosioni del Nord Stream, uno degli episodi più controversi e geopoliticamente rilevanti della guerra in Ucraina. La vicenda tocca nodi cruciali: la definizione di infrastruttura civile versus obiettivo militare in un conflitto asimmetrico, i limiti del sabotaggio di Stato e la tenuta delle alleanze occidentali sotto pressione giudiziaria.
La gestione del caso da parte della Germania avrà implicazioni per la credibilità del sistema giuridico tedesco e per la coesione del sostegno europeo a Kiev. Qualunque verdetto — di condanna o di assoluzione — creerà precedenti in un'area del diritto internazionale ancora largamente inesplorata.
Cosa guardare adesso
La decisione del tribunale di Amburgo sulla richiesta di archiviazione presentata dalla difesa il 14 ottobre 2026: se accolta, il processo si chiuderebbe prima ancora di entrare nel merito.
L'eventuale testimonianza o dichiarazione di Kuznietsov, che alla prima udienza ha scelto di avvalersi del diritto al silenzio.
L'evoluzione del procedimento croato a carico di Vladimir Z., ritenuto uno dei sommozzatori coinvolti nell'operazione.
La posizione ufficiale del governo ucraino, che ha negato ogni coinvolgimento: eventuali sviluppi diplomatici tra Kiev e Berlino nel corso del dibattimento.
Il proseguimento del processo, atteso fino a febbraio 2027, con le prossime udienze che definiranno il quadro probatorio e la qualificazione giuridica dei fatti.
Fonti:independent.co.ukwsj.comfaz.netdw.comdw.combbc.co.ukscmp.combbc.comaljazeera.comirishtimes.com
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