Ponte sullo Stretto, l'inchiesta si allarga: al Ros gli atti del MIT
I pm di Roma estendono gli accertamenti sul Ponte sullo Stretto a ministero, società concessionaria e consorzio. Tre gli indagati per il presunto tentativo di condizionare la Corte dei Conti sulla delibera Cipess.

- 01La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio sul Ponte sullo Stretto: tre gli indagati, tra cui un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti.
- 02Il Ros ha il compito di acquisire documenti al Mit, al Dipe, alla Stretto di Messina e al consorzio Eurolink, come da brief dell'inchiesta allargata.
- 03Il progetto vale 13,5 miliardi; la delibera Cipess del 6 agosto 2025 approvò il progetto definitivo, poi fermato dai giudici contabili.
- 04L'ad Pietro Ciucci ha dichiarato la totale estraneità della Stretto di Messina e piena collaborazione.
L'inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto si allarga: i carabinieri del Ros sono incaricati di acquisire atti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Dipe, alla società Stretto di Messina e al consorzio Eurolink. Gli indagati sono tre, accusati a vario titolo di corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio per il presunto tentativo di condizionare la Corte dei Conti sulla delibera Cipess.
La mossa sposta l'attenzione dalle persone fisiche alla filiera istituzionale e societaria di un'opera da 13,5 miliardi, già segnata da continui stop. Per investitori, imprese coinvolte e governo conta capire se l'indagine resterà circoscritta o toccherà i passaggi autorizzativi del progetto.
Cosa è successo
La Procura di Roma ha delegato al Ros l'esecuzione di un decreto di perquisizione nei confronti di tre persone, secondo la nota diffusa dall'ufficio giudiziario nel giugno 2026: un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione dal febbraio scorso, un avvocato già consigliere di amministrazione della Stretto di Messina Spa e un imprenditore. Le perquisizioni si sono svolte a Roma e nelle province di Reggio Calabria e Frosinone, con sequestro di dispositivi elettronici e documenti.
Gli indagati iscritti nel registro sono Tommaso Miele, Vincenzo Virgiglio e Giacomo Francesco Saccomanno. Virgiglio è indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione «Accademia Calabria»; Saccomanno, ex responsabile della Lega in Calabria, è stato consigliere della Stretto di Messina fino al 29 aprile.
Secondo l'accusa, avvocato e imprenditore avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli appoggio per cariche in enti pubblici dopo il pensionamento, in cambio di un suo intervento. Miele avrebbe rivelato informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi e sulla camera di consiglio, e avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a preparare una memoria nell'interesse della società. In cambio avrebbe manifestato interesse a presiedere l'Antitrust o una partecipata.
Quali sono i numeri e i fatti chiave?
- Costo dell'opera: 13,5 miliardi.
- Delibera Cipess n. 41/25 del 6 agosto 2025: approvazione del progetto definitivo.
- Decisione sfavorevole della Corte dei Conti: 29 ottobre 2025.
- Indagati: tre, per corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio.
- Pm titolari a Roma: Francesco Gualtieri e Fabrizio Tucci.
Il secondo livello dell'inchiesta: chi c'è dietro?
Gli inquirenti cercano un secondo livello: negli atti non si esclude che le promesse a Miele siano arrivate da terzi di cui Virgiglio e Saccomanno si facevano portavoce. Si analizzano i telefoni sequestrati, le relazioni societarie e i contatti con il Parlamento, dalla concessionaria alla capofila del consorzio Webuild/Eurolink.
Tra i contatti emerge il rapporto con il sindaco di un Comune del Veronese, che avrebbe garantito di accompagnare Miele a parlare con esponenti politici al Concerto di Natale del 20 dicembre 2025 a Montecitorio, per ottenere un «endorsment» all'incarico all'Antitrust. Gli atti descrivono anche il tentativo di avvicinare almeno altri due magistrati contabili nell'ottobre scorso, senza risposta da parte loro. Secondo quanto risulta, la Procura di Catanzaro lavorerebbe ancora su altri filoni.
L'indagine è nella fase preliminare e le ipotesi restano da verificare: le posizioni degli indagati non sono accertate.
Come hanno reagito politica e società?
L'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato la «totale estraneità» della società e la piena collaborazione agli inquirenti, aggiungendo di non aver mai avuto interlocuzioni connesse all'oggetto dell'inchiesta con Saccomanno o altri indagati. Ha anche annunciato misure a tutela degli interessi aziendali e del progetto, e ha ribadito l'impegno a conformarsi ai rilievi della Corte dei Conti come definito dal decreto «Commissari» dell'11 marzo 2026.
Le opposizioni hanno chiesto di fermare i lavori. Il leader del M5S Giuseppe Conte ha sostenuto che l'indagine confermi che «il progetto era fallato» e ha chiesto di recuperare i 13,5 miliardi per famiglie e sanità; il Pd, con Boccia, ha chiesto che l'esecutivo riferisca in aula. Fonti vicine al dossier, riportate nella ricostruzione, assicurano invece che il nuovo corso del Ponte non sarà messo in discussione dall'indagine.
Perché conta
L'inchiesta conta perché colpisce il controllo di legittimità, il passaggio che ha fermato il progetto, e arriva mentre il governo cerca di rilanciare l'opera simbolo del vicepremier Matteo Salvini. Un nuovo capitolo giudiziario rischia di complicare ulteriormente il cronoprogramma, che prevedeva entro giugno una nuova delibera Cipess da sottoporre ai giudici contabili.
Il percorso del Ponte è stato accidentato: il decreto-legge 35 del 2023 ha riattivato la società e riaperto il rapporto con il contraente generale Eurolink; l'Anac aveva sollevato dubbi sul riavvio di un affidamento molto vecchio senza nuova gara.
Il 9 aprile 2025 il Consiglio dei ministri ha approvato la relazione Iropi e il 6 agosto 2025 il Cipess, presieduto dalla premier Giorgia Meloni, ha approvato il progetto definitivo, con Salvini che parlava di opera pronta nel 2032. Il 17 dicembre 2025 è arrivato un nuovo stop della Corte dei Conti e i fondi impegnati sono slittati al 2033.
Quali sono i rischi e i punti aperti?
Il primo punto aperto è la valenza probatoria del materiale sequestrato, che sarà sottoposto ad analisi. Gli atti stessi indicano che il tentativo di influenzare la Corte non avrebbe prodotto l'esito sperato, dato che il progetto è stato comunque bloccato.
Resta poi incerto il perimetro: l'acquisizione di documenti a Mit, Dipe, Stretto di Messina ed Eurolink è un atto d'indagine e non implica responsabilità di questi soggetti. Il tema del coinvolgimento politico è per ora un'ipotesi investigativa, e la Procura di Catanzaro potrebbe aprire ulteriori filoni.
Cosa guardare adesso
Gli sviluppi da seguire dipendono dagli accertamenti in corso e dall'iter amministrativo dell'opera.
- L'analisi di telefoni, dispositivi e documenti sequestrati e di quelli acquisiti dal Ros a Mit, Dipe, Stretto di Messina ed Eurolink.
- Gli eventuali ulteriori filoni della Procura di Catanzaro.
- La nuova delibera Cipess da sottoporre alla Corte dei Conti, attesa nel cronoprogramma entro giugno.
- La richiesta delle opposizioni di un'informativa del governo in aula.
Fonti:ilsole24ore.comen.ilsole24ore.comilsole24ore.comilmessaggero.itcorriere.itrepubblica.it
UCapital Asset Management LLP o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
Registrati gratis per fare domande all’AI su questo articolo.
Elezioni, dazi, sanzioni e riforme: cosa cambia per mercati, paesi e catene di fornitura.
