Il greggio WTI sale a 97 dollari dopo i report su raid USA a Qeshm
Il petrolio WTI si porta a 97 dollari, in rialzo dello 0,56%, mentre arrivano notizie di un attacco USA all'isola iraniana di Qeshm alla vigilia delle elezioni di metà mandato.
- 01Il WTI si colloca a 97 dollari, +0,56% rispetto alla chiusura precedente di 96,46
- 02Si riferisce di attacchi USA all'isola iraniana di Qeshm alla vigilia del voto
- 03Il 3 novembre si tengono le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti
- 04Alle 15:00 UTC è atteso il dato JOLTs di settembre, con stima a 7,13 milioni
Il greggio WTI si colloca a 97 dollari al barile alle 05:41 UTC del 3 novembre 2026, in rialzo dello 0,56% rispetto ai 96,46 dollari della chiusura precedente. Il movimento accompagna le notizie di un attacco statunitense all'isola iraniana di Qeshm.
Cosa è successo
Gli Stati Uniti hanno colpito l'isola iraniana di Qeshm alla vigilia delle elezioni di metà mandato, secondo quanto riportato da un quotidiano economico britannico. Un'altra fonte parla di forze USA che avrebbero attaccato un'isola in Iran e collega a queste notizie il rialzo del petrolio nella mattinata di martedì, precisando però che i dettagli non sono confermati nel testo.
Il contratto sul greggio WTI, il riferimento statunitense per il petrolio, ha guadagnato 0,54 dollari rispetto alla chiusura del giorno precedente. Il livello di 97 dollari rappresenta la posizione attuale dello strumento nelle prime ore della giornata.
Perché conta
Il canale di trasmissione è quello tipico delle tensioni in Medio Oriente: le notizie di operazioni militari che coinvolgono l'Iran tendono a riflettersi sul prezzo del greggio, per via del ruolo dell'area nell'offerta energetica. In questo caso il pacchetto informativo documenta un rialzo contenuto, inferiore all'1%.
Il tema dell'energia ha anche una dimensione politica interna. Lo stesso quotidiano britannico segnala, tra i suoi titoli di giornata, che i prezzi della benzina sono destinati a toccare un record sotto la presidenza Trump alla vigilia del voto. Aggiunge un sondaggio, condotto dal giornale stesso, secondo cui un'ampia maggioranza degli elettori statunitensi disapprova la gestione dell'inflazione da parte del presidente.
Per gli investitori, il quadro unisce quindi rischio geopolitico, prezzi dell'energia e un appuntamento elettorale, tre elementi che incidono sulle aspettative di inflazione e sul clima dei mercati senza che il pacchetto fornisca altri movimenti di prezzo.
Cosa guardare adesso
Il 3 novembre negli Stati Uniti si svolgono le elezioni di metà mandato, indicate nel calendario economico come evento ad alto impatto.
Alle 15:00 UTC è atteso inoltre il dato JOLTs sulle offerte di lavoro di settembre, rilevazione che misura i posti vacanti negli Stati Uniti. La stima è di 7,13 milioni, a fronte dei 7,08 milioni precedenti. Il dato non è ancora stato diffuso.
Resta da vedere se le notizie sull'isola di Qeshm troveranno conferme ulteriori nel corso della giornata e come reagirà il petrolio dopo la pubblicazione dei dati e l'avvio dello spoglio elettorale.
Fonti:UCapital Markets (ucapital.com)Financial Times (ft.com)Hindu BusinessLine (thehindubusinessline.com)
UCapital24 S.p.A. o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
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