Petrolio in calo: Trump esclude attacchi all'Iran prima delle elezioni, Brent a 103,6 dollari
Il WTI scende a 91,26 dollari e il Brent a 103,6 dollari dopo le dichiarazioni del presidente Trump, che ha escluso raid militari contro Teheran prima delle elezioni di novembre, allentando le tensioni sull'offerta.

- 01Il WTI tratta a 91,26 dollari (-0,25%) e il Brent a 103,6 dollari (-0,65%) nella sessione di venerdì 9 ottobre 2026.
- 02Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non attaccheranno l'Iran prima delle elezioni di novembre, con colloqui definiti produttivi in corso.
- 03Alle 14:00 UTC è atteso l'indice di fiducia dei consumatori americani del Michigan per ottobre, con stima a 47,6 contro il precedente 48,1.
Il petrolio arretra nella mattinata di venerdì 9 ottobre 2026 dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non lanceranno attacchi militari contro l'Iran prima delle elezioni di novembre, segnalando al contempo l'esistenza di colloqui produttivi per porre fine a un conflitto che dura ormai da otto mesi. Il WTI (West Texas Intermediate, il greggio di riferimento americano) si porta a 91,26 dollari al barile (-0,25%), mentre il Brent — il benchmark internazionale — scende a 103,6 dollari (-0,65%), da un precedente di 104,28 dollari.
Cosa è successo
Le parole di Trump hanno ridotto, almeno in parte, il premio di rischio geopolitico incorporato nelle quotazioni del greggio nelle ultime sedute. Il conflitto in corso ha pesato sui mercati energetici per mesi, con episodi ricorrenti di escalation: a luglio i prezzi avevano toccato i massimi da oltre sei settimane in seguito a tensioni nel Mar Rosso e a nuovi raid americani contro l'Iran, mentre ad agosto erano saliti sull'incertezza legata alla riapertura dello Stretto di Hormuz — la via d'acqua strategica attraverso cui transita una quota rilevante delle esportazioni di greggio mediorientale.
Washington mantiene comunque la pressione economica su Teheran: giovedì gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni mirate a individui e reti legate all'Iran. L'analista Linh Tran di XS.com ha osservato che «la prospettiva di un allentamento delle tensioni deve ancora essere rafforzata da progressi concreti nei negoziati e da miglioramenti nella sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz».
Perché conta
Il WTI, invece, è orientato verso una lieve flessione settimanale, nonostante le perturbazioni all'offerta causate da un uragano in avvicinamento alla costa del Golfo del Messico — la principale regione produttiva degli Stati Uniti, il maggiore produttore mondiale di petrolio. Il precedente di chiusura del WTI era 91,49 dollari, a conferma di una pressione ribassista contenuta ma persistente nella sessione odierna.
La combinazione di rischio geopolitico ancora presente — con i negoziati in una fase delicata e la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz non ancora ripristinata — e di segnali distensivi provenienti da Washington crea un quadro di elevata volatilità per i mercati energetici. Qualsiasi evoluzione nei colloqui tra Washington e Teheran, o nuovi episodi di attacchi alle petroliere, è destinata a riflettersi rapidamente sulle quotazioni.
Cosa guardare adesso
Sul fronte macroeconomico, alle 14:00 UTC di oggi è in programma la pubblicazione dell'indice di fiducia dei consumatori americani dell'Università del Michigan per ottobre: la stima di consenso si attesta a 47,6, in calo rispetto al dato precedente di 48,1. Un eventuale risultato inferiore a 47,6 segnalerebbe un ulteriore deterioramento della fiducia delle famiglie americane, con possibili riflessi sulla percezione della domanda di energia negli Stati Uniti.
Sul fronte geopolitico, l'attenzione resta puntata sull'andamento dei negoziati tra Washington e Teheran e sulle condizioni di navigazione nello Stretto di Hormuz, indicati dagli analisti come i due fattori chiave per determinare la direzione delle quotazioni petrolifere. La pressione economica americana sull'Iran — attraverso sanzioni e misure restrittive — rimane in atto in parallelo ai colloqui diplomatici, rendendo il quadro complessivo ancora incerto nonostante le dichiarazioni distensive di Trump.
Fonti:UCapital Markets (ucapital.com)reuters.comThe New Voice of Ukraine (english.nv.ua)actionforex.com
UCapital Asset Management LLP o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
Registrati gratis per fare domande all’AI su questo articolo.
Elezioni, dazi, sanzioni e riforme: cosa cambia per mercati, paesi e catene di fornitura.