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NATO avverte la Russia: «Risponderemo al fuoco all'istante». Zelensky: «Nessun preavviso su Kiev»

Il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze NATO in Europa, ha dichiarato al Warsaw Security Forum che l'Alleanza è pronta a combattere immediatamente se attaccata. Intanto Zelensky denuncia l'assenza di avvisi dagli alleati prima del raid missilistico su Kiev.

di Andrea PelucchiRedazione UCapital News6 min di lettura
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NATO avverte la Russia: «Risponderemo al fuoco all'istante». Zelensky: «Nessun preavviso su Kiev»
Immagine generata con AI
PUNTI CHIAVE
  1. 01Il generale Alexus Grynkewich, al Warsaw Security Forum, ha dichiarato che la NATO risponderà immediatamente a qualsiasi attacco russo, senza escludere l'uso di forze convenzionali, cyber e navali.
  2. 02Grynkewich ha garantito che il presidente Trump non ha mai messo in dubbio l'applicazione dell'Articolo 5 del Trattato NATO, confermando il sostegno degli Stati Uniti all'Alleanza.
  3. 03Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato di non aver ricevuto alcun preavviso dagli alleati prima dell'attacco missilistico russo su Kiev.
  4. 04Sullo sfondo, le tensioni tra Washington e Kiev si intensificano: Trump ha stretto un 'patto del diesel' con Putin e fa pressioni contro i raid ucraini alle raffinerie russe.

Il generale americano Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze europee della NATO e capo del Comando europeo degli Stati Uniti, ha dichiarato il 12 ottobre 2026 al Warsaw Security Forum che l'Alleanza Atlantica è pronta a rispondere al fuoco «all'istante» se attaccata dalla Russia, escludendo qualsiasi margine di sorpresa per un potenziale aggressore. Nelle stesse ore, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato pubblicamente di non aver ricevuto alcun preavviso dagli alleati prima dell'attacco missilistico russo su Kiev.

Le due dichiarazioni, pronunciate a poche ore di distanza, fotografano la complessità del momento: da un lato una NATO che riafferma la propria deterrenza con toni insolitamente diretti; dall'altro un'Ucraina che si sente sempre più sola nella gestione delle informazioni di intelligence, mentre Washington esercita pressioni su Kiev affinché rinunci ai raid sulle raffinerie russe e Donald Trump consolida un accordo energetico con Mosca.

Cosa è successo

Al Warsaw Security Forum del 12 ottobre 2026, Grynkewich ha presentato quella che ha definito la «Teoria della vittoria», un piano condiviso — a suo dire — da tutti e 32 i partner dell'Alleanza. Il generale ha chiarito che il documento non presuppone un conflitto imminente, ma prepara la NATO a ciò che è «possibile», non solo a ciò che è «probabile».

In caso di attacco, l'Alleanza bloccherebbe la prima ondata e, se necessario, distruggerebbe lo schieramento nemico impiegando esercito, aviazione, marina e reparti cibernetici, impedendo all'avversario di occupare «anche solo una piccola porzione» del territorio alleato. A fondamento del piano vi è un sistema di sorveglianza basato su intelligence avanzata e algoritmi capaci di elaborare grandi masse di dati, che renderebbe la NATO difficilmente coglibile di sorpresa.

«La Nato non cerca la guerra con nessuno, ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un'alleanza difensiva come una debolezza.»

Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze europee della NATO, al Warsaw Security Forum, 12 ottobre 2026.

Parallelamente, Zelensky ha reso pubblica la sua denuncia: l'Ucraina non ha ricevuto alcun preavviso dagli alleati prima che i missili russi colpissero Kiev. Dopo l'annuncio di Trump, sarebbero state colpite sei centrali energetiche ucraine.

  • Piano «Teoria della vittoria» condiviso da tutti e 32 i partner NATO, presentato al Warsaw Security Forum il 12 ottobre 2026.
  • Sistema di sorveglianza con intelligence avanzata e algoritmi per l'elaborazione di grandi masse di dati: la NATO si dichiara difficilmente coglibile di sorpresa.
  • Sei centrali energetiche ucraine colpite dopo l'annuncio di Trump, secondo quanto denunciato da Kiev.
  • Visita degli inviati americani a Mosca saltata nelle stesse ore del Forum di Varsavia.
  • Mosca ha «gelato» la prospettiva di una tregua, secondo quanto emerso a margine del Warsaw Security Forum del 12 ottobre 2026.

Il nodo dell'Articolo 5 e il ruolo di Trump

Uno dei passaggi più attesi del discorso di Grynkewich ha riguardato la posizione del presidente Donald Trump rispetto all'Articolo 5 del Trattato NATO, la clausola di difesa collettiva. Il generale ha riferito di essere stato presente alle riunioni tra i leader al vertice NATO di Ankara, nel luglio scorso, e ha affermato che Trump «non ha mai messo in dubbio» l'applicazione dell'Articolo 5.

Anche l'ambasciatore americano alla NATO, Matthew Whitaker, presente al Forum di Varsavia, ha ribadito l'impegno di Washington, pur declinandolo in una gerarchia di priorità esplicita: al primo posto la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, al secondo quella del continente americano, al terzo l'Indopacifico, al quarto l'Europa. Una graduatoria che, pur confermando la presenza americana nell'Alleanza, segnala un riposizionamento strategico rispetto alle amministrazioni precedenti.

Le tensioni tra Washington e Kiev sulle raffinerie

Il contesto in cui si inseriscono queste dichiarazioni è segnato da una crescente frizione tra gli Stati Uniti e l'Ucraina. Trump ha stretto con il presidente russo Vladimir Putin quello che è stato definito un «patto del diesel», un accordo energetico che Zelensky ha criticato aspramente in una dichiarazione pubblica, denunciando che l'allentamento delle sanzioni americane su Mosca avviene mentre gli attacchi russi continuano sul territorio ucraino.

Washington esercita inoltre pressioni su Kiev affinché interrompa i raid alle raffinerie russe, una linea d'azione che l'Ucraina ha utilizzato per colpire la capacità produttiva energetica della Russia. La tensione tra le due capitali alleate è emersa anche sul piano personale: Trump ha pubblicamente invitato l'Ucraina a «trovare un nuovo presidente», in risposta alle critiche di Zelensky sull'accordo con Mosca.

Il quadro strategico: superiorità tecnologica e deterrenza

Grynkewich ha insistito su un punto centrale della «Teoria della vittoria»: la NATO può già contare su una superiorità tecnologica consolidata e su contingenti militari addestrati. L'obiettivo dichiarato è «migliorare giorno dopo giorno» la preparazione dell'Alleanza per rendere il deterrente «sempre più efficace», scoraggiando qualsiasi tentazione di aggressione da parte di Mosca.

Il generale ha aperto il suo intervento citando il motto — attribuito a George Washington, ma di origine più antica — «Se vuoi la pace, prepara la guerra», sottolineando come la deterrenza rimanga il pilastro della strategia atlantica. Il piano, ha precisato, non è pensato per rispondere solo agli scenari probabili, ma per coprire l'intero spettro di ciò che è possibile.

Perché conta

Le parole di Grynkewich al Warsaw Security Forum rappresentano il segnale più esplicito che la NATO abbia inviato alla Russia negli ultimi mesi: l'Alleanza non si limiterà a subire un primo colpo, ma è strutturata per rispondere con immediatezza e con l'intera gamma delle proprie capacità militari. Il messaggio è rivolto tanto a Mosca quanto ai partner europei orientali, che guardano con crescente preoccupazione all'evoluzione della politica estera americana.

La denuncia di Zelensky sulla mancanza di preavviso aggiunge un elemento di frizione interna all'Alleanza: se l'intelligence condivisa tra alleati non funziona — o non viene condivisa — nei momenti critici, la coesione operativa della NATO rischia di essere messa alla prova proprio quando è più necessaria. Il caso delle centrali energetiche colpite dopo l'annuncio di Trump solleva interrogativi sulla sincronizzazione tra le decisioni politiche americane e la sicurezza immediata dell'Ucraina.

Cosa guardare adesso

  1. Il «patto del diesel» tra Trump e Putin: Zelensky ha già definito l'accordo incompatibile con il sostegno all'Ucraina e attende dettagli da Washington; l'evoluzione delle sanzioni alla Russia sarà il primo banco di prova.
  2. La risposta di Mosca alle dichiarazioni di Grynkewich: la Russia ha già «gelato» la prospettiva di una tregua a margine del Warsaw Security Forum del 12 ottobre 2026.
  3. La visita degli inviati americani a Mosca: saltata nelle stesse ore del Forum di Varsavia, il suo eventuale recupero sarà un indicatore del livello di dialogo tra Washington e il Cremlino.
  4. Le pressioni sui raid ucraini alle raffinerie: un'eventuale rinuncia di Kiev a questa tattica cambierebbe l'equilibrio militare sul campo e il rapporto con Washington.
  5. La verifica dell'impegno dei 32 partner NATO al piano presentato da Grynkewich: il prossimo vertice dell'Alleanza sarà il momento in cui misurare la coesione reale attorno alla «Teoria della vittoria».

Fonti:corriere.itansa.iteconomictimes.indiatimes.comcnbc.comcnbc.com

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