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L'UE multa Google per 890 milioni di Euro : prima sanzione DMA

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di Benedetta ZimoneRedazione UCapital News2 min
L'UE multa Google per 890 milioni di Euro : prima sanzione DMA

La Commissione Europea ha comminato a Google una multa da 890 milioni di euro segnando un momento storico nell'applicazione del diritto digitale europeo: si tratta della prima sanzione mai emessa ai sensi del Digital Markets Act (DMA). Il provvedimento, adottato dalla Commissione , sanziona condotte anticoncorrenziali accertate su due fronti distinti: il favoritismo sistematico nei risultati di ricerca a vantaggio dei propri servizi verticali e le restrizioni imposte agli sviluppatori di app sulla piattaforma Google Play Store.

Il Digital Markets Act, entrato in vigore nell'Unione Europea per disciplinare le pratiche commerciali delle piattaforme di maggiori dimensioni, prevede sanzioni fino al 10% del fatturato mondiale annuo per le violazioni accertate. La multa inflitta a Google, pur significativa in termini assoluti, si colloca al di sotto di tale soglia massima, ma il suo valore simbolico e giuridico supera di gran lunga l'entità economica del provvedimento

La prima violazione accertata dalla Commissione riguarda il comportamento di Google nei risultati del proprio motore di ricerca. Secondo l'UE, Google attribuisce sistematicamente una posizione di maggiore rilievo ai propri servizi, tra cui Google Shopping e i comparatori di hotel , rispetto a quelli offerti da operatori terzi concorrenti. Tale pratica, nota come self-preferencing, distorce la concorrenza a danno dei fornitori indipendenti e viola l'obbligo di trattamento equo e non discriminatorio imposto dal DMA ai gatekeeper digitali designati.

Il self-preferencing consiste nel privilegiare sistematicamente i propri prodotti e servizi all'interno di piattaforme dominanti, sfruttando la posizione di intermediazione per orientare il comportamento degli utenti a vantaggio dell'ecosistema proprietario. In concreto, un utente che effettua una ricerca su Google relativa a prodotti commerciali o strutture ricettive si trova esposto in via prioritaria ai risultati provenienti dai servizi verticali di Google, mentre le offerte di piattaforme concorrenti , le quali potenzialmente più vantaggiose o pertinentim, ricevono una visibilità inferiore. Il DMA vieta esplicitamente questa pratica ai gatekeeper designati, imponendo neutralità e parità di trattamento tra i propri servizi e quelli di terzi.


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