Iran minaccia ritorsioni più ampie mentre a Doha proseguono i colloqui con gli Stati Uniti
Sabato una delegazione iraniana è in Qatar per trattare con i mediatori. Secondo i media di Stato, Teheran ha ordinato una ritorsione senza limiti geografici, mentre i Paesi arabi chiedono un impegno reciproco.
- 01Una delegazione iraniana è a Doha, in Qatar, per colloqui con i mediatori, ha detto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
- 02I media di Stato iraniani riferiscono che Mojtaba Khamenei ha ordinato una ritorsione senza limiti geografici.
- 03Al vertice sulla sicurezza in Bahrein gli Stati arabi hanno avvertito del rischio di nuova guerra e di minacce alla navigazione a Hormuz e Bab el-Mandeb.
- 04I mediatori del Qatar restano in contatto frequente con i negoziatori statunitensi, ha riferito un funzionario informato.
Sabato 31 ottobre 2026 l'Iran ha avvertito che risponderebbe a un eventuale attacco con ritorsioni più ampie, mentre i contatti diplomatici con gli Stati Uniti proseguono. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che una delegazione iraniana si trova in Qatar per colloqui con i mediatori.
Cosa è successo
Secondo i media di Stato iraniani, Mojtatba Khamenei ha incontrato i vertici dell'esercito, dei Guardiani della Rivoluzione e delle forze armate, ordinando una ritorsione senza limiti geografici. Il messaggio è arrivato mentre i negoziatori di Teheran erano a Doha per nuovi contatti con i mediatori qatarioti.
Un funzionario informato sulle discussioni ha riferito che i mediatori qatarioti restano in contatto frequente con i negoziatori statunitensi. Le trattative con Washington, secondo la ricostruzione di una delle fonti, proseguono mentre Teheran minaccia risposte più ampie.
Perché conta
Al vertice sulla sicurezza in Bahrein, sabato, gli Stati arabi hanno chiesto all'Iran un impegno reciproco nel dialogo. Hanno avvertito del rischio di una nuova guerra, di attacchi degli Houthi e di minacce alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb.
Venerdì l'emittente MS NOW ha riferito, citando tre alti funzionari regionali, che il presidente statunitense Donald Trump starebbe pianificando di riprendere i raid contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. Sempre secondo quella ricostruzione, l'amministrazione avrebbe informato gli alleati del Golfo Persico di prepararsi a un ciclo breve e intenso di attacchi, anche già dal 4 novembre. Si tratta di un'indicazione attribuita a quelle fonti, non confermata da dichiarazioni ufficiali riportate nel quadro disponibile.
Per gli investitori, il dossier riguarda il rischio geopolitico legato alle rotte marittime del Medio Oriente citate dai Paesi arabi. Il quadro resta di forte incertezza.
Cosa guardare adesso
Il primo elemento è l'esito dei colloqui di Doha e il ruolo dei mediatori qatarioti nel collegare le parti. Contano poi eventuali risposte di Washington alle dichiarazioni di Teheran e la reazione dei Paesi arabi, che hanno chiesto un impegno reciproco all'Iran.
Resta da vedere se le indicazioni di MS NOW sulla possibile ripresa dei raid, dal 4 novembre in avanti, troveranno riscontro in comunicazioni ufficiali.
Cosa aspettarsi all'apertura
Non ci sono strumenti di mercato né eventi in calendario indicati per la riapertura. L'attenzione resterà sugli sviluppi diplomatici da Doha e sulle notizie relative a Hormuz e Bab el-Mandeb, senza che sia possibile indicare movimenti specifici.
Fonti:business-standard.comIran International (iranintl.com)
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