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Iran avverte gli Usa: Golfo off limits, mine vicino a Hormuz e missile houthi su Riad

Teheran dichiara che le navi militari statunitensi non entreranno nel Golfo "in nessuna circostanza". Intercettato un missile houthi diretto a Riad; due petroliere avrebbero colpito mine vicino a Hormuz.

Iran avverte gli Usa: Golfo off limits, mine vicino a Hormuz e missile houthi su Riad
Immagine generata con AI
PUNTI CHIAVE
  1. 01L'Iran ha avvertito sabato che le navi Usa non saranno ammesse nel Golfo Persico "in nessuna circostanza"
  2. 02Un missile balistico houthi diretto a Riad è stato intercettato dalle difese saudite
  3. 03Teheran riferisce che due superpetroliere hanno colpito mine vicino allo Stretto di Hormuz
  4. 04Il direttore dell'intelligence nazionale Usa Jay Clayton parla di maggiori sforzi iraniani contro personale americano all'estero

L'Iran ha avvertito sabato 24 ottobre 2026 che le navi militari statunitensi non potranno entrare nel Golfo Persico "in nessuna circostanza", mentre cresce la tensione con Washington. Nelle stesse ore le difese saudite hanno intercettato missili e droni degli Houthi, i ribelli yemeniti.

Cosa è successo

Secondo i resoconti del 24 e 25 ottobre, entrambe le parti hanno lasciato intendere un possibile ritorno agli attacchi. L'ambasciatore statunitense in Turchia ha avvertito che l'Iran potrebbe essere colpito già nel fine settimana. Il presidente Donald Trump ha segnalato la possibilità di nuovi raid, mentre Teheran ha ammonito le unità militari americane contro l'ingresso nel Golfo.

Sul fronte saudita, un missile balistico houthi diretto a Riad è stato intercettato. L'Iran ha inoltre riferito che due superpetroliere hanno colpito mine vicino allo Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo da cui transita una parte rilevante del commercio energetico mondiale. Una delle cronache parla di un'esplosione mortale a bordo di una petroliera dopo l'urto con una mina navale.

Un quotidiano economico statunitense riferisce che la portaerei USS George Washington viene riarmata con missili e bombe anti-bunker, cioè progettate per colpire obiettivi fortificati. Si tratta di un'indicazione sulla preparazione militare, non di una decisione annunciata.

Perché conta

Lo Stretto di Hormuz è un nodo per la sicurezza delle forniture energetiche. Le esplosioni sulle petroliere e le minacce di Teheran alle infrastrutture energetiche, riportate nelle cronache, accrescono i timori per la navigazione commerciale e per la sicurezza energetica della regione. Per chi opera nei settori del trasporto marittimo e dell'energia, il canale di trasmissione documentato è la sicurezza delle rotte: ogni incidente alle navi mette in primo piano il rischio per i flussi di greggio.

Sul piano della sicurezza, il direttore dell'intelligence nazionale Jay Clayton ha dichiarato venerdì che l'Iran ha "sostanzialmente aumentato gli sforzi per colpire personale statunitense" all'estero. Ha parlato di piani per uccidere americani arrivati a "stadi avanzati" in Medio Oriente e in altri paesi.

Sul versante politico iraniano, Mojtaba Khamenei chiede compensazioni per i danni della guerra attribuiti a Stati Uniti e Israele. Teheran accusa inoltre il premier israeliano Netanyahu di spingere Washington verso il conflitto. Diversi leader regionali, secondo le cronache, invocano la de-escalation, mentre le autorità della regione seguono l'evolversi della situazione.

Il quadro è quello di una crisi in cui le dichiarazioni pubbliche delle due parti convergono su un possibile ritorno alle armi, ma nessuna decisione operativa è stata annunciata. Le minacce incrociate riguardano sia le forze militari sia le infrastrutture energetiche, il che spiega l'attenzione sulla sicurezza della navigazione nel Golfo.

Cosa guardare adesso

Il primo elemento è l'eventuale decisione statunitense su nuovi attacchi, che secondo l'ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia potrebbero arrivare già nel fine settimana. Va seguito se Washington darà seguito all'invio di unità nel Golfo, dato l'avvertimento iraniano.

Il secondo riguarda la sicurezza marittima nell'area di Hormuz: ulteriori incidenti legati alle mine o la risposta di Teheran sulle infrastrutture energetiche inciderebbero sul traffico delle petroliere. Il terzo è l'attività degli Houthi contro l'Arabia Saudita, dopo l'intercettazione dei missili e dei droni.

Infine, resta aperto il piano diplomatico: gli appelli alla de-escalation dei leader regionali e le richieste iraniane di compensazione definiranno il margine per un negoziato. Le prossime ore diranno se le dichiarazioni si tradurranno in azioni.

Fonti:gulfnews.comTimes Now (timesnownews.com)cbsnews.com

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