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In piazza c’era la Lega Salvini, quella nord dov’era?

UM
di UCapital MediaRedazione UCapital News2 min
In piazza c’era la Lega Salvini, quella nord dov’era?

La Lega in Piazza Duomo sabato ha riadattato alcuni storici slogan della Lega Nord, da “Roma Ladrona” a “Europa Ladrona”, per segnalare la continuità politica che intercorrerebbe tra loro e lo spirito del compianto fondatore, Umberto Bossi.


Eppure questa continuità, a chi conosce la storia di quella Lega, appare pressoché inesistente. Dopotutto la Lega Nord cantava sì di “Roma Ladrona”, ma affermava anche che all’allontanarsi dalla Roma corrotta e centralista della DC doveva affiancarsi l’avvicinarsi all’Europa.


La posizione salviniana o patriota è quella opposta, ovvero una forma di revanscismo delle nostre radici romane e cristiane con uno stato centrale in grado di usare le forze dell’ordine per stanare implacabilmente criminali o potenziali tali, soprattutto quelli che mettono in dubbio la cultura italiana (proprio quella che per la Lega Nord non è mai esistita).


Inutile dire che il concetto di remigrazione rivendicato sabato da Salvini è un’altra proposta che alla vecchia Lega sarebbe piaciuta ben poco, specie considerata la considerevole spesa pubblica necessaria. Bossi gridava: “Il liberismo è assolutamente necessario!”, Salvini tra riduzione dell’età pensionabile e tassa agli extraprofitti delle banche grida tutt’altro.


La Lega di Salvini è ormai da tanti anni un partito nazionalista che basa la sua intera piattaforma su richiami fumosi e occhiolini a chi a destra si sentiva minoritario nell’ecosistema berlusconiano, ma continua anche imperterrita a cercare di mantenere il collegamento con le radici nordiste per non perdere un pezzo consistente dei suoi amministratori più capaci.


Questa contraddizione è sempre più evidente, lo era moltissimo sabato in piazza, e rappresenta un forte rischio per il partito, già sottoposto ad una scissione a destra da Vannacci e a rischio di un’ulteriore scissione al centro da chi come Luca Zaia non si sente rappresentato dalla linea sovranista.


Magari la Lega ha davvero riempito Piazza Duomo come dice, o forse come dice Repubblica la piazza era mezza vuota. Quello che è certo però, a prescindere dalle persone in piazza, è che alle urne un partito senza identità e in guerra con se stesso rischia parecchio.


Klevis Gjoka

LegaSalviniBossiItaliaZaia
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