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“Hydra” preoccupa la maggioranza

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di UCapital MediaRedazione UCapital News2 min
“Hydra” preoccupa la maggioranza

Le dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia nell’ambito dell’indagine “Hydra” della Procura di Milano stanno alimentando un acceso confronto politico, pur rimanendo, allo stato, elementi investigativi ancora da verificare e privi di accertamento definitivo.


Secondo quanto emerso, Gioacchino Amico, pentito ritenuto vicino al cosiddetto “clan senese”, avrebbe fatto riferimento a presunti contatti con esponenti politici di diversi schieramenti. Tra i nomi citati figurano Giorgio Mulè, esponente di Forza Italia, Nicola Molteni della Lega, e le parlamentari di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti e Carmela Bucalo.


Le presunte accuse, tutte ancora da accertare, riguarderebbero l’esistenza di contatti o tentativi di relazione con ambienti politici da parte del soggetto coinvolto nell’inchiesta.


In particolare, nel caso di Mulè emergerebbe un’intercettazione in cui il collaboratore sostiene di conoscerlo e di aver avuto contatti con lui; per Molteni sono state sollevate richieste di chiarimento su eventuali rapporti, ipotesi che lo stesso interessato ha respinto; quanto a Frassinetti e Bucalo, gli atti farebbero riferimento alla partecipazione a un incontro con il presunto referente del clan, circostanza che, allo stato, non configura responsabilità penali e riguarda persone indicate come non indagate.


Tutti i politici chiamati in causa hanno respinto con decisione ogni addebito. Mulè ha parlato di ricostruzioni infondate e di elementi già ritenuti irrilevanti dagli inquirenti; Molteni ha escluso qualsiasi rapporto con il soggetto citato, annunciando anche possibili iniziative legali; Bucalo ha definito le accuse calunniose.


La vicenda ha avuto riflessi anche sul piano politico, con momenti di forte tensione al Senato. In particolare, il senatore del Partito Democratico Marco Meloni ha chiesto chiarimenti in Aula, dando origine a un confronto molto acceso tra maggioranza e opposizione.


Nel contesto delle indagini viene inoltre citato Andrea Delmastro, già sottosegretario alla Giustizia, in relazione a vicende societarie oggetto di approfondimento da parte della magistratura romana; anche in questo caso si tratta di elementi investigativi e dichiarazioni di terzi, che dovranno essere verificati nelle sedi competenti.


Nel complesso, il quadro resta quello di una fase preliminare dell’indagine, basata su dichiarazioni e atti ancora in corso di valutazione. Tutti gli interessati negano le accuse, e resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a eventuali accertamenti definitivi.


Klevis Gjoka


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