Israele, la Commissione elettorale respinge la proroga chiesta dal Likud: urne chiuse alle 22
La Commissione elettorale centrale israeliana non concede più tempo al Likud di Netanyahu: si chiude alle 22 locali, le 21 in Italia. L'affluenza è record, ma chi è in fila a quell'ora potrà votare.

- 01Il 27 ottobre la Commissione elettorale centrale israeliana ha respinto la richiesta del Likud di prolungare il voto oltre le 22.
- 02Alle 18 l'affluenza era al 66,7%, dato record.
- 03Alle 14 l'affluenza era al 44,9%, contro il 38,9% alla stessa ora nel 2022.
- 04Chi è in fila alle 22 potrà comunque votare, secondo la Commissione.
La Commissione elettorale centrale israeliana ha respinto il 27 ottobre la richiesta del Likud di Benjamin Netanyahu di prolungare l'orario di voto: le urne chiuderanno alle 22 locali, le 21 in Italia. La decisione arriva nel giorno delle elezioni israeliane del 2026, con un'affluenza che segna livelli record.
Il tema pesa perché una partecipazione alta può cambiare gli equilibri tra i blocchi e la richiesta del partito del premier ha reso il finale della giornata un fronte politico oltre che tecnico.
Cosa è successo
La Commissione ha comunicato che, dopo aver discusso la richiesta, "as things stand, there is no justification for extending the voting hours". Il Likud aveva chiesto di estendere il voto oltre le 22 nella maggior parte dei seggi.
Il partito Yashar di Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore e sfidante di Netanyahu, si è opposto alla proroga.
Cosa succede a chi è in coda alle 22?
Secondo la Commissione, se alle 22 c'è una fila i seggi resteranno operativi finché non avrà votato chiunque sia arrivato entro quell'ora. Non si tratta quindi di una proroga generale, ma di una garanzia per chi è già presente.
I dati sull'affluenza
L'affluenza ha superato i precedenti storici in ogni rilevazione della giornata, secondo la Commissione elettorale centrale.
- Ore 10: 16,68%, contro il 15,9% di quattro anni fa.
- Ore 12: 31,5%.
- Ore 14: 44,9%, contro il 38,9% del 2022.
- Ore 18: 66,7%, dato record.
Perché conta
L'affluenza elevata è al centro della lettura politica della giornata: una partecipazione alta può mettere a rischio i partiti più piccoli e danneggiare così il blocco di Netanyahu, secondo quanto riportato nelle analisi della giornata. Netanyahu, al governo da lungo tempo, affronta una sfida difficile contro Eisenkot.
È il primo voto dopo il 7 ottobre. Alla vigilia erano emerse anche tensioni tra Netanyahu e il capo di stato maggiore Eyal Zamir sui piani relativi all'Iran, con proiezioni che indicavano una possibile situazione di stallo.
Rischi e punti aperti
Nella giornata un uomo armato di coltello si è avvicinato a Yair Golan, leader dei Democratici, a Tel Aviv: è stato bloccato dalle guardie del corpo e non ha minacciato Golan. Resta incerto l'effetto dell'affluenza sui seggi dei singoli partiti, tema che i risultati dovranno chiarire.
Cosa guardare adesso
Dopo la chiusura alle 22 locali (le 21 in Italia) vanno seguiti i seguenti passaggi.
- Eventuali code ai seggi dopo le 22 e il dato finale di affluenza.
- La pubblicazione degli exit poll delle televisioni alla chiusura delle urne.
- I risultati ufficiali e la possibilità per il Likud e per Yashar di formare una maggioranza.
Fonti:timesofisrael.comucapital.comtimesofisrael.comtimesofisrael.comucapital.comucapital.comhaaretz.comeconomictimes.indiatimes.com
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