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Elezioni Israele, Netanyahu e la sfida di Eisenkot: seggi aperti per la nuova Knesset

Il 27 ottobre Israele vota per la nuova Knesset, prime elezioni generali dopo il 7 ottobre 2023. Le proiezioni indicano un possibile stallo, con trattative per la coalizione che potrebbero durare settimane.

di Andrea PelucchiRedazione UCapital News6 min di lettura
Elezioni Israele, Netanyahu e la sfida di Eisenkot: seggi aperti per la nuova Knesset
PUNTI CHIAVE
  1. 01Seggi aperti il 27 ottobre, chiusura alle 22:00 locali, circa sette milioni di elettori
  2. 0236 partiti in lista, 13 dati sopra la soglia del 3,25%; affluenza attesa al 74%
  3. 03Netanyahu sfidato da Gadi Eisenkot; possibile stallo sui 61 seggi necessari
  4. 04Nessun dato su TA-35 e USD/ILS per la giornata elettorale nel materiale esaminato

Il 27 ottobre si sono aperti in Israele i seggi per l'elezione di una nuova Knesset, le prime elezioni generali dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Il primo ministro Benjamin Netanyahu si gioca la propria sopravvivenza politica dopo tre anni di guerra.

Il voto è importante per gli investitori e i responsabili delle politiche pubbliche, perché il risultato determinerà l'approccio del governo nei confronti di Iran, Gaza e Libano, oltre a incidere sulle finanze pubbliche. Le proiezioni citate dalla stampa indicano la possibilità di una situazione di stallo, che potrebbe lasciare aperte per settimane le trattative per la formazione di una coalizione.

Che cosa è successo

Le operazioni di voto per le elezioni israeliane della Knesset sono iniziate il 27 ottobre e proseguiranno fino alle 22:00 ora locale, quando sono attesi i primi exit poll. Circa sette milioni di elettori sono chiamati alle urne per decidere la direzione del Paese.

Sulla scheda elettorale figurano complessivamente 36 partiti. Soltanto 13 compaiono nei sondaggi, poiché sono considerati in grado di superare la soglia di sbarramento elettorale del 3,25%.

Secondo le rilevazioni, il 74% della popolazione ha dichiarato l'intenzione di votare. Nelle precedenti elezioni, tenutesi nel 2022, l'affluenza alle urne aveva superato di poco il 70%, secondo la Commissione elettorale centrale israeliana.

  • Data delle elezioni: 27 ottobre 2026, chiusura dei seggi alle 22:00 ora locale.
  • Elettorato: circa sette milioni di votanti.
  • Partiti sulla scheda elettorale: 36, di cui 13 rilevati dai sondaggi al di sopra della soglia del 3,25%.
  • Affluenza prevista: 74% secondo i sondaggi, contro poco più del 70% nel 2022.

Chi sfida Netanyahu?

Il principale rivale di Netanyahu, primo ministro di lungo corso e leader del partito Likud, è Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore dell'esercito. La copertura mediatica della campagna descrive la competizione come una dura battaglia per Netanyahu, considerato un autentico sopravvissuto della politica israeliana.

La campagna elettorale è stata caratterizzata da tensioni sul fronte della sicurezza. I media locali hanno riferito di uno scontro tra Netanyahu e il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, il generale Eyal Zamir, riguardo ai piani relativi all'Iran. Secondo i critici, Netanyahu avrebbe cercato di sfruttare politicamente la situazione. Migliaia di israeliani hanno partecipato a una manifestazione finale contro il premier prima del voto.

Quali sono i precedenti delle elezioni passate?

Israele ha già affrontato ripetute tornate elettorali caratterizzate da risultati risicati o poco chiari. Nel marzo 2020, i risultati definitivi assegnarono al Likud 36 seggi, mentre il blocco guidato da Netanyahu rimase sotto la maggioranza, fermandosi a 58. Nel settembre 2019, gli exit poll indicarono che il suo schieramento era ben lontano dai 61 seggi necessari per governare, con Avigdor Liberman nella posizione di possibile ago della bilancia.

Le elezioni più recenti, nel novembre 2022, ebbero invece un esito diverso: il blocco di destra e religioso di Netanyahu conquistò 64 seggi, ottenendo una maggioranza di otto seggi, nonostante i voti complessivi dei due schieramenti fossero pressoché equivalenti. Circa 289.000 voti andarono persi a favore di partiti contrari a Netanyahu, tra cui Meretz e Balad, che non riuscirono a superare la soglia di sbarramento.

Questi precedenti spiegano perché la soglia elettorale sia così importante anche questa volta. Con soltanto 13 partiti considerati in grado di superare il 3,25%, le formazioni minori che non raggiungeranno tale limite potrebbero modificare gli equilibri parlamentari tra i diversi blocchi.

Qual è il contesto economico?

L'economia israeliana arriva al voto con una crescita complessiva solida, ma un'analisi pubblicata il 25 ottobre evidenzia alcune criticità strutturali di lungo periodo: l'impennata della spesa per la difesa, l'aumento del debito, la fuga di talenti e le esenzioni dal servizio militare per gli ultraortodossi.

I mercati hanno mostrato una forte sensibilità agli sviluppi della guerra. Nel giugno 2025, le azioni quotate alla Borsa di Tel Aviv raggiunsero livelli record dopo gli attacchi statunitensi contro i siti nucleari iraniani.

L'8 giugno 2026, la Borsa di Tel Aviv registrò un calo e lo shekel si indebolì rispetto al dollaro dopo che Israele e Iran si scambiarono attacchi per la prima volta in due mesi. Gli indici dei titoli finanziari e assicurativi registrarono le perdite più consistenti. Nella stessa giornata, i prezzi del petrolio greggio aumentarono di oltre il 4%. Nel materiale esaminato non sono disponibili dati di mercato relativi all'indice TA-35 o al cambio USD/ILS per la giornata elettorale.

Perché è importante

Le elezioni rappresentano un giudizio sulla leadership di Netanyahu durante la guerra e determineranno la direzione della politica israeliana nei confronti di Iran, Gaza e Libano, con conseguenze per gli equilibri regionali e per gli asset finanziari israeliani.

Anche le implicazioni geopolitiche regionali sono al centro dell'attenzione. Un commento ha sostenuto che il futuro dell'Asia occidentale dipenda dalle fortune elettorali di Netanyahu. Separatamente, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato questo mese che gli Stati Uniti non avrebbero attaccato l'Iran prima delle elezioni di metà mandato americane. Successivamente, secondo una notizia del 23 ottobre, ha minacciato una nuova e probabile operazione militare contro Teheran.

Il nuovo governo erediterà un'elevata spesa per la difesa e un debito in aumento. Dovrà inoltre decidere come affrontare il tema delle esenzioni dal servizio militare per gli uomini ultraortodossi, individuate dall'analisi come una fonte di pressione economica nel lungo periodo.

Quali sono i rischi e gli elementi da considerare?

La principale incognita riguarda la possibilità che uno dei blocchi riesca a raggiungere i 61 seggi necessari per ottenere la maggioranza. Le proiezioni diffuse prima del voto indicano un possibile stallo, che potrebbe prolungare la permanenza di un governo ad interim e ritardare le decisioni in materia di bilancio e sicurezza.

Anche in passato i sondaggi israeliani si sono rivelati indicazioni imperfette del risultato finale. Nel marzo 2021, gli exit poll assegnarono al Likud oltre 30 seggi, spingendo Netanyahu a rivendicare una «vittoria schiacciante». Le proiezioni aggiornate mostrarono tuttavia che la maggioranza era ormai fuori dalla sua portata. Nelle precedenti elezioni, il conteggio definitivo, comprendente le schede dei militari e quelle degli elettori assenti, ha richiesto diversi giorni.

Gli sviluppi sul fronte della sicurezza potrebbero ancora influenzare il quadro, considerando il recente scambio di attacchi con l'Iran e le tensioni tra i vertici politici e militari segnalate prima del voto.

Che cosa osservare nei prossimi giorni

Il primo indicatore saranno gli exit poll diffusi dopo la chiusura dei seggi alle 22:00 ora locale del 27 ottobre, seguiti dallo scrutinio delle schede e dalla pubblicazione dei risultati ufficiali da parte della Commissione elettorale centrale.

  • 27 ottobre, sera: pubblicazione degli exit poll da parte delle principali emittenti televisive.
  • Nei giorni successivi: completamento dello scrutinio, comprese le schede dei militari e degli elettori assenti, e verifica dei partiti che supereranno la soglia del 3,25%.
  • Dopo i risultati: trattative tra il Likud e lo schieramento di Eisenkot per formare una coalizione capace di raggiungere i 61 seggi.
  • Mercati: reazione dell'indice TA-35 e del tasso di cambio USD/ILS alla ripresa delle contrattazioni.
  • Sicurezza: eventuali nuovi scambi di attacchi con l'Iran e decisioni statunitensi su possibili interventi militari dopo le elezioni di metà mandato americane.
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