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Bruciate foto di Meloni alla piazza del No, la Premier tira avanti

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di UCapital MediaRedazione UCapital News2 min
Bruciate foto di Meloni alla piazza del No, la Premier tira avanti

Clima acceso a Roma durante una manifestazione contro il governo e contro il referendum sulla riforma della giustizia promosso dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Nel corso del corteo alcuni manifestanti hanno dato fuoco a cartelloni raffiguranti la presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, episodio che ha contribuito ad alimentare lo scontro politico a pochi giorni dal voto.


Le immagini bruciate mostravano la premier insieme al Guardasigilli e, in un altro caso, una stretta di mano con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il gesto è stato giudicato da molti esponenti istituzionali come un segnale di tensione e di eccesso nel confronto politico, in un momento particolarmente delicato della campagna referendaria.


Il ministro Nordio ha reagito con fermezza, sottolineando che episodi di questo tipo non fermeranno il lavoro del governo: gli “eccessi aggressivi”, ha spiegato, non lo intimidiscono e la riforma della giustizia andrà avanti “con determinazione e vigore”.


Nel frattempo la premier Meloni ha scelto un approccio più istituzionale, rilanciando sui social il contributo del costituzionalista ed ex parlamentare del Pd Stefano Ceccanti, che invita a valutare la riforma nel merito. Secondo la presidente del Consiglio, il dibattito sul referendum dovrebbe andare “oltre le appartenenze politiche e le contrapposizioni ideologiche”.


L’episodio è stato criticato anche dalle alte cariche dello Stato. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito “inaccettabili” i roghi delle immagini della premier, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha invitato ad abbassare i toni e a evitare ulteriori tensioni.


Dal fronte dell’opposizione, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha ribadito la contrarietà alla riforma, sostenendo che la battaglia politica contro il governo si giocherà soprattutto alle prossime elezioni. Anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha condannato ogni forma di violenza, invitando a mantenere il confronto sul piano delle idee.


Il voto sul referendum sulla giustizia è previsto per il 22 e 23 marzo e rappresenta uno snodo importante del dibattito politico nazionale. La consultazione riguarda una riforma costituzionale che punta, tra le altre cose, alla separazione delle carriere dei magistrati e alla modifica del sistema di governo della magistratura.


Klevis Gjoka

ItaliaMeloniReferendum
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