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7 ottobre, tre anni dopo. Israele ricorda le vittime del massacro, tra cerimonie ed elezioni

Nel terzo anniversario dell'attacco di Hamas, Israele ricorda le vittime con eventi in 400 località mentre la campagna elettorale è dominata dal fallimento dell'apparato di sicurezza. Il presidente Mattarella lancia un monito contro l'odio etnico e religioso.

di Andrea PelucchiRedazione UCapital News6 min
7 ottobre, tre anni dopo. Israele ricorda le vittime del massacro, tra cerimonie ed elezioni
PUNTI CHIAVE
  1. 01Il 7 ottobre 2026 segna il terzo anniversario dell'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023.
  2. 02Israele commemora le vittime con eventi in 400 località, a partire dalle 6,29, ora in cui iniziò l'attacco, fino a una cerimonia nazionale serale a Tel Aviv.
  3. 03Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella definisce gli attacchi del 7 ottobre 'un doloroso monito' contro terrorismo, antisemitismo e ogni forma di odio su base etnica e religiosa.
  4. 04Il 27 ottobre si terranno le elezioni israeliane, con la campagna dominata dal fallimento dell'apparato di sicurezza e dal governo di Benjamin Netanyahu.

A tre anni esatti dall'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, Israele commemora le vittime con cerimonie in 400 località mentre il Paese si avvicina alle elezioni del 27 ottobre 2026, in un clima politico segnato dal fallimento dell'apparato di sicurezza e dal governo di Benjamin Netanyahu. Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha rilasciato una dichiarazione in cui definisce quella data «un doloroso monito» contro il terrorismo, l'antisemitismo e ogni forma di odio su base etnica e religiosa.

Il terzo anniversario del 7 ottobre cade in un momento di profonda tensione interna per Israele: il conflitto con Hamas è ancora in corso, la società si è spostata a destra, e pochi israeliani credono che il terrorismo sia stato sconfitto. Il fallimento dell'apparato di sicurezza e del governo Netanyahu continua a pesare sul dibattito pubblico, trasformando la commemorazione in un appuntamento che si intreccia inevitabilmente con la campagna elettorale.

Cosa è successo

Le commemorazioni del terzo anniversario dell'attacco di Hamas sono iniziate alle 6,29 del 7 ottobre 2026, l'ora esatta in cui, tre anni prima, i miliziani di Hamas sferrarono l'offensiva contro i civili israeliani. Gli eventi si sono svolti in 400 località in tutto il Paese, con una cerimonia nazionale conclusiva nella serata a Tel Aviv. L'attacco del 7 ottobre 2023 aveva colpito giovani riuniti per una festa, famiglie nelle loro case, bambini e anziani: molti furono uccisi, altri presi in ostaggio.

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica Italiana, ha rilasciato il 7 ottobre 2026 una dichiarazione ufficiale in occasione dell'anniversario, rinnovando la vicinanza dell'Italia alle vittime e alle loro famiglie.

«La data odierna segna la tragica ricorrenza dell'ignobile attacco perpetrato da Hamas contro numerosi civili israeliani. Molti giovani, anche di altre nazionalità, vilmente colpiti, tratti in ostaggio o privati della vita mentre si trovavano riuniti per un'occasione di festa. Altri brutalmente uccisi o rapiti nelle loro case, senza nessuna pietà per bambini e anziani. Gli atti di terrorismo non potranno mai essere giustificati né archiviati. Resteranno, per tutti i popoli, un doloroso monito affinché siano per sempre condannate e respinte con fermezza, in Medio Oriente e nel mondo intero, le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell'antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa.»

Sergio Mattarella, nella dichiarazione rilasciata il 7 ottobre 2026 in occasione del terzo anniversario dell'attacco di Hamas.

Il peso del fallimento: sicurezza e politica in Israele

Il terzo anniversario dell'attacco di Hamas si consuma in un Israele profondamente cambiato rispetto al 2023. Il Paese si è spostato a destra e la fiducia nelle istituzioni di sicurezza rimane bassa: pochi israeliani credono che il terrorismo sia stato sconfitto, e il conflitto con Hamas è ancora in corso. Il fallimento dell'apparato di sicurezza e del governo guidato da Benjamin Netanyahu continua a torturare l'opinione pubblica israeliana.

Questa ferita aperta ha plasmato la campagna elettorale in vista del voto del 27 ottobre 2026. La domanda su chi portasse la responsabilità politica e militare per l'impreparazione del 7 ottobre 2023 è diventata l'asse centrale del confronto tra i partiti, con Netanyahu al centro delle critiche di oppositori e di una parte dell'elettorato tradizionalmente vicino alla destra.

Il messaggio di Mattarella: condanna, dolore e appello alla pace

Nella sua dichiarazione del 7 ottobre 2026, Sergio Mattarella non si è limitato alla condanna del terrorismo: il presidente della Repubblica ha richiamato anche le sofferenze della popolazione palestinese e la devastazione provocata dalla guerra a Gaza, definendo «di intollerabile gravità» la situazione umanitaria e materiale nella Striscia.

«Gli atti ripugnanti che, con estrema e disumana crudeltà, furono commessi il 7 ottobre 2023 hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze. Alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor più da allora, gravano su moltitudini di palestinesi. Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità. Allo stesso tempo è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all'Autorità Nazionale Palestinese. La spirale di inaudita violenza va fermata, ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi, della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva "Due Popoli, Due Stati", per poter vivere pacificamente, fianco a fianco.»

Sergio Mattarella, nella dichiarazione del 7 ottobre 2026.

Il capo dello Stato ha concluso rinnovando la vicinanza della Repubblica Italiana al popolo di Israele, alle famiglie delle vittime e a chi porta ancora le ferite di quella giornata, auspicando che si rafforzi la determinazione della comunità internazionale a costruire condizioni durature di pace e sicurezza per la regione.

Perché conta

Il 7 ottobre 2023 ha segnato una svolta nella storia recente del Medio Oriente: l'attacco di Hamas ha riaperto una fase di instabilità regionale che, a tre anni di distanza, non si è ancora chiusa. Il conflitto israelo-palestinese è tornato al centro dell'agenda internazionale con una violenza e una portata che non si registravano da decenni, con conseguenze umanitarie gravi sia per i civili israeliani sia per la popolazione di Gaza.

Sul piano politico interno israeliano, l'anniversario del 7 ottobre 2026 assume un peso particolare: a meno di tre settimane dalle elezioni del 27 ottobre, la commemorazione è anche un momento di resa dei conti collettiva. La domanda su come sia stato possibile che l'apparato di sicurezza israeliano non rilevasse i segnali dell'attacco imminente rimane senza una risposta politica definitiva, e il governo Netanyahu è chiamato a rispondere davanti agli elettori.

  • L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha colpito civili israeliani di varie nazionalità, uccidendone e rapendone centinaia.
  • A tre anni dall'attacco, il conflitto israelo-palestinese è ancora in corso e la situazione umanitaria a Gaza è definita da Mattarella di «intollerabile gravità».
  • Il processo di erosione dei territori attribuiti all'Autorità Nazionale Palestinese è definito «inaccettabile» dal presidente Mattarella nella dichiarazione del 7 ottobre 2026.
  • La prospettiva «Due Popoli, Due Stati» è indicata da Mattarella come il quadro entro cui ricreare i presupposti della convivenza, oggi «profondamente compromessi».

Cosa guardare adesso

Nei prossimi giorni e settimane, l'attenzione si concentrerà su Israele e sull'evoluzione del conflitto israelo-palestinese, con due appuntamenti chiave che definiranno il quadro politico e diplomatico della regione.

  1. 27 ottobre 2026 — Elezioni israeliane: il voto si svolge in un Paese spostato a destra, con la campagna dominata dal fallimento dell'apparato di sicurezza e dal bilancio del governo Netanyahu. Il risultato determinerà la direzione politica di Israele nella gestione del conflitto e nei negoziati internazionali.
  2. Comunità internazionale — Mattarella ha auspicato, nella dichiarazione del 7 ottobre 2026, che si rafforzi la determinazione internazionale a costruire condizioni durature di pace, nella prospettiva «Due Popoli, Due Stati». L'esito delle elezioni israeliane influenzerà la disponibilità di Israele a riprendere un percorso negoziale.

Fonti:tg24.sky.itansa.itquirinale.it

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