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Titoli petroliferi europei sotto pressione: il Brent scende dopo la tregua energetica di Trump

Il Brent Crude cede oltre l'1% a 104 dollari al barile dopo l'annuncio di Donald Trump di un cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina, pesando sui principali titoli oil & gas quotati in Europa.

di alessandro platerotiRedazione UCapital News6 min di lettura
Titoli petroliferi europei sotto pressione: il Brent scende dopo la tregua energetica di Trump
Immagine generata con AI
PUNTI CHIAVE
  1. 01Il Brent Crude scende di oltre l'1% a 104 dollari al barile il 12 ottobre 2026, dopo l'annuncio di una tregua energetica tra Russia e Ucraina da parte di Donald Trump.
  2. 02Le borse europee aprono in rialzo il 12 ottobre 2026: Milano +0,7%, Londra, Francoforte e Parigi +0,5%, Madrid +1,3%.
  3. 03Shell (SHEL.LSE) ha riportato nell'ultimo trimestre un EPS di 1,33 contro la stima di 1,16, con ricavi a 71,41 miliardi; prossima trimestrale attesa il 29 ottobre 2026.
  4. 04TotalEnergies (TTE.PA) ha registrato un EPS di 2,35 contro la stima di 2,33 e ricavi a 50,06 miliardi; prossima trimestrale attesa il 29 ottobre 2026.

Il Brent Crude è scivolato di oltre l'1% a 104 dollari al barile nella mattinata del 12 ottobre 2026, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina, capovolgendo il rialzo iniziale innescato dagli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita nel fine settimana. Il calo del greggio ha trascinato al ribasso il settore energetico europeo, mentre le borse del Vecchio Continente aprivano in territorio positivo nel complesso.

Per i principali titoli petroliferi europei — Shell (SHEL.LSE), BP p.l.c. (BP), TotalEnergies (TTE.PA), Eni (ENI.XETRA) ed Equinor (EQNR.OL) — la seduta del 12 ottobre si apre in un contesto di forte incertezza geopolitica: da un lato la prospettiva di maggiori forniture di diesel russo sul mercato, dall'altro la tensione irrisolta in Medio Oriente e l'imminente avvio della stagione delle trimestrali del terzo trimestre 2026.

Cosa è successo

Domenica 11 ottobre 2026, Trump ha scritto su Truth Social:

Il post è arrivato dopo che Trump aveva chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di fermare gli attacchi contro le raffinerie russe. Zelensky ha reagito con sorpresa, dichiarando di essere in cerca di ulteriori dettagli, ma ha aggiunto che l'Ucraina sostiene il cessate il fuoco e che è importante che anche la Russia lo sostenga. Mosca non ha ancora confermato la propria adesione all'accordo.

L'annuncio ha anche incluso un alleggerimento temporaneo delle sanzioni statunitensi sul diesel russo, misura che i leader europei e Kyiv hanno criticato, ritenendo che rafforzi la posizione del presidente russo Vladimir Putin. Il calo del Brent ha così invertito il balzo iniziale registrato in risposta agli attacchi Houthi: almeno dodici persone sono state uccise sabato all'aeroporto internazionale di Riad — il più letale attacco sul suolo saudita da oltre un decennio — e un'altra è morta in un secondo raid domenica.

Il contesto geopolitico e il mercato del greggio

Il mercato del petrolio si trova a dover soppesare due forze opposte: la prospettiva di un allentamento delle tensioni sul fronte russo-ucraino, che apre la strada a maggiori forniture di diesel russo, e l'escalation in Medio Oriente, con gli Houthi che hanno minacciato di continuare a colpire gli snodi di transito dell'Arabia Saudita, definendoli "un teatro di operazioni per le nostre forze".

Stephen Innes di SPI Asset Management ha sintetizzato la dinamica in atto:

Innes ha aggiunto che "il mercato fisico resta abbastanza teso da mantenere il Brent sopra i 100 dollari, ma i futures si rifiutano di trattare ogni nuova escalation come l'inizio di un altro shock inflazionistico in linea retta". Il gas naturale europeo, invece, ha imboccato la direzione opposta: ad Amsterdam il prezzo è salito dell'1%, superando gli 82 euro per megawattora, con alcune rilevazioni che lo collocano oltre gli 83 euro per megawattora.

I fondamentali dei principali titoli oil & gas europei

Il settore energetico europeo si avvicina alla stagione delle trimestrali con bilanci che, nell'ultimo trimestre riportato, hanno in larga parte battuto le stime degli analisti. Di seguito i dati chiave disponibili:

  • Shell (SHEL.LSE): EPS 1,33 contro stima 1,16; ricavi 71,41 miliardi contro stima 69,31 miliardi; P/E trailing 10,98. Prossima trimestrale: 29 ottobre 2026.
  • TotalEnergies (TTE.PA): EPS 2,35 contro stima 2,33; ricavi 50,06 miliardi contro stima 49,7 miliardi; P/E trailing 10,94; P/E forward 9,07. Prossima trimestrale: 29 ottobre 2026.
  • BP p.l.c. (BP): P/E trailing 22,51. Prossima trimestrale: 30 ottobre 2026.
  • Eni (ENI.XETRA) ed Equinor (EQNR.OL): dati trimestrali dettagliati non ancora disponibili per il periodo corrente.

Shell e TotalEnergies mostrano multipli di valutazione contenuti, con P/E trailing intorno a 11 volte gli utili, a fronte di risultati che hanno superato le attese nel trimestre più recente. BP presenta un P/E trailing più elevato, a 22,51 volte.

Come hanno reagito i mercati europei?

Le borse europee hanno aperto la seduta del 12 ottobre 2026 in rialzo generalizzato, con il calo del petrolio che ha alleggerito le pressioni inflazionistiche e sostenuto i listini al di fuori del comparto energetico. Milano ha guadagnato lo 0,7%, mentre Londra, Francoforte e Parigi hanno avanzato dello 0,5% ciascuna e Madrid ha messo a segno un progresso dell'1,3%.

Il settore energetico europeo — rappresentato dallo STOXX Europe 600 Oil & Gas — si è trovato in controtendenza rispetto al resto del mercato, penalizzato dalla discesa del Brent. I futures statunitensi erano in forte aumento nelle prime ore della mattina, mentre i mercati asiatici hanno mostrato un andamento contrastato: Hong Kong, Sydney, Singapore, Wellington e Manila erano in rialzo, mentre Seul ha ceduto il 3,8% alla riapertura dopo la pausa festiva, penalizzata dalle perdite dei produttori di chip. Tokyo era chiusa per festività.

Perché conta

Il calo del Brent sotto la soglia psicologica dei 105 dollari al barile, in un contesto in cui il mercato fisico resta comunque teso al di sopra dei 100 dollari, riduce i margini attesi per i grandi gruppi integrati europei nel quarto trimestre 2026. Shell, TotalEnergies e BP pubblicheranno i propri conti tra il 29 e il 30 ottobre, e le aspettative degli investitori saranno modellate dall'evoluzione del prezzo del greggio nelle prossime settimane.

Sul fronte macro, gli investitori attendono i dati sull'inflazione e sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, che potrebbero influenzare le decisioni della Federal Reserve in materia di tassi di interesse nella riunione prevista per fine ottobre. Un contesto di tassi più alti a lungo tende a pesare sui multipli di valutazione del settore energetico, già compressi rispetto alla media di mercato.

Cosa guardare adesso

  • 29 ottobre 2026: pubblicazione dei risultati trimestrali di Shell (SHEL.LSE) e TotalEnergies (TTE.PA).
  • 30 ottobre 2026: pubblicazione dei risultati trimestrali di BP p.l.c. (BP).
  • Fine ottobre 2026: riunione della Federal Reserve sui tassi di interesse, con impatto atteso sui mercati energetici e sui costi di finanziamento del settore.
  • Evoluzione della tregua energetica Russia-Ucraina: la mancata conferma da parte di Mosca e la reazione di Kyiv rendono l'accordo ancora incerto; un'eventuale rottura potrebbe far rimbalzare il Brent.
  • Situazione in Medio Oriente: gli Houthi hanno minacciato nuovi attacchi agli snodi di transito sauditi; un'escalation che minacci flussi reali di greggio potrebbe riportare il premio geopolitico sui prezzi del petrolio.

Fonti:UCapital Markets (ucapital.com)UCapital Markets (ucapital.com)UCapital Markets (ucapital.com)it.euronews.comrainews.itmilanofinanza.itit.euronews.com

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