Tesla e SpaceX in calo dopo il voto di midterm: pesano i timori su indagini e fusione
Dopo la vittoria dei democratici al Congresso, SpaceX perde circa il 6% e Tesla circa il 5% nelle contrattazioni notturne. In rosso anche il comparto spaziale americano.

- 01SpaceX cede circa il 6% e Tesla intorno al 5% nelle contrattazioni notturne
- 02Ribassi tra 2% e 6% per AST SpaceMobile, Rocket Lab, Planet Labs, Redwire e Intuitive Machines
- 03Timori su indagini parlamentari, contratti con il Pentagono e possibile fusione Tesla-SpaceX
- 04Secondo Reuters, Musk avrebbe speso circa 366 milioni di dollari per i candidati repubblicani
Musk paga il conto della sconfitta di Trump: crollano SpaceX e Tesla dopo la vittoria dei democratici al Congresso
Le azioni delle due società perdono fino al 6% nelle contrattazioni notturne. In rosso anche AST SpaceMobile, Rocket Lab e gli altri titoli del comparto aerospaziale. Gli investitori temono un aumento delle indagini parlamentari sulle attività di Elon Musk, sui contratti con il Pentagono e sulla possibile fusione tra Tesla e SpaceX. Sullo sfondo, il rischio che il nuovo Congresso diventi un centro di opposizione alle strategie industriali e finanziarie dell’imprenditore più ricco del mondo.
La vittoria dei democratici nelle elezioni di midterm americane comincia a presentare il conto anche a Elon Musk. A Wall Street, infatti, la sconfitta politica del presidente Donald Trump si è immediatamente riflessa sulle società riconducibili al suo principale sostenitore economico e politico. SpaceX ha perso circa il 6% nelle contrattazioni notturne, mentre Tesla ha lasciato sul terreno intorno al 5%. Una pressione ribassista che ha coinvolto anche l’intero comparto spaziale americano, con ribassi compresi tra il 2% e il 6% per AST SpaceMobile, Rocket Lab, Planet Labs, Redwire e Intuitive Machines.
Non si tratta soltanto di una reazione emotiva degli investitori al risultato elettorale. Il mercato sta cominciando a incorporare un cambiamento significativo negli equilibri politici di Washington: con i democratici che hanno conquistato il controllo sia della Camera sia del Senato, Musk potrebbe trovarsi davanti a un Congresso molto meno disponibile a sostenere le sue iniziative e soprattutto deciso a verificare i rapporti tra le sue aziende e l’amministrazione federale.
La posta in gioco è considerevole. SpaceX è uno dei principali fornitori di servizi spaziali e satellitari del governo americano, mentre Tesla è impegnata nella competizione globale sull’intelligenza artificiale, sulla guida autonoma e sulla mobilità elettrica. Entrambe le società hanno interessi economici che dipendono, direttamente o indirettamente, dalle decisioni politiche e dalle commesse pubbliche.
Il nuovo Congresso e il rischio delle indagini su Musk
Il risultato delle elezioni di midterm rappresenta una battuta d’arresto per Trump e, contemporaneamente, un problema per Musk. L’imprenditore aveva investito ingenti risorse finanziarie nella campagna elettorale repubblicana, nel tentativo di mantenere il controllo del Congresso e garantire continuità politica all’amministrazione.
Secondo le ricostruzioni pubblicate durante la campagna elettorale, Musk avrebbe destinato centinaia di milioni di dollari al sostegno dei candidati repubblicani. Reuters aveva documentato già a ottobre una spesa di circa 366 milioni di dollari, con una parte consistente degli investimenti concentrata negli ultimi mesi della campagna.
Adesso quello stesso investimento politico rischia di trasformarsi in un fattore di vulnerabilità.
Con il controllo delle commissioni parlamentari, i democratici potranno utilizzare strumenti di controllo e indagine per approfondire i rapporti tra le aziende di Musk e il governo federale. Le possibilità comprendono audizioni pubbliche, richieste di documentazione, convocazioni di dirigenti e subpoenas, cioè ordini formali di comparizione o consegna di documenti.
Particolare attenzione potrebbe essere riservata ai contratti di SpaceX con il Dipartimento della Difesa e con la NASA, alle attività di Starlink e Starshield, nonché al ruolo esercitato da Musk durante la sua esperienza alla guida del Department of Government Efficiency (DOGE), l’organismo creato dall’amministrazione Trump per ridurre la spesa pubblica e riorganizzare la macchina federale.
Il punto politico è evidente: Musk non è soltanto un imprenditore privato, ma un protagonista di settori strategici nei quali lo Stato americano è contemporaneamente cliente, finanziatore e regolatore.
Il nuovo Congresso non potrà cancellare automaticamente i contratti in essere, ma potrà aumentare il livello di controllo sulle modalità con cui vengono assegnati, finanziati e gestiti.
La fusione Tesla-SpaceX diventa più complicata
Il dossier più delicato per gli investitori riguarda però la possibile fusione tra Tesla e SpaceX.
Musk ha recentemente rilanciato l’ipotesi di un’integrazione tra le due società, un’operazione che potrebbe dare vita a uno dei più grandi gruppi industriali e tecnologici del mondo, con una valutazione potenziale nell’ordine dei 3.500 miliardi di dollari secondo le stime circolate nelle ultime settimane.
Le due aziende hanno avviato valutazioni attraverso appositi comitati, ma l’operazione resta complessa e non è ancora un accordo definitivo.
La vittoria democratica non significa che il Congresso possa bloccare direttamente una fusione privata. Il potere di autorizzazione delle operazioni societarie appartiene principalmente alle autorità di regolamentazione e alle procedure previste dal diritto societario e antitrust.
Tuttavia, i parlamentari potrebbero rendere il percorso molto più accidentato.
Una fusione tra Tesla e SpaceX solleverebbe questioni importanti sotto il profilo della concorrenza, della sicurezza nazionale e della gestione dei dati e delle tecnologie strategiche.
SpaceX gestisce infrastrutture satellitari utilizzate anche dalle forze armate americane e ha un ruolo centrale nei programmi spaziali statunitensi. Tesla, invece, mantiene una presenza industriale e commerciale molto importante in Cina, a partire dalla fabbrica di Shanghai.
L’integrazione delle due società potrebbe quindi creare una sovrapposizione di interessi industriali e strategici particolarmente delicata nei rapporti tra Washington e Pechino.
Già prima delle elezioni, diversi esponenti democratici avevano manifestato preoccupazione per l’operazione. Il senatore Cory Booker aveva sollevato interrogativi sulle implicazioni antitrust e di sicurezza nazionale di un gruppo che riunirebbe infrastrutture utilizzate da governi e apparati militari con attività industriali esposte al mercato cinese.
Wall Street divisa sulle valutazioni di SpaceX
Dietro la reazione negativa dei mercati c’è anche una questione finanziaria: quanto valgono realmente le società di Musk?
Le valutazioni degli analisti sono tutt’altro che concordi.
Morgan Stanley mantiene una posizione relativamente ottimistica su SpaceX. Secondo una valutazione riportata dal mercato, sulla base degli utili attesi per il 2028 il titolo tratterebbe a circa 17,6 volte gli utili, un multiplo leggermente inferiore alle 17,7 volte attribuite all’indice S&P 500.
La banca d’affari ha inoltre migliorato le proprie previsioni sulla generazione di cassa, anticipando il possibile raggiungimento del free cash flow positivo al 2031, quattro anni prima rispetto alle precedenti stime.
Una valutazione che presuppone, naturalmente, una crescita molto significativa dei ricavi e un progressivo miglioramento della redditività.
Di segno opposto le considerazioni degli investitori ribassisti. Alcuni short seller ritengono che le valutazioni incorporate nei prezzi siano eccessivamente ottimistiche rispetto alla capacità delle aziende di trasformare gli investimenti in profitti e flussi di cassa.
Il problema riguarda soprattutto l’enorme fabbisogno finanziario dei progetti di Musk: dai programmi di sviluppo dei razzi Starship all’espansione della rete Starlink, fino agli investimenti nell’intelligenza artificiale e nella guida autonoma.
La tesi dei ribassisti è che il mercato stia attribuendo alle società un valore futuro molto elevato, senza considerare adeguatamente i rischi di esecuzione, i costi di finanziamento e i tempi necessari per rendere redditizi i nuovi progetti.
Il contagio al settore spaziale americano
La flessione non ha riguardato soltanto Tesla e SpaceX. Le vendite hanno coinvolto anche società che operano in segmenti differenti dell’economia spaziale.
Tra queste:
- AST SpaceMobile sviluppa tecnologie satellitari per consentire la connettività direttamente sugli smartphone.
- Rocket Lab compete nel mercato dei lanci spaziali e produce satelliti e componenti per clienti commerciali e governativi.
- Planet Labs gestisce una costellazione di satelliti per l’osservazione terrestre e l’analisi dei dati.
- Redwire sviluppa infrastrutture, componenti e tecnologie per applicazioni spaziali.
- Intuitive Machines opera nei servizi lunari e nelle missioni spaziali.
Il ribasso generalizzato dimostra come gli investitori stiano considerando il risultato elettorale non soltanto un problema personale di Musk, ma un possibile fattore di cambiamento per l’intero settore aerospaziale americano.
Le società che dipendono dalle commesse pubbliche potrebbero infatti essere esposte a una maggiore attenzione politica sulle procedure di assegnazione degli appalti, sulle priorità di spesa e sulla distribuzione dei finanziamenti federali.
Va comunque precisato che non tutte queste imprese hanno lo stesso grado di esposizione a SpaceX o agli interessi politici di Musk. In alcuni casi sono anche concorrenti, in altri fornitori o partner commerciali.
La partita politica che può cambiare gli equilibri tecnologici americani
La vittoria democratica apre dunque una nuova fase nei rapporti tra Washington e la Silicon Valley.
Il controllo del Congresso consentirà all’opposizione di esercitare una pressione molto maggiore sull’amministrazione Trump proprio mentre gli Stati Uniti stanno investendo risorse enormi nell’intelligenza artificiale, nelle infrastrutture satellitari e nella competizione tecnologica con la Cina.
Per Musk il problema è particolarmente rilevante perché il suo impero industriale si trova al centro di tutti questi dossier.
Da una parte c’è la necessità di mantenere rapporti solidi con il governo federale, indispensabili per le attività spaziali e militari di SpaceX. Dall’altra c’è la volontà di accelerare lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale, della robotica e della guida autonoma attraverso Tesla e le altre società del gruppo.
Un Congresso controllato dai democratici potrebbe rendere più difficile conciliare questi obiettivi, soprattutto se dovessero emergere nuovi conflitti tra interessi privati e responsabilità pubbliche.
Per i mercati, tuttavia, il rischio più immediato non è necessariamente la cancellazione di contratti o il blocco della fusione tra Tesla e SpaceX. È piuttosto l’aumento dell’incertezza.
Gli investitori che fino a ieri consideravano il rapporto privilegiato tra Musk e Trump un vantaggio competitivo potrebbero cominciare a interpretarlo come un rischio politico e regolamentare.
E questo cambia il modo in cui vengono valutate le società dell’imprenditore.
La vera incognita è se la correzione delle quotazioni rappresenti soltanto una reazione temporanea alla sconfitta repubblicana oppure l’inizio di una revisione più profonda del premio politico e finanziario riconosciuto a Musk da Wall Street.
Perché, se la Casa Bianca ha perso il controllo del Congresso, anche l’uomo che più di ogni altro aveva scommesso sulla continuità del potere di Trump dovrà fare i conti con una nuova realtà politica.
UCapital24 S.p.A. o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
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