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Tensioni in Medio Oriente e rialzo del petrolio pesano su Wall Street

Il conflitto in Medio Oriente continua a dominare l’attenzione degli investitori. In particolare, le tensioni tra Israele e Iran restano elevate: nonostante i tentativi diplomatici, i due Paesi hanno proseguito gli attacchi reciproci anche dopo le dichiarazioni del presidente di lunedì, alimentando dubbi sull’efficacia dei negoziati.

BZ
di Benedetta ZimoneRedazione UCapital News1 min
Tensioni in Medio Oriente e rialzo del petrolio pesano su Wall Street


Il conflitto in Medio Oriente continua a dominare l’attenzione degli investitori. In particolare, le tensioni tra Israele e Iran restano elevate: nonostante i tentativi diplomatici, i due Paesi hanno proseguito gli attacchi reciproci anche dopo le dichiarazioni del presidente di lunedì, alimentando dubbi sull’efficacia dei negoziati.


In questo clima di incertezza, Wall Street ha aperto in territorio negativo. Nel dettaglio, l’S&P 500 ha perso lo 0,7%, mentre il Nasdaq Composite è sceso dello 0,9%. Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 370 punti (-0,8%). Le vendite hanno colpito in modo diffuso sia i titoli tecnologici sia quelli industriali, riflettendo un generale aumento dell’avversione al rischio.


Il ruolo del petrolio


A pesare sui mercati è anche il nuovo rialzo del petrolio. Dopo il calo del giorno precedente, le quotazioni sono tornate a salire con forza: il Brent crude ha guadagnato oltre il 3%, superando i 103 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è salito di circa il 4%, oltre i 91 dollari. Il ritorno sopra quota 100 dollari contribuisce ad alimentare timori inflazionistici e pressioni sull’economia globale.


Le valutazioni degli analisti


Nonostante il tono relativamente ottimista di Donald Trump, gli analisti restano cauti. Scott Chronert, strategist di Citigroup, ha sottolineato come vi siano ancora molte incognite sull’evoluzione dei prezzi energetici e sul loro impatto macroeconomico. Intervenendo a Closing Bell: Overtime su CNBC, ha evidenziato che, pur in presenza di una correzione contenuta dei mercati, i rischi restano significativi e richiedono un atteggiamento prudente.


Escalation e rischi globali


Il quadro si complica ulteriormente alla luce delle recenti minacce: nel fine settimana Trump aveva ipotizzato un attacco alle infrastrutture energetiche iraniane in caso di mancata riapertura dello Stretto di Hormuz. Teheran ha risposto dichiarando che potrebbe colpire infrastrutture statunitensi. Questo scambio di minacce aumenta il rischio di un’escalation, con possibili ripercussioni rilevanti sui mercati finanziari e sull’equilibrio energetico globale.

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