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Francia, lo spread OAT-Bund sale a 145 punti base con l'OAT al 4,866%

Crisi politica, proteste e difficoltà sul bilancio pesano sui titoli di Stato francesi. Il rendimento dell'OAT decennale sale al 4,866% e il differenziale con il Bund raggiunge 145 punti base.

di alessandro platerotiRedazione UCapital News5 min di lettura
Francia, lo spread OAT-Bund sale a 145 punti base con l'OAT al 4,866%
PUNTI CHIAVE
  1. 01Il 19 ottobre l'OAT decennale rende il 4,866%, +7,8 punti base nella seduta; il Bund circa 3,42%
  2. 02Lo spread OAT-Bund è a 145 punti base, dopo aver sfiorato quota 160 a inizio ottobre
  3. 03Deficit francese atteso al 5,4% del PIL nel 2026, obiettivo 5% nel 2027
  4. 04Il Fmi ritiene il rialzo dei rendimenti gestibile, ma avverte sui tassi elevati a lungo

La crisi politica, le proteste sociali e le difficoltà sul bilancio alimentano le vendite degli OAT francesi. Lo spread con la Germania torna vicino ai livelli più elevati degli ultimi quindici anni.

I titoli di Stato francesi finiscono nuovamente sotto pressione sui mercati finanziari, mentre gli investitori chiedono rendimenti sempre più elevati per finanziare il debito di Parigi. Nell’ultima settimana, la combinazione tra incertezza politica, tensioni sociali e preoccupazioni per la sostenibilità dei conti pubblici ha riportato la Francia al centro delle tensioni sul mercato obbligazionario europeo.

Il segnale più evidente arriva dai rendimenti dei titoli decennali francesi, gli OAT, che nei giorni scorsi hanno raggiunto livelli prossimi al 5%, i più elevati da oltre vent’anni. Il 16 ottobre il Fondo monetario internazionale ha avvertito che, se i tassi dovessero rimanere elevati a lungo, la pressione sulle finanze pubbliche francesi potrebbe aumentare, rendendo necessario un credibile piano di consolidamento fiscale.

La dinamica è particolarmente significativa per la seconda economia dell’Eurozona: quando i prezzi dei titoli obbligazionari scendono, i rendimenti salgono e il costo delle nuove emissioni di debito aumenta. Se questa situazione si prolunga, anche il rifinanziamento del debito in scadenza diventa progressivamente più oneroso per lo Stato.

Lo spread OAT-Bund torna a 145 punti base

Il termometro della tensione finanziaria francese è lo spread tra i titoli decennali di Parigi e quelli tedeschi. Lunedì 19 ottobre, secondo i dati riportati dal Wall Street Journal, il rendimento dell’OAT decennale è salito al 4,866%, con un aumento di 7,8 punti base nella seduta, mentre il Bund tedesco si è attestato intorno al 3,42%. Il differenziale ha così raggiunto 145 punti base, pari a 1,45 punti percentuali, il livello più alto da circa due settimane.

I numeri della tensione francese

  • Rendimento OAT decennale: 4,866%
  • Variazione del 19 ottobre: +7,8 pb
  • Spread OAT-Bund: 145 pb
  • Deficit pubblico previsto 2026: 5,4% del PIL

Dati di mercato del 19 ottobre 2026 e stime sul deficit riportate dalle fonti citate.

Il differenziale era arrivato a sfiorare i 160 punti base all’inizio di ottobre, toccando il livello più alto dalla crisi del debito sovrano dell’Eurozona del 2011-2012. La successiva riduzione non ha però eliminato le preoccupazioni degli investitori.

Il nodo del deficit e la legge di bilancio 2027

Alla base delle vendite c’è soprattutto la difficoltà della Francia a riportare sotto controllo il deficit pubblico. Il disavanzo è atteso al 5,4% del PIL nel 2026, ben oltre la soglia del 3% prevista dalle regole europee. Il governo punta a ridurlo al 5% nel 2027, ma deve riuscire a far approvare il bilancio in un Parlamento frammentato, nel quale le misure di risparmio incontrano resistenze politiche.

La questione è delicata anche per il calendario politico. Le elezioni presidenziali del 2027 si avvicinano e il governo deve conciliare il risanamento dei conti con le richieste di famiglie e imprese, in un contesto segnato dal caro vita.

Il rischio per il mercato è che le misure necessarie a ridurre il disavanzo vengano annacquate o ritardate. In questo scenario, gli investitori potrebbero continuare a chiedere un premio più elevato per detenere debito francese rispetto a quello tedesco.

Le proteste aggravano l’incertezza

A rendere ancora più fragile il quadro sono le tensioni sociali. Le manifestazioni contro il costo della vita e le difficoltà dei servizi pubblici sono sfociate nel fine settimana in episodi di violenza e saccheggi in diverse città francesi. La situazione ha aumentato l’incertezza politica proprio mentre il governo cerca di portare avanti il bilancio e le misure di contenimento del deficit.

Il mercato obbligazionario risente quindi di due fattori che si rafforzano a vicenda: da una parte la necessità di contenere la spesa pubblica, dall’altra il rischio che le tensioni sociali rendano più difficile attuare le misure di risanamento.

Il Fondo monetario: rischio gestibile, ma attenzione ai tassi

Il Fondo monetario internazionale ha chiarito che l’aumento dei rendimenti francesi è ancora gestibile. La situazione, tuttavia, diventerebbe più problematica se il costo del finanziamento restasse elevato per un periodo prolungato.

Tassi più alti si trasferiscono gradualmente sul costo del debito man mano che lo Stato rifinanzia i titoli in scadenza e colloca nuove emissioni. Questo può assorbire risorse che altrimenti sarebbero destinate a investimenti e servizi pubblici, rendendo più difficile la riduzione del deficit.

Non si tratta dunque, almeno per ora, di una nuova crisi del debito europeo paragonabile a quella del 2010-2012. Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha dichiarato il 14 ottobre che non vi sono segnali di una nuova crisi sovrana dell’Eurozona, pur richiamando i governi alla prudenza fiscale.

Le conseguenze per l’Eurozona e per l’Italia

La tensione sui titoli francesi interessa anche gli altri Paesi dell’area euro. Se gli investitori diventano più prudenti nei confronti dei debiti pubblici più esposti, la pressione può estendersi anche a Italia e altri emittenti, mentre i capitali si spostano verso i Bund tedeschi, considerati un riferimento di sicurezza.

La Francia è inoltre un emittente di dimensioni tali da rendere particolarmente rilevante qualsiasi deterioramento delle condizioni di finanziamento. Un aumento persistente dei rendimenti potrebbe influenzare le valutazioni degli investitori sull’intero mercato obbligazionario europeo.

La settimana si apre quindi con un segnale chiaro: i mercati chiedono alla Francia maggiore credibilità sui conti pubblici e sulla capacità di approvare il bilancio. La tenuta dei titoli sovrani dipenderà soprattutto dalla possibilità di conciliare il risanamento fiscale con la stabilità politica e sociale. Per Parigi, il costo del debito è diventato anche un indicatore della fiducia degli investitori nella capacità del Paese di affrontare queste sfide.

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