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Shell: utili da record a 9,8 miliardi con il caro energia

BZ
di Benedetta ZimoneRedazione UCapital News2 min
Shell: utili da record a 9,8 miliardi con il caro energia

Favorita dall'impennata dei prezzi dei combustibili fossili e dalla forte volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, Shell ha registrato un secondo trimestre 2026 nettamente superiore alle attese. Il colosso energetico con sede a Londra ha chiuso il periodo aprile-giugno con un utile rettificato di 9,84 miliardi di dollari, superando comodamente le stime del consenso degli analisti che si attestavano su 8,79 miliardi.


I risultati rappresentano la migliore performance trimestrale per Shell dal secondo trimestre del 2022, quando le quotazioni del greggio e del gas schizzarono a livelli record all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina. Il confronto evidenzia un balzo impressionante rispetto ai 4,26 miliardi di dollari dello stesso periodo dell'anno precedente e ai 6,92 miliardi realizzati nel primo trimestre del 2026. A sostenere la trimestrale è stato un flusso di cassa da operazioni pari a 21,4 miliardi di dollari, che ha consentito di abbattere il debito netto a 41,75 miliardi (in netta discesa dai 52,6 miliardi di tre mesi prima) e di confermare il programma di riacquisto di azioni proprie per altri 3 miliardi di dollari nel trimestre successivo, mantenendo invariata la stima sulla spesa per investimenti tra i 24 e i 26 miliardi.


L'amministratore delegato di Shell, Wael Sawan, ha spiegato che la volatilità rappresenta ormai la nuova normalità del settore e che l'obiettivo del gruppo è proprio quello di prosperare in questi contesti. Se da un lato il quadro macroeconomico ha offerto un forte vento a favore spingendo in alto i prezzi delle materie prime, dall'altro la società ha saputo cogliere il momento grazie a un'eccellente efficienza operativa e a una solida attività di trading e ottimizzazione.


Il superutile del gigante energetico arriva in un momento di forte tensione geopolitica, segnato dall'escalation militare in Medio Oriente e dai recenti raid aerei condotti dagli Stati Uniti. Un contesto di profonda instabilità globale che continua a sostenere le quotazioni del petrolio e a garantire elevati margini alle principali multinazionali del settore.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento o sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. I dati citati sono basati su fonti pubblicamente disponibili alla data di pubblicazione. Gli investitori sono invitati a condurre analisi indipendenti e a consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere decisioni di investimento.

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