Scorte petrolio Usa: l'EIA segnala un calo di 3,1 milioni di barili, oltre le attese
Le riserve commerciali di greggio scendono a 412,5 milioni di barili contro un calo atteso di circa 300mila. Brent e WTI restano condizionati dalle tensioni in Medio Oriente.

- 01Scorte commerciali di greggio Usa in calo di 3,1 milioni di barili a 412,5 milioni, contro attese di circa 0,8 milioni
- 02Scorte di benzina in calo di 3 milioni di barili, distillati in aumento di 1,7 milioni
- 03Produzione americana scesa di 410mila barili al giorno a 13,3 milioni
- 04Brent stabile intorno a 108,9 dollari, WTI a circa 97,7 dollari
Petrolio, le scorte Usa calano più delle attese: l’effetto sul mercato resta limitato dai timori geopolitici
Il rapporto settimanale dell’EIA segnala una riduzione di 3,1 milioni di barili nelle riserve commerciali americane, contro un calo atteso di circa 0,8 milioni. Scendono anche le scorte di benzina, mentre aumentano quelle di distillati. Il dato offre sostegno alle quotazioni, ma non basta da solo a innescare un nuovo rialzo.
Le scorte di petrolio degli Stati Uniti diminuiscono più del previsto, confermando un quadro di disponibilità relativamente contenuta sul mercato americano. È quanto emerge dal Weekly Petroleum Status Report pubblicato oggi, mercoledì 21 ottobre, dalla Energy Information Administration (EIA), l’agenzia statistica del Dipartimento dell’Energia statunitense.
Nella settimana conclusa il 16 ottobre, le riserve commerciali di greggio sono scese di circa 3,1 milioni di barili, a 412,5 milioni. Gli analisti si aspettavano una flessione molto più contenuta, nell’ordine di 300mila barili fino a 0,8 milioni. Si tratta della terza diminuzione settimanale consecutiva; le scorte risultano inoltre circa il 3% sotto la media degli ultimi cinque anni per questo periodo.
Produzione in calo e benzina in diminuzione
La contrazione delle riserve è stata accompagnata da una riduzione della produzione americana, scesa di 410mila barili al giorno a 13,3 milioni. Il calo è stato influenzato anche dalle chiusure di impianti offshore legate all’uragano Isaias. Sono diminuite inoltre le importazioni di greggio, con una riduzione di 291mila barili al giorno, a 5,8 milioni.
Il rapporto mostra anche una flessione di 3 milioni di barili nelle scorte di benzina, che si attestano a 205,3 milioni, mentre le riserve di distillati — tra cui diesel e gasolio da riscaldamento — sono aumentate di 1,7 milioni di barili. Il quadro, quindi, non è uniforme per tutti i prodotti: il calo di greggio e benzina segnala una maggiore tensione su alcune componenti dell’offerta, mentre l’aumento dei distillati rappresenta un elemento in controtendenza.
Come hanno reagito le quotazioni
La risposta dei prezzi è stata più contenuta di quanto il dato sulle scorte, preso isolatamente, potrebbe suggerire. Nelle contrattazioni di mercoledì mattina, dopo la pubblicazione del rapporto, il Brent si è mantenuto sostanzialmente stabile intorno a 108,9 dollari al barile, mentre il WTI ha registrato una lieve flessione, a circa 97,7 dollari. Le quotazioni restavano comunque più alte rispetto alla settimana precedente.
Il mercato aveva già incorporato parte delle aspettative di un calo delle scorte dopo i dati preliminari dell’American Petroleum Institute (API), che avevano indicato una contrazione di quasi 4,9 milioni di barili. La conferma dell’EIA ha quindi rafforzato il quadro di un’offerta americana più limitata, ma non ha prodotto un’accelerazione automatica dei prezzi.
A condizionare gli scambi sono soprattutto le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i rischi per il traffico marittimo nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. Nella seduta odierna, il Brent e il WTI avevano già registrato rialzi in un contesto di preoccupazione per possibili interruzioni delle forniture.
Il significato per il mercato
La lettura del rapporto è dunque moderatamente rialzista: una riduzione delle scorte superiore alle attese tende a indicare un mercato più stretto e può sostenere le quotazioni. Tuttavia, l’effetto effettivo dipende anche dalla produzione, dalla domanda di carburanti, dalle riserve di prodotti raffinati e, soprattutto, dall’evoluzione delle tensioni internazionali.
In sintesi, il dato EIA ha confermato una contrazione significativa delle scorte americane, ma la reazione immediata dei prezzi è rimasta limitata. Il petrolio continua a essere guidato da due fattori: da un lato, la disponibilità di greggio e prodotti raffinati; dall’altro, il premio per il rischio geopolitico, che può amplificare i movimenti dei prezzi indipendentemente dai dati settimanali sulle riserve.
UCapital Asset Management LLP o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
Registrati gratis per fare domande all’AI su questo articolo.
Multipli, bilanci, sentiment e rischi in 60 secondi, con i dati live.
