Gas europeo sopra 97 euro/MWh, massimi dal 2022: stoccaggi UE al 75%
Il TTF olandese supera i 97 euro al megawattora per la prima volta dal 2022 per i timori sull'offerta invernale. Gli stoccaggi UE sono al 75%, minimo stagionale dal 2009.

- 01Il gas naturale europeo ha superato i 97 euro al megawattora, per la prima volta dal 2022.
- 02Gli stoccaggi UE sono pieni al 75% circa, il livello più basso per la stagione dal 2009; al 24 ottobre 2026 la media UE era 74,6%.
- 03Il 1° ottobre gli stoccaggi erano al 72%, contro l'83% dell'anno prima, secondo il rapporto ENTSOG dell'8 ottobre.
- 04Bruxelles ha concesso flessibilità: obiettivo di riempimento al 75-80% entro il 1° novembre invece del 90%.
Il prezzo del gas europeo ha superato i 97 euro al megawattora, il livello più alto dal 2022, per i timori sull'equilibrio fragile dell'offerta di questo inverno. Il riferimento è il TTF olandese, il benchmark del mercato europeo.
Il rialzo del prezzo del gas europeo ai massimi si innesta su stoccaggi UE al 75% circa, il minimo stagionale dai dati del 2009, e su un calo delle temperature atteso nel continente. Per industrie e famiglie la questione è quanto l'Europa resti esposta a eventuali interruzioni dell'offerta di LNG.
Cosa è successo
Il gas naturale europeo ha superato i 97 euro al megawattora per la prima volta dal 2022, secondo i dati di mercato di oggi, 26 ottobre 2026. Gli operatori si aspettano un aumento della domanda di riscaldamento nei prossimi giorni, con temperature in calo sul continente e in un contesto di offerta globale di gas ridotta.
Il movimento prosegue una salita già in corso. Il 20 ottobre i prezzi europei del gas erano in rialzo nelle prime contrattazioni, e Rabobank segnalava che i rischi di nuovi picchi dei prezzi dell'energia restavano elevati, anche se il quadro più ampio per l'LNG era più favorevole. Il 23 ottobre i prezzi avevano toccato i massimi da fine 2022 per i timori di una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran, che minaccia le forniture di LNG prima dell'inverno.
Il rapporto ENTSOG citato dalla stampa indicava il TTF tra 79,80 e 80,22 euro al megawattora in una seduta di ottobre, quasi il triplo rispetto all'inizio della guerra contro l'Iran. I 97 euro segnano quindi un ulteriore balzo.
- TTF: oltre 97 euro/MWh, massimo dal 2022.
- Stoccaggi UE: circa 75%, minimo stagionale dal 2009.
- Stoccaggi UE al 24 ottobre 2026: 74,6%, pari a 846 TWh.
- Stoccaggi UE al 1° ottobre: 72%, contro l'83% dell'anno precedente.
Perché gli stoccaggi UE sono un punto debole?
Gli stoccaggi di gas dell'UE sono il principale elemento di vulnerabilità perché partono dal livello più basso per la stagione da quando esistono le serie, nel 2009. Il livello medio è di circa 75%, e questo lascia l'Europa esposta a possibili interruzioni.
I dati del dashboard energetico svizzero al 24 ottobre 2026 mostrano differenze nette tra i paesi: Germania al 61,5% (152 TWh), Francia all'87,2% (108 TWh), Italia al 90% (183 TWh), Austria al 67,2% (68 TWh), UE al 74,6% (846 TWh). Gli stoccaggi tedeschi sono dunque tra i più bassi tra i grandi paesi.
Il confronto con gli anni passati è netto. Secondo la Commissione europea, a fine settembre 2023 gli stoccaggi avevano raggiunto il record del 96% (1.089 TWh). Per l'inverno 2025/26, secondo l'ACER, si partiva dall'83% (943 TWh), contro il 94% (1.082 TWh) dell'anno precedente.
Cosa dice il rapporto ENTSOG?
Il rapporto ENTSOG sull'outlook invernale, pubblicato l'8 ottobre, avverte che l'UE potrebbe affrontare un deficit di gas del 12-15% della domanda in caso di ondata di freddo severa. Gli scenari esaminati assumono l'assenza di forniture di gas russo via gasdotto.
Secondo lo stesso rapporto, anche in condizioni invernali normali una stretta sulle forniture di LNG potrebbe portare gli stoccaggi europei fino al 13% a marzo 2027, con possibili tagli alla produzione delle industrie energivore. Il testo osserva che, con LNG scarso, i prezzi elevati possono provocare una risposta della domanda sensibile al prezzo.
Il rischio è maggiore per i paesi senza sbocco sul mare dell'Europa centrale, orientale e sudorientale. Un guasto a infrastrutture come Europipe 2 o alle linee algerine, insieme a un inverno rigido, limiterebbe i flussi da ovest a est; nel sud-est europeo potrebbero emergere carenze localizzate fino al 12% nei giorni di picco.
Che ruolo hanno LNG e Hormuz?
L'LNG è diventato il perno dell'approvvigionamento europeo dopo l'abbandono del gas russo via gasdotto. Gli Stati Uniti sono il primo fornitore di LNG dell'UE.
Secondo il rapporto, le restrizioni al transito dallo Stretto di Hormuz, che controlla il 20% del commercio mondiale di LNG, hanno frenato pesantemente le esportazioni di Qatar ed Emirati Arabi Uniti dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran del 28 febbraio. L'esposizione europea diretta al Qatar è modesta, circa l'8%, con l'Italia come paese più colpito, ma la carenza globale ha scatenato una competizione tra Europa e Asia che alimenta la volatilità.
Perché conta
Il rialzo conta perché riporta i prezzi su livelli che non si vedevano dal 2022, anno dei record. Nel terzo trimestre 2023, ricorda la Commissione europea, il prezzo spot medio era di 33 euro al megawattora, l'83% in meno rispetto al terzo trimestre 2022: oggi il TTF è oltre il triplo di quel valore.
Per le famiglie, la Commissione indicava allora che i prezzi al dettaglio del gas nel terzo trimestre 2023 erano ancora il 43% sopra il livello pre-crisi del 2021. Le fonti disponibili non quantificano l'effetto sulle bollette attuali.
Resta un punto di cautela: il quadro non è identico al 2022. L'UE ha ridotto la dipendenza dal gas russo, con le importazioni russe a 11 miliardi di metri cubi nel terzo trimestre 2023, il 16% del totale. Il rapporto ENTSOG, però, evidenzia una nuova dipendenza dal mercato volatile dell'LNG.
Quali misure ha preso Bruxelles?
La Commissione ha dato agli Stati membri flessibilità temporanea per mantenere gli stoccaggi al 75-80% entro il 1° novembre, invece del consueto 90%. L'obiettivo è evitare acquisti dettati dal panico e un ulteriore rialzo dei prezzi.
Bruxelles ha anche esortato i paesi a massimizzare le iniezioni di inizio inverno e a mantenere una cooperazione rigida, per ripartire equamente eventuali tagli alla domanda. Con le riserve in calo, i governi potrebbero però subire pressioni per dare priorità ai consumatori nazionali rispetto ai vicini.
Cosa guardare adesso
Nei prossimi giorni conteranno meteo, stoccaggi e notizie sul fronte Stati Uniti-Iran. Le fonti indicano come punti di attenzione:
- le temperature in calo sul continente e la domanda di riscaldamento nei prossimi giorni;
- il 1° novembre, data entro cui gli Stati membri devono raggiungere il 75-80% di riempimento;
- l'evoluzione dei flussi di LNG da Hormuz e la concorrenza con l'Asia;
- l'andamento degli stoccaggi, al 74,6% a livello UE il 24 ottobre, e della Germania al 61,5%;
- marzo 2027, quando in uno scenario di LNG scarso gli stoccaggi potrebbero scendere al 13%.
Fonti:energy.ec.europa.eueuronews.comenergiedashboard.admin.chwsj.comwsj.comacer.europa.eu
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