Petrolio sotto pressione e oro in calo, tra inflazione e decisioni della Fed
Il greggio continua la fase di correzione e il WTI scende sotto i 100 dollari. Anche l'oro arretra, mentre i mercati valutano l'evoluzione delle forniture energetiche e dei tassi.

Brent e WTI continuano a perdere terreno
Il petrolio apre la settimana in calo, proseguendo la fase di correzione iniziata dopo i massimi raggiunti nei giorni scorsi. Il Brent scende di circa l'1,7% a 102,09 dollari al barile, mentre il WTI arretra dell'1,8% a 98,45 dollari, tornando sotto la soglia psicologica dei 100 dollari.
A pesare sono soprattutto le indicazioni su un aumento dei flussi di greggio provenienti dal Medio Oriente. Le esportazioni saudite risultano in recupero rispetto ai livelli di agosto e il mercato guarda anche alla possibilità di un parziale ripristino delle capacità di trasporto attraverso l'oleodotto East-West. Le tensioni geopolitiche restano tuttavia un elemento di rischio per l'offerta.
Oro in calo, attenzione a rendimenti e Fed
Anche l'oro apre la settimana in territorio negativo. Il Gold spot viene scambiato intorno a 4.352,85 dollari l'oncia, in calo dello 0,59%, mentre i futures Comex con consegna dicembre arretrano dello 0,74% a circa 4.392 dollari.
La pressione sul metallo prezioso arriva in un contesto caratterizzato da rendimenti obbligazionari ancora elevati e da aspettative di una politica monetaria restrittiva più a lungo. Gli investitori continuano a valutare gli effetti del recente rialzo dei tassi della Federal Reserve, mentre il petrolio resta il principale elemento di incertezza per l'inflazione globale.
Andrea Pelucchi
UCapital Asset Management LLP o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
Registrati gratis per fare domande all’AI su questo articolo.
Multipli, bilanci, sentiment e rischi in 60 secondi, con i dati live.
