Petrolio sotto pressione da esportazioni regionali. Oro in calo tra dollaro e Treasury

Petrolio in calo, Brent intorno ai 100 dollari
Il petrolio torna sotto pressione nella seduta di martedì, dopo il forte calo registrato nella giornata precedente. Il Brent scende fino a circa 99,49 dollari al barile, mentre il WTI arretra intorno a 88,43 dollari. A pesare sulle quotazioni sono soprattutto l'aumento delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente e la decisione dei Paesi del G7 di procedere con il rilascio di riserve strategiche.
I flussi di petrolio provenienti dal Golfo, escluso l'Iran, hanno recuperato oltre l'81% dei livelli precedenti alla guerra nel mese di settembre. Il mercato resta tuttavia particolarmente sensibile agli sviluppi geopolitici: gli attacchi degli Houthi contro obiettivi sauditi e i rischi legati alle rotte commerciali del Golfo continuano infatti a rappresentare un potenziale fattore di sostegno per i prezzi.
Oro sotto pressione tra dollaro e Treasury
Sul mercato dei metalli preziosi, l'oro spot scende dello 0,4% a circa 4.121,75 dollari l'oncia. La pressione arriva dal rafforzamento del dollaro e soprattutto dall'aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi, con il decennale che si mantiene oltre il 5,3%, ai massimi dal 2002.
Il movimento dell'oro si inserisce in un quadro particolare: da una parte il mercato ha ridotto nettamente le aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a ottobre dopo i dati sul lavoro più deboli delle attese, dall'altra l'aumento dei rendimenti reali e la forza del dollaro rendono meno conveniente detenere il metallo prezioso. Gli investitori continuano quindi a monitorare contemporaneamente inflazione, politica monetaria e rischi geopolitici.
Andrea Pelucchi
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