Petrolio in calo dopo l'accordo USA-Russia sul diesel: WTI a 90,42 dollari
L'intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin per la fornitura di diesel russo al mercato americano e globale pesa sui prezzi del greggio, ma gli analisti dubitano che i volumi concordati possano cambiare gli equilibri dell'offerta mondiale.

- 01Il Brent è sceso dell'1,36% a 103,35 dollari al barile il 12 ottobre 2026, il WTI dell'1,60% a 90,42 dollari.
- 02Trump ha annunciato la fornitura immediata di oltre 300.000 tonnellate di diesel russo, con volumi crescenti fino a 3 milioni di tonnellate al mese.
- 03Il Tesoro USA ha sospeso temporaneamente le sanzioni sul diesel russo tramite una licenza generale OFAC, valida fino al 7 aprile 2027.
- 04Gli analisti avvertono che i volumi totali annunciati equivalgono a circa 12 ore di consumo globale e non sposteranno in modo significativo i prezzi al consumo.
Il Crude Oil Brent è sceso dell'1,36% a 103,35 dollari al barile e il Crude Oil WTI dell'1,60% a 90,42 dollari nella mattinata del 12 ottobre 2026, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per la fornitura di diesel russo al mercato americano e globale, alimentando aspettative di un aumento dell'offerta.
L'intesa segna una svolta significativa nella politica energetica di Washington verso Mosca: per la prima volta dall'inizio della guerra in Ucraina, gli Stati Uniti sospendono le sanzioni sul diesel russo, aprendo un canale di approvvigionamento che potrebbe ridisegnare i flussi commerciali del mercato energetico globale — almeno nelle intenzioni della Casa Bianca. Gli investitori, tuttavia, restano cauti: il Brent si mantiene sopra i 100 dollari, con le tensioni in Medio Oriente a fare da contrappeso.
Cosa è successo
Donald Trump ha annunciato l'accordo sul suo social Truth Social dopo una telefonata con Vladimir Putin, dichiarando che la Russia avrebbe fornito immediatamente oltre 300.000 tonnellate di diesel al mercato americano e globale, seguite da 500.000 tonnellate a novembre e da un milione di tonnellate subito dopo. Trump ha aggiunto che, in base alla capacità delle raffinerie russe, Mosca consegnerà ulteriori 3 milioni di tonnellate "in tempi brevi".
Putin ha confermato la disponibilità russa a fornire petrolio e prodotti petroliferi ai mercati americani e mondiali, senza specificare i volumi. Il vicepremier russo Alexander Novak ha precisato che Mosca è pronta a esportare 300.000 tonnellate già a ottobre, 500.000 a novembre e un milione a dicembre, con una prospettiva di arrivare a tre milioni di tonnellate al mese.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha formalizzato l'intesa emettendo con effetto immediato una licenza generale temporanea dell'Office of Foreign Assets Control (OFAC) per consentire la fornitura di diesel russo al mercato globale, sospendendo le sanzioni fino al 7 aprile. Gli altri asset russi congelati nei conti americani restano bloccati.
Trump ha anche annunciato un "cessate il fuoco energetico" immediato tra Russia e Ucraina, invitando entrambe le parti a smettere di colpire le infrastrutture energetiche dell'avversario.
Come hanno reagito i mercati?
- Il Brent ha perso 1,42 dollari, pari all'1,36%, scendendo a 103,35 dollari al barile nella mattinata del 12 ottobre 2026.
- Il WTI ha ceduto 1,42 dollari, pari all'1,60%, a 90,42 dollari al barile nella stessa sessione.
- Il Brent si mantiene comunque sopra i 100 dollari, sostenuto dalle tensioni in corso in Medio Oriente.
- I mercati restano volatili per l'effetto combinato del conflitto in Iran, degli attacchi ai terminal petroliferi e dell'uragano Isaias.
La discesa dei prezzi riflette le aspettative di un aumento dell'offerta russa, ma la tenuta del Brent sopra quota 100 segnala che gli operatori non considerano l'accordo risolutivo per le tensioni strutturali del mercato energetico globale.
Cosa dicono gli analisti
Gli esperti sono scettici sull'impatto concreto dell'accordo sui prezzi al consumo.
Ha definito la mossa "leggermente disperata" da parte di Trump in vista delle elezioni di metà mandato.
Paul Johnson, ex direttore dell'Institute for Fiscal Studies e provost del The Queen's College di Oxford, ha sottolineato che il vero problema per i prezzi del diesel non è il conflitto russo-ucraino ma la guerra in Medio Oriente: "Ciò che farebbe davvero la differenza è risolvere la situazione con l'Iran. Trump ha creato questo problema da solo."
Lo stesso analista che ha quantificato i volumi in 12 ore di consumo globale ha tuttavia precisato che il cessate il fuoco energetico potrebbe avere un effetto più significativo, anche se la riparazione delle raffinerie russe danneggiate dagli attacchi ucraini richiederebbe comunque diversi mesi.
Il contesto geopolitico e le reazioni internazionali
L'accordo ha scatenato reazioni durissime da parte di Kiev e degli alleati europei. Zelensky ha poi indicato che gli attacchi russi su Zaporizhzhia e Kyiv erano proseguiti nonostante l'annuncio del cessate il fuoco energetico.
I ministri degli Esteri dell'Unione Europea si preparavano ad approvare il più ampio pacchetto di sanzioni contro Mosca dall'inizio dell'invasione su larga scala.
Anche all'interno del Partito Repubblicano l'accordo ha suscitato critiche. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026. Quattro senatori repubblicani — Susan Collins, Lisa Murkowski, Thom Tillis e John Curti — insieme a tre democratici hanno emesso una dichiarazione congiunta chiedendo all'amministrazione di "invertire immediatamente la rotta".
Perché conta
Il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti si attesta a 6,28 dollari al gallone al 12 ottobre 2026, in calo rispetto al record di 6,53 dollari registrato a fine settembre, secondo i dati dell'American Automobile Association (AAA). L'impennata dei prezzi, alimentata dalla guerra in Iran scoppiata a febbraio e dagli attacchi alle infrastrutture energetiche in Arabia Saudita, ha pesato sull'inflazione e sul consenso popolare verso i Repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato.
Per il mercato energetico globale, l'accordo introduce una variabile nuova: la Russia, che aveva imposto un divieto alle esportazioni di diesel dopo gli attacchi ucraini alle raffinerie, torna parzialmente sul mercato internazionale. Il vicepremier Novak ha annunciato l'avvio immediato della revoca delle restrizioni russe sulle esportazioni, in anticipo rispetto ai tempi previsti. Tuttavia, la capacità produttiva delle raffinerie russe rimane incerta dopo i danni subiti, e gli analisti avvertono che i volumi effettivi potrebbero essere inferiori a quelli promessi.
Cosa guardare adesso
- Ottobre 2026: prima consegna di 300.000 tonnellate di diesel russo al mercato americano e globale, come concordato tra Trump e Putin.
- Novembre 2026: seconda tranche da 500.000 tonnellate; verifica della capacità operativa delle raffinerie russe.
- 7 aprile 2027: scadenza della licenza temporanea OFAC che sospende le sanzioni sul diesel russo — eventuale rinnovo o revoca sarà un catalizzatore chiave per i prezzi.
- Elezioni di metà mandato USA: l'impatto dell'accordo sui prezzi alla pompa sarà un indicatore politico cruciale per i Repubblicani.
- Sviluppi in Medio Oriente: l'evoluzione del conflitto in Iran e i negoziati tra Arabia Saudita e Houthi restano i principali fattori di rischio al rialzo per il Brent.
- Posizione OPEC+: le decisioni del gruppo sul livello di produzione in risposta all'aumento dell'offerta russa saranno determinanti per l'equilibrio del mercato energetico globale.
Fonti:abc.net.aubbc.comtg24.sky.itnpr.orgeconomictimes.indiatimes.compolitico.comcnbc.comeconomictimes.indiatimes.com
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