Bancari italiani sotto i riflettori: MPS e Intesa Sanpaolo al centro della battaglia OPA
Nella seduta del 12 ottobre il settore bancario italiano è dominato dallo scontro tra Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena, con l'offerta da 35 miliardi di euro che si avvicina alla fase decisiva dopo il via libera del principale azionista.

- 01Intesa Sanpaolo (ISP.MI) ha migliorato la propria offerta su MPS il 3 ottobre, aggiungendo 800 milioni di euro in contanti per i soci che rifiutino il piano difensivo di MPS.
- 02Delfin Sarl, principale azionista di Monte dei Paschi di Siena (BMDPF), ha accettato l'offerta migliorata di Intesa Sanpaolo, avvicinando la banca alla conquista del target.
- 03Il 29 ottobre si terrà l'assemblea degli azionisti di MPS, chiamata a votare le acquisizioni difensive su Banco BPM e Banca Generali; Intesa ha avvertito che la propria offerta decadrà se queste
- 04Il governo italiano, tramite il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, ha annunciato l'astensione dal voto assembleare di MPS sulle mosse difensive contro Intesa Sanpaolo.
Il settore bancario italiano è al centro dell'attenzione nella seduta del 12 ottobre 2026, con Intesa Sanpaolo (ISP.MI) e Monte dei Paschi di Siena (BMDPF) protagoniste di una delle più complesse battaglie di acquisizione nella storia del credito europeo, dopo che il principale azionista di MPS ha aderito all'offerta da 35 miliardi di euro lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina.
La posta in gioco va ben oltre i due istituti: l'esito dell'OPA ridisegnerà gli equilibri del settore bancario italiano, con ricadute dirette sul FTSE MIB (INDEX:FTSEMIB) — dove i titoli finanziari pesano in modo significativo — e sull'intera architettura del credito domestico, in un momento in cui la Borsa Italiana segue con attenzione ogni sviluppo della vicenda.
Cosa è successo
Il 3 ottobre 2026, Intesa Sanpaolo ha alzato la propria offerta su Monte dei Paschi di Siena, aggiungendo 800 milioni di euro (circa 900 milioni di dollari) in contanti per gli azionisti che rifiutino il piano difensivo proposto dal management di MPS. Contestualmente, la banca ha avvertito che l'intera offerta decadrà qualora i soci di MPS approvino le acquisizioni difensive su Banco BPM e Banca Generali nell'assemblea convocata per il 29 ottobre 2026.
Pochi giorni dopo, il 4-5 ottobre, è arrivata la svolta: Delfin Sarl, il principale azionista di MPS, ha comunicato di accettare l'offerta migliorata di Intesa Sanpaolo. L'adesione del socio di riferimento rappresenta un passo decisivo verso il successo dell'operazione, che ora dipende in larga misura dall'esito del voto assembleare di fine mese.
Il contesto: una difesa a due fronti
Monte dei Paschi di Siena ha costruito una strategia difensiva articolata su due offerte pubbliche d'acquisto parallele: una su Banco BPM e una su Banca Generali. Il 14 settembre 2026, MPS aveva dichiarato che queste offerte non potranno essere revocate nemmeno se Intesa Sanpaolo dovesse acquisire il controllo dell'istituto senese, una posizione che ha complicato ulteriormente il quadro negoziale.
Il CEO di MPS Luigi Lovaglio ha esortato gli investitori ad approvare il piano difensivo anche qualora intendano poi aderire all'offerta di Intesa, sostenendo che le due scelte non siano necessariamente incompatibili. Intesa, tuttavia, ha chiarito che l'approvazione delle acquisizioni difensive farebbe decadere automaticamente la propria proposta.
Sul fronte istituzionale, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato il 23 settembre 2026 che il governo italiano si asterrà dal voto nell'assemblea di MPS convocata per deliberare sulle mosse difensive. La posizione di neutralità di Roma — che detiene ancora una quota nel capitale di MPS — lascia campo aperto agli azionisti privati e aumenta il peso della decisione di Delfin.
Il profilo finanziario dei due istituti
Intesa Sanpaolo ha riportato nell'ultimo trimestre un utile per azione di 0,16 euro, superiore alla stima di consenso di 0,14 euro, con ricavi a 7,38 miliardi contro attese per 6,97 miliardi. Il titolo tratta a un rapporto prezzo/utili trailing di 10,92 volte; il prossimo aggiornamento sui conti è atteso per il 30 ottobre 2026.
- ISP.MI – EPS ultimo trimestre: 0,16 euro (stima: 0,14 euro)
- ISP.MI – Ricavi ultimo trimestre: 7,38 miliardi (stima: 6,97 miliardi)
- ISP.MI – P/E trailing: 10,92x
- BMDPF – EPS ultimo trimestre: 0,42 euro
- BMDPF – Ricavi ultimo trimestre: 4,51 miliardi (stima: 2,3 miliardi)
- BMDPF – P/E trailing: 8,13x; forward P/E: 22,37x
Monte dei Paschi di Siena ha sorpreso con ricavi a 4,51 miliardi, quasi il doppio della stima di consenso di 2,3 miliardi, e un EPS di 0,42 euro. Il P/E trailing di 8,13 volte riflette la valutazione compressa tipica di un istituto in fase di ristrutturazione, mentre il forward P/E a 22,37 volte incorpora le aspettative legate all'esito dell'operazione straordinaria.
Il fattore rischio: la truffa AI su Fideuram
A complicare il quadro per Intesa Sanpaolo è emersa, il 25 settembre 2026, la notizia di una frode da 95 milioni di euro (circa 108 milioni di dollari) subita da Fideuram, il braccio di private banking del gruppo. Secondo due fonti a conoscenza della vicenda, truffatori hanno utilizzato l'intelligenza artificiale per impersonare dirigenti senior dell'istituto, sottraendo la somma con tecniche di ingegneria sociale avanzata.
L'episodio solleva interrogativi sui presidi di sicurezza informatica del gruppo in un momento in cui Intesa è impegnata in una delle operazioni di M&A più complesse del decennio, e potrebbe alimentare cautela tra gli investitori in attesa dei risultati del terzo trimestre.
Perché conta
L'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena da parte di Intesa Sanpaolo creerebbe un campione bancario italiano di dimensioni inedite, con implicazioni profonde per la concorrenza nel credito al dettaglio, nella gestione patrimoniale e nel corporate banking. Il consolidamento del settore bancario italiano è osservato con attenzione anche a livello europeo, in un contesto in cui la Banca Centrale Europea ha più volte indicato la necessità di istituti più grandi e capitalizzati per competere a livello continentale.
Per il FTSE MIB, l'esito dell'OPA avrà un impatto diretto sulla composizione e sulla capitalizzazione dell'indice, dato il peso combinato dei due titoli. La Borsa Italiana monitora una vicenda che potrebbe ridefinire la geografia del credito domestico per i prossimi anni, con effetti a cascata su istituti come Banco BPM e Banca Generali, anch'essi coinvolti nelle offerte difensive di MPS.
Cosa guardare adesso
I prossimi appuntamenti chiave sono ravvicinati e ad alto impatto:
- 29 ottobre 2026 – Assemblea degli azionisti di MPS: il voto sulle acquisizioni difensive (Banco BPM e Banca Generali) determinerà se l'offerta di Intesa Sanpaolo resterà in piedi o decadrà automaticamente.
- 30 ottobre 2026 – Risultati trimestrali di Intesa Sanpaolo (ISP.MI): il prossimo aggiornamento sui conti del gruppo fornirà indicazioni sulla solidità finanziaria dell'acquirente e sulla sua capacità di sostenere l'operazione.
- Adesioni all'OPA: dopo il via libera di Delfin Sarl, l'attenzione si sposta sugli altri soci rilevanti di MPS e sulla percentuale complessiva di adesione all'offerta migliorata.
- Posizione del governo italiano: l'astensione annunciata da Giorgetti lascia aperta la possibilità di un intervento successivo; eventuali dichiarazioni del Ministero dell'Economia saranno monitorate con attenzione.
Fonti:UCapital Markets (ucapital.com)UCapital Markets (ucapital.com)reuters.comlivemint.comreuters.comlivemint.comreuters.comreuters.comreuters.comreuters.com
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