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Le parole di Donald Trump tingono le borse di rosso: il petrolio continua a correre

Le parole di Donald Trump pesano ancora una volta sui mercati. I principali indici europei hanno registrato un netto calo in seguito al discorso del Presidente degli Stati…

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di Benedetta ZimoneRedazione UCapital News2 min
Le parole di Donald Trump tingono le borse di rosso: il petrolio continua a correre

Le parole di Donald Trump pesano ancora una volta sui mercati. I principali indici europei hanno registrato un netto calo in seguito al discorso del Presidente degli Stati Uniti, avvenuto nella notte intorno alle 3 (orario europeo). Il tycoon non ha rilasciato neanche questa volta dichiarazioni rassicuranti sull’andamento del conflitto, tornando invece a utilizzare toni minacciosi nei confronti del nemico, alimentando così l’incertezza tra gli investitori.


I dati degli Indici principali


Gli indici europei nella seduta considerata, i principali indici europei hanno registrato una performance negativa diffusa, riflettendo un clima di cautela tra gli investitori. Più precisamente, Il CAC 40 ha perso lo 0,88%, mentre il FTSE MIB ha segnato un calo più marcato dello 0,95%, evidenziando una maggiore debolezza del mercato italiano. Più contenuta la flessione del FTSE 100 (-0,13%), che ha mostrato una relativa resilienza rispetto agli altri listini. In Germania, il DAX ha subito la perdita più significativa (-1,38%), indicando possibili pressioni sui titoli industriali, mentre l’IBEX 35 ha ceduto lo 0,99%. Infine, l’STOXX Europe 600, che rappresenta un ampio paniere europeo, è sceso dello 0,92%, confermando un trend ribassista generalizzato nei mercati del continente.


Le parole di Trump


"La guerra finirà tra due o tre settimane", ha dichiarato il coinquilino della Casa Bianca, lasciando però scettici gli investitori, che hanno già sentito pronunciare questa frase più volte senza assistere a risultati concreti. Inoltre, «Colpiremo Teheran con forza e la riporteremo all’età della pietra», ha ribadito, facendo conseguentemente schizzare i prezzi del petrolio. Non hanno inoltre contribuito a rasserenare i mercati le parole minacciose sui probabili attacchi agli impianti energetici."


Il rally petrolifero


Ergo, il West Texas Intermediate crude è balzato immediatamente di circa il 6%, arrivando a 106 dollari al barile, mentre il Brent crude ha registrato un incremento ancora più marcato, pari al 6,5%, raggiungendo quota 107,78 dollari al barile. Questo forte rialzo delle quotazioni petrolifere ha favorito i titoli del settore energetico, che tendono a beneficiare direttamente dell’aumento dei prezzi delle materie prime.


In particolare, tra le principali società europee spicca Eni, che ha segnato un progresso del 3,76%. Bene anche la britannica Shell, in rialzo del 3,01%, e la francese TotalEnergies, che è salita del 2,36%. Nel complesso, il comparto energetico si conferma tra i più reattivi in contesti di tensioni geopolitiche, dove l’offerta di petrolio risulta incerta e i prezzi tendono a salire rapidamente.

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