BREAKING LIVE Tutte le breaking →
Notizia

Franklin Templeton: crisi debito Europa peggiore della Grecia, spread OAT-Bund a 154

Sonal Desai avverte sui rischi per i conti pubblici europei, con la Francia al centro. Lo spread OAT-Bund sale a 154 punti base, il massimo da inizio ottobre.

di alessandro platerotiRedazione UCapital News6 min di lettura
Franklin Templeton: crisi debito Europa peggiore della Grecia, spread OAT-Bund a 154
PUNTI CHIAVE
  1. 01Lo spread tra OAT francesi e Bund decennali tedeschi sale a 154 punti base, massimo da inizio ottobre
  2. 02Sonal Desai: il debito francese è oltre dieci volte quello che aveva la Grecia
  3. 03Olli Rehn (BCE) ribadisce che tutti i Paesi, Francia compresa, devono controllare i disavanzi
  4. 04Scott Bessent non si aspetta effetti di contagio sugli altri mercati obbligazionari

Allarme di Franklin Templeton: «Una nuova crisi del debito in Europa potrebbe essere peggiore di quella greca». Francia sotto pressione

Sonal Desai, responsabile degli investimenti obbligazionari del gruppo americano, avverte sui rischi legati al deterioramento dei conti pubblici europei. Il differenziale tra i titoli di Stato francesi e tedeschi sale a 154 punti base, ai massimi da inizio ottobre. Sullo sfondo, i dubbi sulla tenuta della cooperazione politica nell’Eurozona e sulla capacità di gestire una nuova emergenza finanziaria.

Una nuova crisi del debito sovrano nell’Eurozona potrebbe essere più difficile da contenere rispetto a quella che ha travolto la Grecia oltre un decennio fa. A lanciare l’allarme è Sonal Desai, responsabile degli investimenti obbligazionari di Franklin Templeton, secondo cui il deterioramento delle finanze pubbliche europee rischia di innescare una nuova fase di turbolenza sui mercati, con la Francia al centro delle preoccupazioni.

«La Francia ha un debito più di dieci volte superiore a quello che aveva la Grecia», ha dichiarato Desai durante un webinar. «Un semplice salvataggio finanziario non è un’opzione sul tavolo».

Il rischio, secondo la dirigente, è che l’Europa non sia preparata a una seconda crisi del debito sovrano. «Non credo che qualcuno sia davvero pronto per una versione 2.0 della crisi del debito dell’Eurozona», ha aggiunto, avvertendo che un’eventuale nuova emergenza potrebbe rivelarsi «significativamente peggiore» della precedente.

Desai invita quindi gli investitori a non sottovalutare il rischio di una forte volatilità sui mercati obbligazionari governativi europei. Franklin Templeton, ha spiegato, mantiene un’esposizione orientata a titoli con scadenze più brevi in Italia e Francia, mentre privilegia investimenti a più lunga durata sul debito spagnolo e tedesco.

La Francia paga sempre di più per finanziarsi

Le preoccupazioni degli investitori trovano riscontro nell’andamento del mercato obbligazionario francese. I rendimenti richiesti per acquistare i titoli di Stato di Parigi sono aumentati, segnalando una maggiore cautela nei confronti della sostenibilità del debito pubblico.

Il differenziale tra il rendimento dei titoli decennali francesi e quello dei Bund tedeschi ha raggiunto 154 punti base, il livello più alto dall’inizio di ottobre. Lo spread rappresenta il premio aggiuntivo richiesto dagli investitori per detenere debito francese anziché tedesco, considerato un riferimento di sicurezza nell’area euro.

L’allargamento del differenziale riflette le preoccupazioni per l’elevato indebitamento della Francia e per le difficoltà politiche nel mettere sotto controllo il disavanzo pubblico.

«I mercati obbligazionari oggi hanno molte più alternative nella scelta di dove allocare i capitali», ha osservato Karen Ward, responsabile della strategia di mercato per l’area EMEA di JPMorgan Asset Management. La pressione sulla Francia, ha spiegato, mostra come gli investitori possano orientarsi verso altri emittenti quando ritengono che il rapporto tra rischio e rendimento non sia più sufficientemente favorevole.

Perché un’eventuale crisi francese sarebbe diversa da quella greca

Il paragone con la Grecia mette in evidenza una differenza fondamentale: le dimensioni dell’economia e del debito coinvolti.

La crisi greca aveva richiesto programmi internazionali di assistenza finanziaria, misure di austerità e un intervento coordinato delle istituzioni europee e del Fondo monetario internazionale. La Francia, invece, è una delle maggiori economie dell’Unione europea e dell’Eurozona, oltre a essere uno dei principali emittenti di titoli di Stato del continente.

Un’eventuale crisi di fiducia sul debito francese avrebbe quindi conseguenze potenzialmente molto più ampie sui mercati finanziari europei. La quantità di titoli da rifinanziare e il peso della Francia nel sistema economico e finanziario dell’Unione renderebbero più complessa qualsiasi operazione di sostegno.

Anche la possibilità di trovare un accordo politico tra i governi europei potrebbe diventare determinante. Jens Nordvig, presidente e cofondatore di Vanda, ha avvertito che lo spread francese potrebbe ampliarsi ulteriormente, sottolineando come la coesione politica e la cooperazione necessarie a far funzionare i meccanismi di salvataggio europei siano sottoposte a pressioni crescenti.

La BCE richiama Parigi al rigore sui conti pubblici

Nel dibattito entra anche la Banca centrale europea. Olli Rehn, membro del Consiglio direttivo della BCE, ha ribadito che tutti i Paesi dell’Eurozona, Francia compresa, devono riportare sotto controllo i disavanzi pubblici per garantire la sostenibilità del debito.

Il richiamo segnala che la stabilità finanziaria europea continua a dipendere anche dalla capacità dei governi di rispettare percorsi credibili di risanamento dei conti pubblici.

L’eventualità di un intervento della BCE resta uno degli elementi osservati dagli operatori. Tuttavia, un sostegno monetario non può essere considerato automatico: la sua disponibilità dipenderebbe dalle condizioni previste dagli strumenti dell’istituto e dalla valutazione dei rischi per la stabilità dell’area euro.

Il nodo è quindi duplice: da un lato la capacità della Francia di ridurre il deficit, dall’altro la disponibilità delle istituzioni europee a intervenire qualora le tensioni sui mercati diventassero più gravi.

Washington esclude, per ora, il rischio contagio

Da Washington arriva una valutazione più rassicurante. Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha dichiarato di non prevedere un contagio della situazione francese agli altri mercati obbligazionari.

«Non mi aspetto un effetto di propagazione da quello che sta accadendo in Francia», ha affermato Bessent sulla piattaforma conservatrice 2Way, aggiungendo di considerare di alto livello la squadra economica del presidente Emmanuel Macron.

La posizione americana contrasta con gli avvertimenti di Franklin Templeton e di altri operatori finanziari, ma mette in luce una distinzione importante: l’aumento dello spread francese è un segnale di tensione, non la prova che una nuova crisi sistemica sia già inevitabile.

Il vero banco di prova: tagliare il deficit

Per la Francia, la priorità resta la riduzione del disavanzo pubblico. Il percorso potrebbe richiedere tagli alla spesa, comprese alcune voci del welfare, oppure interventi sulle entrate fiscali. Qualsiasi correzione, tuttavia, rischia di incontrare resistenze sociali e politiche in un Paese già attraversato da profonde divisioni sul bilancio e sulle riforme economiche.

È proprio qui che si concentra il rischio: non soltanto nella dimensione del debito, ma nella capacità del governo di ottenere il consenso necessario per correggere i conti pubblici senza alimentare ulteriori tensioni.

Per i mercati, la questione decisiva sarà la credibilità del percorso di risanamento. Se gli investitori riterranno che la Francia non sia in grado di stabilizzare il debito, potrebbero chiedere rendimenti sempre più elevati, aumentando a loro volta il costo del finanziamento dello Stato.

Il pericolo per l’Europa è che una crisi di fiducia in uno dei suoi maggiori Paesi riapra il dibattito sulla solidità dell’unione monetaria e sulla capacità delle istituzioni comuni di gestire un’emergenza. Per ora, lo spread resta un indicatore di mercato da monitorare. Ma l’avvertimento di Franklin Templeton è chiaro: in un’Eurozona con un debito pubblico elevato e una cooperazione politica sotto pressione, una nuova crisi potrebbe risultare molto più difficile da affrontare di quella greca.

franklin templetonsonal desaispread oat-bundbund tedesco a 10 annibceolli rehnscott bessent
DISCLOSURE

UCapital Asset Management LLP o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.

✦ Chiedi all’AI su questo articolo

Registrati gratis per fare domande all’AI su questo articolo.

Analizza i mercati con gli agenti AI di UCapital

Multipli, bilanci, sentiment e rischi in 60 secondi, con i dati live.

Apri Mercati →

Policy sull’uso dell’AI. UCapital AI supporta la redazione nell’analisi delle notizie, nei riassunti, nelle reazioni di mercato, nelle traduzioni e nella generazione di card e grafici. I contenuti prodotti o assistiti dall’AI sono indicati nella firma (AI Desk, profilo AI con un nome proprio contrassegnato «AI», o firma mista) e sono sottoposti a supervisione editoriale prima della pubblicazione. Le notizie ricevute da feed API di provider terzi sono attribuite alla fonte originale. L’AI può commettere errori: segnalaci eventuali inesattezze scrivendo alla redazione. I dati personali degli utenti non vengono usati per addestrare i modelli.