Economia Europa : Il crollo dell'auto tedesca
Volkswagen chiude il terzo trimestre 2026 in perdita di 5,9 miliardi, mentre l'utile netto di Audi cala dell'87%. Pesano la concorrenza cinese, i dazi USA e una transizione elettrica difficile.

- 01Volkswagen: perdita di 5,9 miliardi nel terzo trimestre 2026, ricavi a -6,3%
- 02Audi: utile netto a 95 milioni (-87%), consegne a -19,6%, ricavi a -18,5% a 12,89 miliardi
- 03Margine operativo Audi atteso per il 2026 al 3-5%, contro il 5-7% precedente
- 04Germania-Cina: a luglio export auto a 840 milioni, import da Pechino a 880 milioni
Volkswagen e Audi: i numeri del trimestre
L’apice della crisi dell’auto tedesca sembra non essere ancora stato raggiunto e soprattutto non avere fine: le previsioni sono sempre più nere. Volkswagen nel terzo trimestre 2026 ha perso 5,9 miliardi, segnando ricavi a -6,3%. Analizzato nei 9 mesi il margine è al 3,8% con un valore di meno di 4 euro di utile netto ogni 100 euro di ricavi.
Ma questo non è niente se poi andiamo a vedere i numeri del marchio di punta del gruppo: l’Audi. Il terzo trimestre ha visto il marchio premium tedesco letteralmente collassare di un -87% dell’utile netto. Nel mercato cinese, fino a poco tempo fa roccaforte delle vendite Audi, le stesse sono crollate di quasi il 25% negli ultimi nove mesi.
La fotografia completa vede l’Audi chiudere oggi i conti a 95 milioni di utile netto con consegne totali autovetture a -19,6% e ricavi a -18,5% pari a 12,89 miliardi. Interessante vedere dove si fissa il margine operativo atteso per l’esercizio 2026 che scende al 3/5% contro il 5/7% segnato in precedenza e questo fa prevedere agli analisti stime sui ricavi a 55/59 miliardi.
Una morsa per l'industria europea
La situazione del gruppo Volkswagen ben rappresenta la fotografia delle difficoltà cui naviga tutta l’industria automobilistica UE. È stretta nella morsa tra la crescente concorrenza cinese, i dazi USA e una transizione elettrica difficile.
L’elettrico, per stare al passo con l’evoluzione tecnica, necessita di investimenti sempre più miliardari che però per contro ad oggi non riesce a fare ottenere nel breve periodo margini previsti di utili adeguati. Il punto cruciale è che l’elettrico segna una crescita costante nei volumi ma non è la stessa cosa per ciò che riguarda i relativi margini.
Il fattore Cina
Ma non sono tutte rose neppure per il mercato cinese. Le vendite di autovetture sono calate del 30% con un rischio per i posti di lavoro interni di oltre 100 mila unità. La produzione della Cina vede la conquista dell’Europa sempre più in ascesa. Il Paese del Dragone si trova attualmente nella situazione di produrre molte più auto di quelle che poi riesce a vendere in patria. Oggi la capacità produttiva di autovetture della Cina è di oltre 63 milioni.
A livello economico la situazione si complica però rispetto a pochi anni orsono, infatti oggi la produzione sforna autovetture più economiche di un quinto rispetto alla produzione del 2014 ma per contro i margini di guadagno in dodici anni sono crollati dal 9 all’odierno 3,6%. Il Governo del Dragone pur di mantenere costante il livello occupazionale e quindi anche il gettito fiscale relativo ha optato per tenere aperte le fabbriche anche con una sovra produzione relativa al mercato interno ma spingendo in modo deciso l’export.
Gli scambi tra Germania e Cina
La riprova di quanto fin qui descritto si comprende bene dal rapporto sugli scambi commerciali di autovetture esistente nel mese di luglio 2022 tra Germania e Cina. I tedeschi avevano esportato auto in Cina per 2,79 miliardi di euro, importandone per contro per 340 milioni. Nel luglio di quest’anno hanno esportato per 840 milioni ed hanno importato vetture cinesi per 880 milioni… e non è ancora finita, i conti sono ancora aperti.
UCapital24 S.p.A. o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
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