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Cina: 23 tonnellate d'oro a settembre, riserve auree ai massimi del ciclo

La People's Bank of China ha aggiunto 740.000 once d'oro a settembre 2026, portando a 23 mesi consecutivi la striscia di accumulo. Le riserve ufficiali salgono a 77,47 milioni di once.

di alessandro platerotiRedazione UCapital News6 min di lettura
Cina: 23 tonnellate d'oro a settembre, riserve auree ai massimi del ciclo
Immagine generata con AI
PUNTI CHIAVE
  1. 01La People's Bank of China ha aggiunto 740.000 once (circa 23 tonnellate) d'oro a settembre 2026, il 23° mese consecutivo di accumulo.
  2. 02Le riserve auree ufficiali cinesi hanno raggiunto 77,47 milioni di once a fine settembre 2026, secondo la State Administration of Foreign Exchange.
  3. 03L'acquisto mensile di settembre eguaglia il massimo registrato nell'attuale ciclo di accumulo.
  4. 04La PBoC ha intensificato gli acquisti nelle ultime settimane, con il prezzo dell'oro che si avvicina ai 4.000 dollari per oncia.

La People's Bank of China (PBoC) ha aggiunto 740.000 once d'oro — equivalenti a circa 23 tonnellate — alle proprie riserve nel mese di settembre 2026, prolungando a 23 mesi consecutivi la striscia di accumulo e portando le riserve ufficiali a 77,47 milioni di once, secondo i dati pubblicati mercoledì dalla State Administration of Foreign Exchange.

L'entità dell'operazione di settembre eguaglia il massimo registrato nell'attuale ciclo, segnalando che Pechino non mostra alcun segnale di rallentamento nella strategia di diversificazione delle riserve valutarie. Per i mercati globali dell'oro, la Cina rimane uno degli acquirenti istituzionali più rilevanti al mondo, e la continuità degli acquisti della banca centrale contribuisce a sostenere la domanda strutturale del metallo in un contesto di prezzi che si avvicinano alla soglia dei 4.000 dollari per oncia.

Cosa è successo

I dati pubblicati mercoledì 8 ottobre 2026 dalla State Administration of Foreign Exchange mostrano che le riserve auree della Cina sono aumentate di 740.000 once nel corso di settembre, raggiungendo un totale di 77,47 milioni di once a fine mese. Si tratta del 23° mese consecutivo in cui la PBoC ha incrementato le proprie disponibilità di oro fisico, una striscia che si avvicina ormai alla soglia dei due anni di accumulo ininterrotto.

L'incremento mensile di settembre eguaglia il volume più elevato registrato nell'intero ciclo corrente, a conferma che la banca centrale cinese ha intensificato il ritmo degli acquisti nelle fasi di debolezza delle quotazioni. La PBoC figura tra i maggiori acquirenti istituzionali di oro a livello mondiale.

Il contesto: due anni di accumulo sistematico

La striscia attuale di acquisti della PBoC affonda le radici in una strategia di lungo periodo avviata ben prima del ciclo corrente. A gennaio 2026, le riserve auree cinesi ammontavano già a 74,19 milioni di once fini, in aumento rispetto alle 74,15 milioni di once di fine dicembre 2025, con un valore complessivo salito a 369,58 miliardi di dollari da 319,45 miliardi del mese precedente, secondo i dati della PBoC di febbraio 2026.

Tra gennaio e settembre 2026, le riserve sono quindi cresciute di oltre 3,28 milioni di once, a testimonianza di un ritmo di accumulo sostenuto e coerente nel tempo. La progressione non è lineare: la banca centrale ha accelerato gli acquisti nelle fasi in cui il prezzo dell'oro ha mostrato cedimenti, come confermato dall'intensificazione registrata nei mesi più recenti con le quotazioni che si avvicinano ai 4.000 dollari per oncia.

Il dato sul consumo interno

Sul fronte della domanda interna, il quadro è più articolato. Il consumo di oro in Cina è sceso per il secondo anno consecutivo nel 2025, calando del 3,75% a 950 tonnellate metriche, secondo quanto comunicato dalla China Gold Association, organismo sostenuto dallo Stato. Tuttavia, gli acquisti di lingotti e monete — che rappresentano la domanda di bene rifugio da parte dei privati — hanno mostrato una dinamica distinta, sostenuta dall'incertezza macroeconomica globale.

De-dollarizzazione e riserve: perché la Cina punta sull'oro

La strategia di accumulo della PBoC si inserisce nel più ampio processo di de-dollarizzazione delle riserve valutarie cinesi, un obiettivo dichiarato di Pechino nel contesto delle tensioni geopolitiche e commerciali degli ultimi anni. Ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense implica diversificare verso asset che non siano emessi da una controparte sovrana, e l'oro fisico risponde a questo requisito in modo diretto.

Le riserve auree rappresentano una quota crescente del totale delle riserve valutarie cinesi, anche se la Cina mantiene ancora una posizione in titoli del Tesoro americano significativa. L'accumulo sistematico di oro fisico da parte della banca centrale segnala una preferenza strutturale per asset considerati immuni dal rischio di sanzioni finanziarie o di congelamento, una lezione che diversi osservatori hanno ricondotto alle misure adottate contro la Russia nel 2022.

Come hanno reagito i mercati?

Le quotazioni dell'oro si trovano in prossimità della soglia dei 4.000 dollari per oncia nel momento in cui vengono pubblicati i dati sulle riserve cinesi di settembre. La PBoC ha dichiaratamente intensificato gli acquisti nelle fasi di debolezza dei prezzi, un comportamento che i mercati interpretano come un segnale di domanda istituzionale strutturale piuttosto che tattica.

La continuità della striscia — 23 mesi senza interruzioni — e il fatto che il volume di settembre eguagli il massimo del ciclo corrente rafforzano la percezione che la banca centrale cinese stia operando con un mandato di lungo periodo, indipendentemente dalle oscillazioni di breve termine delle quotazioni.

  • Riserve auree PBoC a fine settembre 2026: 77,47 milioni di once
  • Incremento di settembre 2026: 740.000 once (circa 23 tonnellate), massimo del ciclo corrente
  • Mesi consecutivi di accumulo: 23
  • Riserve auree a fine gennaio 2026: 74,19 milioni di once, valore 369,58 miliardi di dollari
  • Consumo interno di oro in Cina nel 2025: 950 tonnellate metriche (–3,75% anno su anno)
  • Prezzo dell'oro: in avvicinamento ai 4.000 dollari per oncia al momento della pubblicazione dei dati

Perché conta

La Cina è tra i maggiori detentori ufficiali di oro al mondo e la continuità degli acquisti della PBoC ha implicazioni che vanno oltre i confini nazionali. Una domanda istituzionale sostenuta da parte della seconda economia mondiale contribuisce a modificare gli equilibri strutturali del mercato dell'oro, storicamente dominato da banche centrali occidentali e da fondi indicizzati.

Il processo di de-dollarizzazione, di cui l'accumulo di oro è una componente visibile, riflette un riposizionamento geopolitico ed economico di lungo periodo. Se altri grandi detentori di riserve in dollari dovessero seguire una traiettoria analoga, l'effetto cumulativo sulla domanda globale di oro e sulla composizione delle riserve internazionali potrebbe risultare rilevante nel medio termine.

Sul piano della credibilità monetaria interna, riserve auree più consistenti rafforzano la posizione della PBoC e del renminbi in un contesto in cui Pechino persegue una maggiore internazionalizzazione della propria valuta. L'oro, non soggetto al rischio di controparte, rappresenta un ancoraggio simbolico e pratico in questa strategia.

Cosa guardare adesso

I prossimi dati mensili della State Administration of Foreign Exchange — attesi per novembre 2026 — diranno se la striscia di 23 mesi si estenderà ulteriormente e se il ritmo degli acquisti rimarrà ai livelli elevati di settembre o tornerà verso la media del ciclo.

  • Dati riserve PBoC di ottobre 2026: pubblicazione attesa a inizio novembre 2026; verificheranno se la striscia raggiunge i 24 mesi consecutivi.
  • Evoluzione del prezzo dell'oro: la soglia dei 4.000 dollari per oncia è il livello tecnico e psicologico più osservato; eventuali correzioni potrebbero influenzare il ritmo degli acquisti della PBoC, che storicamente ha accelerato nelle fasi di debolezza.
  • Tensioni geopolitiche e commerciali: l'evoluzione dei rapporti tra Cina e Stati Uniti rimane il principale fattore strutturale che orienta la strategia di diversificazione delle riserve di Pechino.

Fonti:bloomberg.comreuters.comcaixinglobal.com

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