Chiusura positiva per le borse europee, con lo STOXX 600 in rialzo
Le Borse europee archiviano la seduta in territorio positivo. Lo STOXX 600 prosegue il recupero, sostenuto dal comparto sanitario e dalla discesa dei rendimenti. Il petrolio torna sotto i 100 dollari.

STOXX 600 in rialzo, healthcare protagonista
I mercati azionari europei chiudono la seduta del 6 ottobre con un nuovo rialzo, proseguendo il recupero iniziato dopo le forti perdite della scorsa settimana. Lo STOXX 600 guadagna circa lo 0,5%, dopo essere arrivato a segnare un progresso vicino all'1% nel corso della giornata, mentre gli investitori guardano con maggiore fiducia all'imminente stagione delle trimestrali. Il comparto sanitario si conferma tra i migliori, sostenuto soprattutto da Genmab, che ha registrato un forte rialzo dopo i risultati positivi di uno studio clinico condotto con AbbVie.
Il movimento positivo coinvolge anche i principali listini nazionali, con Francoforte, Milano e Londra in rialzo. A sostenere il sentiment contribuisce inoltre la stabilizzazione del mercato obbligazionario, dopo l'impennata dei rendimenti registrata nella scorsa settimana. Gli investitori iniziano a concentrarsi sui risultati societari del terzo trimestre, che potrebbero offrire nuovi elementi per valutare la solidità degli utili europei.
Bond e petrolio favoriscono il recupero
Uno dei principali elementi di sostegno arriva dal mercato dei titoli di Stato. Il rendimento del Bund decennale tedesco scende intorno al 3,44%, mentre il rendimento del decennale francese arretra dopo avere raggiunto la scorsa settimana i livelli più elevati degli ultimi anni. Anche lo spread tra Francia e Germania si riduce, pur rimanendo su livelli elevati. Restano infatti sotto osservazione i conti pubblici di Parigi e l'incertezza politica nell'Eurozona, aggravata dalla convocazione di elezioni anticipate in Spagna.
A migliorare il quadro contribuisce anche il petrolio, con il Brent tornato sotto i 100 dollari al barile. Il calo delle quotazioni energetiche riduce temporaneamente i timori legati all'inflazione e alla possibilità di una politica monetaria più restrittiva. Sullo sfondo, il mercato continua comunque a monitorare l'andamento dell'euro, vicino ai minimi di 17 mesi, e le prossime indicazioni delle banche centrali sui tassi di interesse.
Andrea Pelucchi
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