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Banche, accordo Ue per rilanciare prestiti e cartolarizzazioni

Parlamento europeo e Consiglio Ue hanno raggiunto il 21 ottobre un accordo politico provvisorio sulla riforma delle cartolarizzazioni. I testi dovranno ora essere finalizzati e approvati formalmente.

di alessandro platerotiRedazione UCapital News5 min di lettura
Banche, accordo Ue per rilanciare prestiti e cartolarizzazioni
PUNTI CHIAVE
  1. 01Accordo politico provvisorio Parlamento europeo-Consiglio Ue raggiunto il 21 ottobre
  2. 02Requisiti patrimoniali più bassi per le operazioni meno rischiose e meno oneri amministrativi
  3. 03Nuova categoria di cartolarizzazioni «resilienti» e rafforzamento del sistema STS
  4. 04I testi attendono la finalizzazione e l'approvazione formale dei co-legislatori

Securitizzazione, l’Europa accelera sulla riforma: nuove regole per liberare miliardi e rilanciare il credito

Accordo politico tra Parlamento europeo e Consiglio Ue per rivitalizzare il mercato delle cartolarizzazioni. Requisiti patrimoniali più bassi per le operazioni meno rischiose e meno oneri burocratici per le banche. L’obiettivo è aumentare i finanziamenti a famiglie, imprese e infrastrutture, rafforzando la competitività europea.

L’Unione europea prova a rimettere in moto uno dei segmenti più importanti, ma ancora poco sviluppati, dei propri mercati finanziari. Parlamento europeo e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo politico provvisorio per riformare le regole sulla cartolarizzazione, con l’obiettivo di liberare capitale bancario, sostenere nuovi finanziamenti all’economia reale e convogliare maggiori risorse verso investimenti strategici, dalla difesa alla transizione climatica.

L’intesa, raggiunta il 21 ottobre, rappresenta un passaggio importante nella strategia europea per rafforzare l’Unione del risparmio e degli investimenti. Il nuovo quadro normativo punta a superare alcuni degli ostacoli regolamentari che negli ultimi anni hanno frenato lo sviluppo del mercato, senza rinunciare alle garanzie introdotte dopo la crisi finanziaria globale del 2008. I testi legislativi dovranno ora essere finalizzati e approvati formalmente dai due co-legislatori.

Come funziona la cartolarizzazione

La cartolarizzazione consiste nel raggruppare crediti e prestiti — per esempio mutui immobiliari, finanziamenti alle imprese e prestiti al consumo — e trasformarli in titoli negoziabili acquistabili dagli investitori istituzionali.

Per le banche, questo meccanismo può consentire di trasferire una parte dei rischi connessi ai crediti e liberare risorse patrimoniali da destinare a nuovi prestiti. Per gli investitori, invece, offre accesso a strumenti finanziari legati ai flussi di rimborso dei finanziamenti sottostanti.

Il problema europeo è che il mercato è rimasto relativamente poco sviluppato rispetto alle sue potenzialità. Le regole introdotte dopo la crisi dei mutui subprime hanno rafforzato trasparenza e tutela degli investitori, ma hanno anche aumentato gli adempimenti e i costi operativi, contribuendo a rendere meno conveniente l’emissione e l’acquisto di questi strumenti.

La Commissione europea aveva presentato il pacchetto di riforma nel giugno 2025, con l’intento di semplificare il quadro normativo e rendere più proporzionati i requisiti patrimoniali rispetto ai rischi effettivi delle operazioni.

Requisiti patrimoniali più leggeri per le operazioni sicure

Il cuore dell’accordo è la revisione dei requisiti patrimoniali applicati alle cartolarizzazioni. Le operazioni considerate meno rischiose e strutturate secondo criteri rigorosi potranno beneficiare di requisiti di capitale significativamente inferiori, mentre resteranno più stringenti le regole per le esposizioni maggiormente rischiose.

Tra le novità figura una nuova categoria di cartolarizzazioni definite «resilienti», destinata a incentivare le operazioni caratterizzate da una struttura solida. La riforma rafforza inoltre il sistema delle cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate, note con la sigla STS, che mira a facilitare la valutazione dei rischi da parte degli investitori.

L’intesa prevede anche una riduzione degli oneri amministrativi, una revisione dei limiti agli investimenti per alcuni fondi comuni europei e misure per favorire l’integrazione transfrontaliera dei mercati. Sono inoltre previsti interventi sul ruolo delle compagnie assicurative e riassicurative nelle cartolarizzazioni sintetiche, nelle quali il trasferimento del rischio di credito avviene senza necessariamente vendere i prestiti sottostanti.

Più credito a famiglie, imprese e infrastrutture

L’obiettivo economico è trasformare la riforma finanziaria in maggiore capacità di finanziamento. Liberando una parte del capitale oggi assorbito dalle esposizioni cartolarizzate, le banche potrebbero disporre di più spazio per concedere prestiti a famiglie e aziende, comprese le piccole e medie imprese, che rappresentano una componente essenziale del tessuto produttivo europeo.

Un mercato più sviluppato potrebbe contribuire anche al finanziamento di infrastrutture, progetti energetici e investimenti legati alla digitalizzazione e alla sicurezza europea. La cartolarizzazione consentirebbe inoltre di ampliare la platea degli investitori che partecipano al finanziamento dell’economia, riducendo la dipendenza dal tradizionale canale bancario.

La riforma si inserisce nella strategia europea per l’Unione del risparmio e degli investimenti, che mira a rendere più efficiente il collegamento tra il risparmio disponibile nell’Ue e le esigenze di finanziamento delle imprese. Il rilancio delle cartolarizzazioni è stato indicato anche nei rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi come uno degli strumenti per rafforzare la capacità di credito delle banche e la competitività del continente.

Il nodo dei rischi: evitare gli errori del passato

La liberalizzazione delle regole non è priva di rischi. La crisi finanziaria del 2008 ha mostrato come prodotti cartolarizzati complessi, valutazioni inadeguate del merito creditizio e un’eccessiva dispersione dei rischi possano amplificare le perdite e trasmettere le tensioni da un segmento del sistema finanziario all’intero mercato.

Per questo Bruxelles punta a distinguere con maggiore precisione le operazioni solide da quelle più rischiose, mantenendo requisiti prudenziali più elevati dove necessario. La sfida sarà trovare un equilibrio tra semplificazione normativa, protezione degli investitori e stabilità finanziaria.

Resta inoltre da verificare quanto capitale aggiuntivo sarà effettivamente liberato e in quale misura si tradurrà in nuovi prestiti. Una riduzione dei vincoli regolamentari, da sola, non garantisce un aumento del credito: conteranno anche la domanda di finanziamenti, il costo del denaro, la qualità dei debitori e la disponibilità degli investitori ad acquistare i titoli.

Una prova per la competitività europea

L’accordo sulla cartolarizzazione è un tassello della più ampia strategia con cui l’Unione europea cerca di mobilitare risorse private per sostenere crescita, innovazione e autonomia economica. Il divario con gli Stati Uniti nello sviluppo dei mercati dei capitali resta una delle questioni centrali del dibattito sulla competitività europea.

La riforma punta quindi a rendere più conveniente per le banche trasformare i prestiti in strumenti negoziabili e per gli investitori finanziare l’economia attraverso questi prodotti. Il risultato, tuttavia, dipenderà dall’attuazione concreta delle nuove regole e dalla capacità degli istituti di utilizzare il capitale liberato per sostenere l’attività produttiva.

Il passaggio politico è stato compiuto, ma il mercato attende ora i testi definitivi e la loro applicazione. Solo allora sarà possibile valutare se la riforma riuscirà davvero a mobilitare nuovi capitali su larga scala e a ridurre uno dei limiti strutturali del sistema finanziario europeo.

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