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NAZA, record di applausi a Venezia. 25 minuti di standing ovation

Il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor conquista il pubblico della Mostra e supera il precedente record de La voce di Hind…

di Andrea PelucchiRedazione UCapital News2 min
NAZA, record di applausi a Venezia. 25 minuti di standing ovation

NAZA conquista Venezia 83

È uno dei momenti più intensi della 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Al termine della proiezione di NAZA, il documentario diretto dai giornalisti e filmmaker israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, il pubblico della Sala Grande ha tributato al film una standing ovation durata circa 25 minuti. Un'accoglienza straordinaria che ha permesso all'opera di stabilire un nuovo record nella storia della Mostra, superando i 23 minuti di applausi ricevuti nel 2025 da La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania.


Presentato in Concorso a Venezia 83, NAZA è un documentario della durata di 80 minuti prodotto da The Guardian e JW Films. Il film nasce dall'inchiesta condotta da Abraham e Szor sui sistemi alla base delle operazioni israeliane a Gaza e raccoglie testimonianze anonime di membri dell'intelligence e dell'esercito israeliano. Il documentario, girato soprattutto sui tetti di Tel Aviv, mette in relazione la normalità della vita quotidiana israeliana con la devastazione provocata dal conflitto.


Un film tra cinema, inchiesta e memoria

Il titolo NAZA fa riferimento a un termine utilizzato all'interno dell'apparato militare israeliano per indicare il numero previsto di vittime civili collaterali associato a un'operazione. Attraverso le testimonianze raccolte, il documentario porta sullo schermo una riflessione sui sistemi di identificazione e selezione degli obiettivi e sull'impiego di strumenti tecnologici e sistemi assistiti dall'intelligenza artificiale nelle operazioni militari.


La scelta dei due registi è anche quella di interrogarsi sulla responsabilità e sulla disumanizzazione. Nella dichiarazione ufficiale pubblicata dalla Biennale, Abraham e Szor spiegano di aver realizzato il film per analizzare, dalla prospettiva di due cittadini israeliani, i meccanismi che hanno portato all'uccisione di massa di civili palestinesi. Un approccio che porta NAZA oltre il semplice reportage giornalistico, mettendo in primo piano i silenzi e ciò che rimane fuori dalle parole.


Il record che riscrive la storia del Festival

Questa standing ovation che ha già riscritto la storia del Festival, fotografa la straordinaria reazione emotiva suscitata dal documentario in sala. NAZA ha trasformato la proiezione in un momento collettivo di confronto su una delle questioni più drammatiche e controverse del presente, confermando ancora una volta il ruolo del cinema documentario come strumento capace di entrare nel dibattito pubblico nonché la sua potenza emotiva ed evocativa quando rappresenta la realtà senza filtri e senza effetti. Il film resta ora in corsa per il Leone d'Oro, che sarà assegnato al termine della Mostra.


Andrea Pelucchi

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