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Fondo di solidarietà Ue, via libera a 489 milioni: 74,9 all'Italia per il ciclone Harry

Il Parlamento europeo ha approvato 489 milioni di euro dal Fondo di solidarietà Ue. All'Italia vanno 74,9 milioni per i danni della tempesta Harry del gennaio 2026.

di Andrea PelucchiRedazione UCapital News5 min di lettura
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Fondo di solidarietà Ue, via libera a 489 milioni: 74,9 all'Italia per il ciclone Harry
PUNTI CHIAVE
  1. 01Il Parlamento europeo ha approvato 489 milioni di euro dal Fondo di solidarietà Ue.
  2. 02Il voto è stato di 651 favorevoli, 17 contrari e 3 astenuti.

Il Parlamento europeo ha approvato 489 milioni di euro dal Fondo di solidarietà dell’UE, di cui 74,9 milioni destinati all’Italia per la ricostruzione dopo il passaggio della tempesta Harry, che ha colpito il Paese nel gennaio 2026. La votazione si è conclusa con 651 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astensioni.

Per l’Italia, si tratta di un primo contributo europeo per far fronte a una calamità che, secondo una prima stima pubblicata da un quotidiano economico italiano, ha provocato danni per oltre 2 miliardi di euro in Sicilia, Calabria e Sardegna. Il pacchetto comprende anche Malta, Portogallo e Spagna e dimostra come il Fondo intervenga in risposta agli eventi meteorologici estremi che colpiscono ripetutamente l’Europa meridionale.

Che cosa è successo

Il Parlamento europeo ha approvato l’attivazione del Fondo di solidarietà dell’UE a favore di quattro Stati membri. Dei 489 milioni di euro complessivi, 74,9 milioni sono destinati all’Italia e 3,7 milioni a Malta, entrambi per i danni causati dalla tempesta Harry. Il Portogallo riceve 261,5 milioni di euro e la Spagna 149,1 milioni, dopo aver richiesto l’attivazione del Fondo in seguito alle alluvioni del febbraio di quest’anno.

  • Totale approvato: 489 milioni di euro

  • Italia: 74,9 milioni di euro (tempesta Harry, gennaio 2026)

  • Malta: 3,7 milioni di euro (tempesta Harry)

  • Portogallo: 261,5 milioni di euro (alluvioni del febbraio 2026)

  • Spagna: 149,1 milioni di euro (alluvioni del febbraio 2026)

  • Votazione: 651 favorevoli, 17 contrari e 3 astensioni

La Commissione europea aveva presentato in precedenza la proposta relativa al pacchetto. Un’agenzia di stampa italiana, in un articolo del 17 settembre 2026, aveva indicato per l’Italia una quota di 74,8 milioni di euro, precisando che la tempesta Harry aveva colpito Sicilia, Calabria e Sardegna all’inizio dell’anno. Il voto del Parlamento e la documentazione relativa al provvedimento riportano invece la cifra di 74,9 milioni.

Come si è arrivati allo stanziamento?

La Commissione europea ha inizialmente proposto lo stanziamento di 489 milioni di euro a favore di Portogallo, Spagna, Italia e Malta. La proposta è stata successivamente sottoposta al Parlamento europeo. In precedenza, il 23 luglio 2026, la Commissione aveva approvato anticipi per un totale di 103,6 milioni di euro destinati a Malta, Portogallo e Spagna, con l’obiettivo di alleggerire l’onere finanziario della ricostruzione.

Il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto ha commentato la proposta, affermando che la Commissione intende mobilitare 489 milioni di euro per sostenere i territori colpiti dalle gravi tempeste e dalle alluvioni verificatesi all’inizio dell’anno. Ha inoltre sottolineato che, di fronte a calamità naturali sempre più frequenti, l’Europa resta al fianco dei propri territori, come riportato da un’agenzia di stampa italiana in un articolo del 28 settembre 2026.

Quali danni ha provocato la tempesta Harry in Italia?

Nel gennaio 2026, la tempesta Harry ha provocato forti precipitazioni, mareggiate e frane nell’Italia meridionale. A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, in Sicilia, un fronte franoso esteso per circa 4 chilometri ha costretto all’evacuazione di circa 1.500 persone, secondo le notizie diffuse alla fine di gennaio. Il 26 gennaio, circa 300 famiglie, per un totale di circa mille persone, sono state trasferite in altre abitazioni e in un palazzetto dello sport. Il capo del Dipartimento della Protezione civile italiana, Fabio Ciciliano, ha dichiarato che l’intero versante della collina stava cedendo.

Il 4 febbraio 2026, un quotidiano economico italiano ha stimato danni superiori a 2 miliardi di euro, segnalando il rischio di un rallentamento del PIL di Sicilia, Calabria e Sardegna. I settori maggiormente colpiti sono stati il turismo e l’agricoltura, mentre le imprese hanno segnalato il rischio di quasi 2 miliardi di euro di ulteriori perdite potenziali legate all’interruzione delle attività produttive. Restava inoltre aperta la questione degli indennizzi previsti dalle polizze assicurative contro le calamità naturali.

Greenpeace Italia ha criticato il governo italiano per gli investimenti insufficienti nella mitigazione dei cambiamenti climatici, secondo quanto riportato in un articolo pubblicato il 29 gennaio 2026.

Perché è importante

L’approvazione dei fondi da parte dell’UE è importante perché consente di destinare risorse europee alla copertura di una parte dei costi pubblici legati alla gestione delle emergenze e alla ricostruzione dopo le calamità, riducendo la pressione sui bilanci nazionali e regionali. Il contributo di 74,9 milioni di euro destinato all’Italia è tuttavia limitato rispetto alla stima iniziale dei danni, superiore a 2 miliardi di euro, e potrà quindi coprire soltanto una frazione del costo complessivo.

L’ampia maggioranza registrata al Parlamento europeo, con appena 17 voti contrari, segnala un diffuso sostegno politico agli interventi di solidarietà dopo gli eventi meteorologici estremi. Per il Portogallo, destinatario di 261,5 milioni di euro, il pacchetto prevede il contributo più consistente tra quelli assegnati ai quattro Paesi.

Quali sono i rischi e le questioni ancora aperte?

Il Fondo interviene a sostegno delle infrastrutture pubbliche e delle operazioni di emergenza, ma le somme stanziate restano nettamente inferiori alle prime stime delle perdite registrate in Italia. I danni privati, gli eventuali risarcimenti assicurativi e le perdite di produzione rimangono in larga parte al di fuori della copertura offerta dal contributo europeo. Le stime dei danni, elaborate inizialmente a febbraio, potrebbero inoltre essere cambiate nel corso dei mesi successivi.

Gli importi riportati differiscono leggermente a seconda delle fonti: alcuni articoli relativi alla proposta della Commissione indicano 74,8 milioni di euro per l’Italia, mentre la cifra riportata nella decisione approvata è di 74,9 milioni. Gli importi definitivi dipendono pertanto dal provvedimento formalmente adottato.

Che cosa monitorare nelle prossime settimane

I prossimi passaggi riguardano il completamento formale della procedura, l’utilizzo delle risorse e l’andamento della ricostruzione nelle regioni colpite.

  • Completamento formale della procedura: adozione definitiva della decisione e pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

  • Erogazione dei fondi residui a Italia e Malta: dopo gli anticipi per complessivi 103,6 milioni di euro già versati il 23 luglio 2026 a Malta, Portogallo e Spagna.

  • Ripartizione delle risorse in Italia: come verranno distribuiti i 74,9 milioni di euro tra Sicilia, Calabria e Sardegna.

  • Progressi nell’area della frana di Niscemi: particolare attenzione alla situazione del territorio interessato, dove le evacuazioni hanno coinvolto circa 1.500 persone.

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