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Fed alza i tassi di 25 punti base. Nonostante Warsh, previsto un altro rialzo

La Federal Reserve porta il costo del denaro al 3,75%-4,00%, nel primo rialzo dal 2023. Le nuove proiezioni indicano un possibile ulteriore aumento entro la fine dell'anno.

di Andrea PelucchiRedazione UCapital News1 min
Fed alza i tassi di 25 punti base. Nonostante Warsh, previsto un altro rialzo

La Fed rialza i tassi al 3,75%-4,00%

La Federal Reserve ha deciso di alzare i tassi di interesse di 25 punti base, portando il range del federal funds rate al 3,75%-4,00%. La decisione, approvata all'unanimità, rappresenta il primo rialzo del costo del denaro dal luglio 2023 e arriva dopo una fase di politica monetaria orientata alla riduzione dei tassi. La banca centrale statunitense ha motivato la scelta con la persistenza delle pressioni inflazionistiche, mentre l'attività economica continua a mostrare una crescita sostenuta.


Con il voto dell’attuale presidente Kevin Warsh che, scelto dal Tycoon, sembrava dovesse accompagnare la politica monetaria verso un orientamento più accomodante. Secondo le nuove proiezioni della Fed, l'inflazione PCE dovrebbe raggiungere il 3,7% nel 2026, sopra la precedente stima. La banca centrale ha inoltre previsto una crescita del PIL statunitense del 2,3% e un tasso di disoccupazione al 4,1%. L'obiettivo del 2% per l'inflazione, secondo le nuove stime, dovrebbe essere raggiunto soltanto nel 2029.


La Fed prepara il terreno per un altro rialzo

Il messaggio più rilevante arriva però dalle proiezioni sui tassi. Sedici dei 18 componenti del comitato prevedono almeno un ulteriore rialzo entro la fine del 2026, che potrebbe portare il tasso di riferimento al 4,00%-4,25%. La Fed prevede quindi una fase di politica monetaria ancora restrittiva, con l'inflazione considerata il principale ostacolo a un ritorno più rapido verso condizioni finanziarie meno rigide.


A complicare il quadro sono soprattutto i prezzi dell'energia. Il petrolio sopra i 100 dollari al barile, alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, rischia infatti di mantenere elevate le pressioni sui prezzi. Per i mercati, la decisione della Fed segna quindi un cambio di scenario rispetto alle aspettative di un rapido allentamento monetario e sposta l'attenzione sulla possibilità di un nuovo intervento entro dicembre.


Andrea Pelucchi

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