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Economia mondo: Tata Motors deal su Iveco

Il 26 ottobre si è chiusa l'Opa di Tata Motors, tramite TML CV Holdings, su Iveco: adesioni all'87,81% del capitale ordinario a 14,40 euro per azione.

di fabio accinelliRedazione UCapital News4 min di lettura
Economia mondo: Tata Motors deal su Iveco
PUNTI CHIAVE
  1. 01Opa chiusa il 26 ottobre: adesioni pari all'87,81% del capitale ordinario, circa 238 milioni di azioni
  2. 02Controvalore di circa 3,43 miliardi di euro a 14,40 euro per azione
  3. 03Tata si è impegnata a mantenere per due anni l'occupazione in Iveco e a investire almeno 76 milioni negli stabilimenti
  4. 04Il nuovo gruppo avrebbe circa 25 miliardi di ricavi

Il gruppo Tata e Tata Motors

Tata Motors ha come azionista di riferimento il più antico e importante gruppo industriale indiano Tata Sons. Impero economico fondato nel 1868 oggi riunisce sotto le sue ali 31 aziende in diversi settori economici e tra esse ad esempio la Jaguar Land Rover acquisita da Ford per 2,1 miliardi diventando così il maggiore datore di lavoro nel Regno Unito con 60 mila dipendenti. Per il gruppo Tata lavorano oltre 1 milione di dipendenti sparsi in tutto il mondo ed i ricavi aggregati superano di gran lunga i 160 miliardi di ricavi.

Negli ultimi 24 mesi Tata Sons ha azzerato il debito interno, comprato la compagnia aerea “Air India” dal Governo indiano, ha consolidato una forte sinergia commerciale e industriale con Apple e costruito con le sue imprese il nuovo Parlamento Indiano, oggi in assoluto la più grande e sicura democrazia del mondo. Ultima nota riguarda il capitale di Tata Sons dove il 66% è detenuto dai Tata Trust, enti filantropici.

La chiusura dell'Opa su Iveco

Arrivando in Italia il 26 ottobre si è chiusa l'Opa da parte di Tata Motors, tramite la controllata TML CV Holdings, per l'acquisizione di Iveco, storico produttore italiano di bus, camion, veicoli commerciali, con un forte contenuto di Know-how e capacità ingegneristica in questo settore a livello mondiale. L'Opa ha raccolto adesioni pari all'87,81% del capitale ordinario per circa 238 milioni di azioni, raggiungendo l'89,42% al netto delle azioni proprie già detenute. Rammento che il controvalore complessivo per le azioni portate in adesione è di circa 3,43 miliardi di euro con un prezzo di 14,40 euro per azione.

Iveco oltre che essere ben consolidata nei mercati europei è altrettanto radicata da molto tempo in tutti i paesi dell'America Latina garantendo così alla nuova proprietà un forte sviluppo in quei territori a tutto vantaggio di altri brand industriali del gruppo.

La trattativa e gli impegni

Questa complessa trattativa ha avuto inizio nel luglio 2025 con una vera battaglia sul possibile prezzo di acquisto da parte degli hedge fund. La svolta che ha permesso al gruppo indiano di superare la concorrenza ottenendo l'ok da parte di Exor, maggiore azionista in Iveco, è stata la decisione di Tata di alzare ulteriormente il prezzo della sua prima proposta di acquisto di oltre 3,9 miliardi di euro.

Per la cronaca oggi Iveco, primo importante acquisto di Tata nell'Europa continentale è una azienda da 13 miliardi di ricavi e 14 mila dipendenti. Questa acquisizione permetterà la creazione di un nuovo gruppo da 25 miliardi di ricavi e soprattutto senza sovrapposizioni in termini di fabbriche già presenti nel gruppo per paesi serviti. Altro punto rilevante è il fatto che il colosso di Mumbai si è pubblicamente impegnato a mantenere per due anni sia i livelli occupazionali odierni in Iveco sia garantendo un investimento di almeno 76 milioni negli stabilimenti del marchio tra cui anche in Italia.

Il passo successivo: la quotazione

A questo punto il prossimo passo del gruppo indiano sarà la quotazione in Borsa. Le finalità strategiche sono molteplici. Dal riuscire ad aumentare la trasparenza economica e manageriale in seno alle istituzioni finanziare del paese India, al fatto che l'ingresso in borsa permetterebbe di ammodernare la gestione del gruppo e delle sue controllate e quindi trovare risorse fresche per finanziare le molteplici iniziative tra cui oggi assurge come prima iniziativa un impianto di produzione di semiconduttori da 14 miliardi di dollari.

Di certo la quotazione con il conseguente intervento del mercato definirà non solo il futuro assetto di controllo del primo gruppo industriale dell'India ma anche ruolo operativo e gestionale degli enti filantropici che detengono il 66% del capitale di Tata Sons. Nel corso del 2026 questi enti hanno già erogato 150 milioni di aiuti suddivisi in educazione dei minori, aiuti economici per ospedali situati in tutte le zone dell'immenso territorio, ricerca contro le malattie tra cui un forte contributo sulla ricerca contro il cancro e in un paese così esteso contraddistinto da forti variazioni sul reddito pro capite hanno contribuito fattivamente per lo sviluppo delle aree rurali.

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DISCLOSURE

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