Fondo sovrano saudita, prestito da 3 miliardi di dollari garantito da SACE
Il fondo sovrano saudita ha chiuso un'operazione di debito da 3 miliardi di dollari garantita da SACE, in due tranche, una delle quali green. L'intesa rafforza i rapporti tra Italia e Arabia Saudita.

- 01Il PIF ha chiuso un'operazione di debito da 3 miliardi di dollari garantita da SACE
- 02Due tranche: 1,78 miliardi di dollari convenzionali e 1,04 miliardi di euro green
- 03Sindacato di 25 banche internazionali; l'operazione dà seguito al memorandum di marzo 2025
- 04Il totale delle operazioni SACE a supporto del PIF supera i 6 miliardi
Il fondo sovrano saudita raccoglie 3 miliardi garantiti dall'Italia: l'asse Roma-Riad si rafforza
Operazione firmata PIF - SACE. Un prestito in due tranche, di cui una green da oltre 1 miliardo di euro, per comprare made in Italy.
Il Public Investment Fund (PIF), il gigantesco fondo sovrano dell'Arabia Saudita che gestisce oltre 900 miliardi di dollari, ha chiuso oggi una nuova operazione di debito da 3 miliardi di dollari garantita interamente dall'Italia.
A fornire la garanzia è SACE, l'agenzia per il credito all'export controllata dal MEF, che con questa operazione diventa di fatto uno dei principali partner finanziari internazionali di Vision 2030, il piano di trasformazione economica saudita per affrancarsi dal petrolio.
I dettagli dell'operazione
Secondo il comunicato congiunto diffuso stamattina, l'operazione è strutturata in due tranche:
- 1,78 miliardi di dollari di linea convenzionale
- 1,04 miliardi di euro (circa 1,16 miliardi di dollari) di linea green
I fondi sono stati erogati da un sindacato di 25 banche internazionali e sono garantiti da SACE. È la trasformazione in finanziamento concreto del Memorandum of Understanding da 3 miliardi firmato a marzo 2025 tra PIF e SACE.
"The transaction will further expand trade and create new cooperation opportunities within PIF’s ecosystem to procure goods and services from Italian suppliers" - si legge nella nota congiunta.
In pratica: l'Arabia Saudita prende soldi a condizioni agevolate grazie alla garanzia italiana, e in cambio si impegna ad aumentare gli acquisti di beni e servizi italiani per i suoi giga-progetti.
La tranche green, in particolare, sarà allocata esclusivamente a progetti ammissibili secondo il Green Finance Framework del PIF. Il fondo di Riad è stato il primo fondo sovrano al mondo a emettere un green bond e il primo a emettere un green bond a 100 anni.
Perché lo fa il PIF e perché lo fa l'Italia
Lato saudita: Il PIF è il motore dei progetti più ambiziosi del Regno - NEOM, la città lineare da 9 milioni di abitanti sul Mar Rosso, Red Sea Global, Qiddiya, turismo e tech. Per finanziarli sta diversificando aggressivamente le fonti.
Secondo i dati di bilancio, i prestiti e i debiti del PIF sono aumentati del 27% nel 2025, mentre i contributi diretti del governo sono crollati. Solo a maggio 2026 il fondo aveva collocato il suo bond più grande di sempre, da 7 miliardi di dollari. La strategia ora è appoggiarsi a Export Credit Agency come SACE, IFC e MIGA per abbassare il costo del debito.
PIF è oggi valutato Aa3 da Moody's e A+ da Fitch, entrambi con outlook stabile.
Lato italiano: Per SACE è una mossa strategica. L'operazione rientra nell'obiettivo di sostenere le imprese italiane nei mercati ad alto potenziale di export.
Non è la prima volta: già a gennaio 2024, in occasione della visita di Giorgia Meloni a Riad, Italia e Arabia Saudita avevano firmato accordi per 10 miliardi di dollari, di cui 3 miliardi proprio in garanzie SACE per NEOM. Il nuovo prestito porta il totale delle operazioni SACE a supporto del PIF a oltre 6 miliardi.
Come aveva detto all'epoca l'allora CEO Alessandra Ricci: "Con il supporto di SACE, le aziende italiane, soprattutto le PMI, possono affermarsi come fornitori nei progetti sponsorizzati dal PIF".
Oggi il CEO Michele Pignotti raccoglie i frutti di quella linea: ogni euro garantito da SACE deve tradursi in contratti per imprese italiane - da Webuild a Fincantieri, da Danieli alle filiere dell'arredo, della meccanica e dell'energia.
Un prestito che, dietro la tecnicalità finanziaria, è un patto industriale: Riad trova liquidità a basso costo, Roma si assicura un posto in prima fila nel più grande cantiere del mondo.
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