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Del Vecchio prepara l'Opa su SEIF, editore del Fatto Quotidiano: 0,286 euro per azione

LMDV Media, del gruppo LMDV Capital, avvia la due diligence in vista di un'Opa totalitaria su SEIF per il delisting. I soci fondatori, che hanno la maggioranza, dicono di non voler aderire.

di alessandro platerotiRedazione UCapital News4 min di lettura
Del Vecchio prepara l'Opa su SEIF, editore del Fatto Quotidiano: 0,286 euro per azione
PUNTI CHIAVE
  1. 01LMDV Media autorizza la due diligence su SEIF in vista di un'Opa volontaria totalitaria finalizzata al delisting
  2. 02Prezzo comunicato di 0,286 euro per azione, circa 7,15 milioni di euro, con premio del 30% sul prezzo ufficiale del 23 ottobre
  3. 03I soci fondatori, maggioranza del capitale, dichiarano di non voler aderire
  4. 04La due diligence riguarderà anche i richiami sulla continuità aziendale di KPMG e possibili esigenze fino a 4 milioni

L'Opa su SEIF e l'obiettivo del delisting

LMDV Capital punta al delisting di SEIF, la società editrice del Fatto Quotidiano: Opa a 0,28 euro per azione

LMDV Capital accelera nel settore dell’editoria e prepara un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su SEIF, la Società Editoriale Il Fatto, che pubblica il Fatto Quotidiano. L’obiettivo dichiarato è il delisting, cioè l’uscita del titolo dalla Borsa, attraverso un’operazione che punta a concentrare una quota superiore all’82% del capitale nelle mani dell’investitore.

L’annuncio è arrivato domenica 25 ottobre attraverso una nota diffusa da LMDV Media, società che fa capo a LMDV Capital, il veicolo di investimento nell’editoria riconducibile al family office di Leonardo Maria Del Vecchio. La società ha comunicato di aver deliberato di autorizzare l’avvio di un’attività di due diligence sui conti e sulle informazioni societarie di SEIF, passaggio preliminare in vista della possibile promozione dell’offerta.

Il prezzo indicato è di 0,28 euro per azione. La due diligence servirà a consentire all’investitore di approfondire la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’editore prima di procedere con l’operazione.

L’obiettivo: superare l’82% del capitale

Il progetto non si limita a un investimento finanziario nella società editoriale. LMDV Capital punta a raggiungere una partecipazione superiore all’82% di SEIF, con l’intento di rendere inoperante il limite previsto dallo statuto che impedisce a un singolo azionista di detenere più del 17% del capitale sociale.

La soglia indicata nella comunicazione è quindi centrale per la struttura dell’operazione: il superamento di questo vincolo consentirebbe di concentrare la proprietà e di procedere verso il ritiro del titolo dal mercato, secondo le modalità che saranno definite nell’eventuale offerta.

L’operazione, tuttavia, si trova ancora in una fase preliminare. L’autorizzazione alla due diligence non equivale al lancio formale dell’Opa e non comporta, di per sé, il perfezionamento dell’acquisizione. Saranno necessari ulteriori passaggi, compresa la definizione delle condizioni definitive e delle procedure previste dalla normativa applicabile.

Che cosa cambia per SEIF e per gli azionisti

Per SEIF, un’eventuale uscita da Piazza Affari significherebbe passare da una struttura con azioni negoziate sul mercato a un assetto proprietario più concentrato. Il delisting può ridurre gli oneri legati alla permanenza in Borsa e offrire maggiore flessibilità nella gestione industriale e finanziaria, ma comporta anche la perdita della possibilità di negoziare liberamente le azioni sul mercato regolamentato o sul sistema di negoziazione in cui sono attualmente scambiate.

Per gli azionisti di minoranza, il prezzo di 0,28 euro per azione rappresenta il riferimento iniziale dell’operazione. La convenienza dell’offerta dovrà essere valutata alla luce del prezzo di Borsa, dell’andamento recente del titolo, delle prospettive economiche dell’editore e delle condizioni definitive dell’Opa.

Il raggiungimento della soglia di partecipazione indicata da LMDV Capital sarà inoltre determinante per capire se e come potrà essere realizzato il delisting. Le conseguenze per gli azionisti che non aderissero dipenderanno dalla struttura finale dell’operazione e dalle eventuali procedure applicabili.

La strategia di LMDV Capital nell’editoria

L’iniziativa si inserisce nella strategia di investimento di LMDV Capital, che punta a sviluppare una presenza nel settore editoriale. L’eventuale acquisizione del controllo di SEIF rappresenterebbe un passaggio rilevante per il gruppo, chiamato a confrontarsi con un mercato caratterizzato dalla trasformazione digitale, dalla pressione sui ricavi pubblicitari e dalla necessità di diversificare le fonti di ricavo.

Per il momento, il progetto resta subordinato agli esiti della due diligence e ai successivi adempimenti. Il punto decisivo sarà capire se l’analisi dei conti confermerà le condizioni per procedere con l’offerta a 0,28 euro per azione e se l’operazione riuscirà a raggiungere la partecipazione necessaria per portare SEIF fuori dalla Borsa.

L’opposizione dei soci fondatori

L’aspetto più rilevante, emerso nelle comunicazioni successive all’annuncio, è però l’opposizione dei soci fondatori. ANSA riferisce che Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile, che rappresentano la maggioranza del capitale, hanno dichiarato di non voler aderire a un’eventuale Opa.

Inoltre, una precisazione importante per la pubblicazione: il prezzo comunicato è 0,286 euro per azione, non 0,28 euro, per un controvalore complessivo di circa 7,15 milioni di euro. L’offerta incorporerebbe un premio del 30% rispetto al prezzo ufficiale del 23 ottobre e del 16,85% rispetto alla media dei sei mesi precedenti.

La due diligence riguarderà anche i richiami sulla continuità aziendale contenuti nelle relazioni di KPMG. LMDV Media vuole verificare se SEIF possa aver bisogno di ulteriori risorse finanziarie fino a 4 milioni di euro nei prossimi 24 mesi.

Il nodo centrale, quindi, non è soltanto il prezzo dell’Opa, ma la possibilità stessa di realizzarla: senza l’adesione dei soci fondatori, che detengono la maggioranza del capitale, raggiungere la soglia dell’82,9% richiesta per l’operazione appare particolarmente difficile. SEIF ha annunciato che il proprio consiglio di amministrazione esaminerà la situazione nei prossimi giorni.

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