Nasdaq batte il Nyse sulle maxi-Ipo 2026: 120 miliardi raccolti contro 20
Secondo il Wall Street Journal, nel 2026 il Nasdaq ha accolto 59 quotazioni per quasi 120 miliardi di dollari, contro le 32 del Nyse per circa 20 miliardi. Pesa la quotazione di SpaceX.

- 01Nasdaq: 59 Ipo e quasi 120 miliardi di dollari raccolti nel 2026; Nyse: 32 operazioni e circa 20 miliardi
- 02SpaceX ha portato da sola circa 86 miliardi di dollari al Nasdaq
- 03Anthropic potrebbe scegliere il Nasdaq per una quotazione attesa a novembre
- 04Il Nasdaq ha cambiato le regole: ingresso nel Nasdaq-100 dopo 15 giorni di negoziazione
MERCATI FINANZIARI • STATI UNITI • 21 OTTOBRE 2026
Borsa Usa, Nasdaq umilia il New York Stock Exchange nella corsa alle maxi-Ipo: raccolti 120 miliardi contro 20
L’inchiesta del Wall Street Journal fotografa il crescente divario tra le due principali Borse americane. Nel 2026 il Nasdaq ha conquistato 59 quotazioni per quasi 120 miliardi di dollari, contro le 32 operazioni e i 20 miliardi del Nyse. Decisiva la capacità di attrarre i giganti della tecnologia, da SpaceX alla possibile futura Ipo di Anthropic.
La storica rivalità di Wall Street ha un vincitore sempre più evidente: il Nasdaq. Il New York Stock Exchange (Nyse), simbolo della finanza americana tradizionale e sede storica di alcune delle maggiori società quotate al mondo, sta perdendo terreno nella competizione per aggiudicarsi le più importanti offerte pubbliche iniziali, le cosiddette Ipo.
È il quadro che emerge dall’inchiesta del Wall Street Journal, intitolata “NYSE Is Getting Trounced in the Battle for Wall Street’s Biggest IPOs”. I numeri raccontano un divario particolarmente ampio: dall’inizio del 2026 fino a venerdì scorso, il Nasdaq ha accolto 59 società attraverso Ipo tradizionali, raccogliendo quasi 120 miliardi di dollari. Il Nyse si è fermato a 32 quotazioni e circa 20 miliardi di raccolta.
Il confronto è ancora più significativo se si considera che una parte determinante del risultato del Nasdaq dipende da poche operazioni di dimensioni eccezionali. Ma proprio la capacità di attrarre società destinate a diventare protagoniste dei mercati finanziari è il cuore della sfida tra le due Borse.
SpaceX cambia gli equilibri: il peso delle mega-quotazioni
Il fattore che più di ogni altro ha allargato la distanza tra le due Borse è la quotazione di SpaceX, che da sola ha portato al Nasdaq circa 86 miliardi di dollari di raccolta, considerando anche le opzioni aggiuntive dell’offerta. Si tratta di una delle maggiori operazioni della storia dei mercati azionari e di un risultato che ha cambiato radicalmente il bilancio della competizione nel 2026.
Il prossimo possibile colpo potrebbe essere Anthropic, la società di intelligenza artificiale che, secondo il Wall Street Journal, potrebbe scegliere il Nasdaq per una quotazione attesa a novembre. L’operazione potrebbe aggiungere circa 100 miliardi di dollari alla raccolta dell’indice tecnologico, se i piani e le dimensioni ipotizzate dovessero concretizzarsi.
Il Nasdaq ha così consolidato il proprio posizionamento come mercato di riferimento per le imprese innovative, soprattutto nei settori tecnologici e dell’intelligenza artificiale. Una specializzazione costruita nel corso di decenni, che oggi si traduce in un vantaggio competitivo proprio quando le società private di maggior valore iniziano a valutare l’accesso al mercato azionario.
Il vantaggio del Nasdaq-100: entrare subito nell’indice
La differenza non riguarda soltanto il prestigio o la capacità commerciale delle due Borse. Un elemento decisivo è la possibilità di entrare rapidamente nel Nasdaq-100, l’indice che raccoglie alcune delle maggiori società non finanziarie quotate sul mercato Nasdaq.
In vista dell’arrivo di SpaceX, il Nasdaq ha modificato le proprie regole per consentire alle grandi società appena quotate di entrare nell’indice dopo appena 15 giorni di negoziazione, anziché attendere fino a un anno.
Per una società che si quota, l’inclusione può rappresentare un vantaggio considerevole: gli Etf e i fondi che replicano l’indice sono tenuti a comprare i titoli che ne fanno parte, creando una potenziale domanda aggiuntiva e ampliando la platea degli investitori.
Il Nyse ha lanciato soltanto nel 2025 il proprio indice NYSE 100, che consente anch’esso un ingresso rapido per le nuove società idonee. Ma parte da una posizione di svantaggio: l’indice Nasdaq-100 esiste da decenni e dispone di un seguito molto più consolidato tra gli investitori. È questa una delle ragioni strutturali che rendono difficile per il Nyse recuperare terreno sulle grandi Ipo.
Il Nyse reagisce, ma la tradizione non basta più
Fondato nel 1792, il New York Stock Exchange resta uno dei simboli più riconoscibili della finanza mondiale. La sua forza storica è stata quella di attrarre grandi società consolidate, gruppi industriali e imprese considerate blue chip. Il Nasdaq, nato nel 1971, ha invece costruito la propria identità sulle aziende tecnologiche emergenti, molte delle quali sono diventate colossi globali.
Oggi, però, questa divisione tradizionale si è trasformata in uno svantaggio competitivo per il Nyse. Dal 2019 l’exchange ha perso terreno nelle nuove quotazioni rispetto al concorrente e, secondo l’inchiesta del Wall Street Journal, il 2026 sta segnando il divario più ampio mai registrato in termini di capitali raccolti attraverso le Ipo. L’ultima grande quotazione da almeno 5 miliardi di dollari conquistata dal Nyse ai danni del Nasdaq è stata quella di Uber nel 2019.
La presidente del Nyse, Lynn Martin, sta cercando di invertire la tendenza con un rafforzamento della squadra commerciale e nuovi responsabili per il mercato dei capitali. L’exchange punta anche sulla propria reputazione, sulla stabilità del mercato e sulla capacità di accompagnare le società nel lungo periodo.
Ma la concorrenza non arriva soltanto dal Nasdaq. Il Texas Stock Exchange, nuovo operatore con sede a Dallas, ha iniziato ad attirare alcune quotazioni già presenti sulle Borse di New York. Per rispondere alla minaccia, il Nyse ha trasformato nel 2025 la propria piattaforma elettronica NYSE Chicago in NYSE Texas, rafforzando la propria presenza in uno Stato che ambisce a diventare un polo alternativo per la finanza americana.
La posta in gioco va oltre le commissioni
Perché le Borse competono così duramente per le Ipo? Non si tratta soltanto dei ricavi diretti derivanti dalle quotazioni. Le grandi operazioni garantiscono visibilità internazionale, attirano nuovi emittenti e rafforzano il prestigio dell’exchange presso banche d’investimento, fondi e investitori istituzionali.
In un mercato in cui il numero delle società quotate è diminuito nel lungo periodo e i margini dell’attività di negoziazione sono sotto pressione, conquistare le imprese più ambite è diventato un obiettivo strategico. La competizione si estende così ai servizi tecnologici, alla distribuzione dei dati, al marketing e agli incentivi offerti alle aziende che scelgono di quotarsi o trasferirsi.
Il risultato è una trasformazione del mercato americano: la Borsa non è più soltanto il luogo in cui si negoziano le azioni, ma anche una piattaforma che cerca di offrire alle imprese accesso agli investitori, visibilità e un vantaggio finanziario misurabile.
La sfida decisiva per il Nyse sarà dimostrare di poter competere non soltanto sulla storia e sul prestigio, ma anche sugli strumenti concreti che rendono una quotazione più attraente. Per ora il Nasdaq ha un vantaggio evidente, alimentato dalle grandi operazioni tecnologiche e dalla forza del suo indice di riferimento. Se Anthropic dovesse scegliere ancora il Nasdaq, il divario rischierebbe di ampliarsi ulteriormente, consolidando la leadership tecnologica dell’exchange e rendendo più difficile la rimonta del suo storico rivale.
UCapital Asset Management LLP o società del gruppo possono avere rapporti commerciali con le aziende citate. Questo contenuto non è consulenza finanziaria.
Registrati gratis per fare domande all’AI su questo articolo.
Scopri UCapital Capital Markets: Deal Flow, data room, investitori in target.
