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Per gli scooter elettrici, autonomia e ricarica sono vitali. Come interverrà HURBA

La diffusione dei veicoli elettrici a due ruote dipende da più fattori del prezzo: autonomia, ricarica, infrastrutture e assistenza. Tra i produttori italiani c'è HURBA, con sei modelli e batterie sostituibili.

di Andrea PelucchiRedazione UCapital News6 min di lettura
Per gli scooter elettrici, autonomia e ricarica sono vitali. Come interverrà HURBA
PUNTI CHIAVE
  1. 01Autonomia, tempi di ricarica, infrastrutture e assistenza restano decisivi per la competitività dei due ruote elettrici
  2. 02Le batterie sostituibili riducono i tempi di fermo ma richiedono standard compatibili e punti di scambio
  3. 03HURBA dichiara sei modelli, un obiettivo di raccolta di 5 milioni di euro e ricavi a 12 mesi di 2,5 milioni
  4. 04I dati della scheda su UCapital Dealflow sono dichiarati e da verificare

La transizione verso una mobilità a minore impatto ambientale non riguarda soltanto automobili e trasporto pubblico. Scooter e motocicli elettrici possono svolgere un ruolo importante negli spostamenti urbani, soprattutto nei tragitti brevi e medi, nelle attività professionali e nella mobilità dell'ultimo miglio.

Il mercato, tuttavia, deve affrontare una serie di ostacoli che vanno oltre la tecnologia del motore. L'autonomia effettiva, la disponibilità di punti di ricarica, i tempi necessari per ripristinare l'energia e il costo delle batterie incidono sulla convenienza del veicolo e sulle abitudini degli utenti.

Per chi utilizza uno scooter ogni giorno, la possibilità di ricaricare facilmente a casa o sul luogo di lavoro può essere determinante. Per chi non dispone di un garage privato, invece, la ricarica può diventare un vincolo operativo. Anche le imprese che gestiscono flotte devono valutare tempi di inattività, manutenzione, disponibilità dei mezzi e costi complessivi di utilizzo.

La sfida industriale consiste quindi nel trasformare un veicolo elettrico tecnicamente valido in una soluzione pratica, affidabile e competitiva rispetto alle alternative tradizionali.

Autonomia e ricarica: due variabili dello stesso problema

L'autonomia dichiarata è uno degli elementi più visibili nella scelta di un veicolo elettrico, ma non racconta da sola l'esperienza di utilizzo. Il consumo effettivo dipende da velocità, temperatura, stile di guida, carico, percorso e condizioni della batteria.

Un mezzo adatto agli spostamenti urbani può rispondere a esigenze differenti rispetto a un veicolo destinato a tragitti più lunghi o a strade extraurbane. Per questo motivo, confrontare i modelli soltanto sulla base dell'autonomia nominale rischia di trascurare le condizioni reali di utilizzo.

La ricarica introduce una seconda variabile. Con una batteria fissa, l'utente deve poter accedere a una presa o a un punto di ricarica compatibile. Se il veicolo viene utilizzato intensamente durante la giornata, il tempo necessario per ricaricare può ridurne la disponibilità operativa.

Il problema è particolarmente rilevante per le flotte commerciali. Un mezzo fermo per la ricarica non può essere impiegato per consegne, assistenza tecnica o altri servizi. In questi casi, l'economia del veicolo dipende non soltanto dall'efficienza energetica, ma anche dalla possibilità di mantenerlo operativo.

Da qui nasce l'interesse per sistemi di ricarica rapida, batterie sostituibili e servizi energetici integrati. Ogni soluzione presenta compromessi in termini di costo, standardizzazione, sicurezza e infrastrutture necessarie.

Il nodo delle infrastrutture e della standardizzazione

La diffusione della mobilità elettrica richiede un ecosistema nel quale veicoli, batterie, punti di ricarica e servizi siano compatibili e facilmente accessibili.

Per gli scooter e le motociclette, l'infrastruttura non può essere progettata semplicemente replicando quella delle automobili. Gli spazi urbani, le esigenze degli utenti e le modalità di utilizzo sono differenti. Una rete efficace deve tenere conto della densità abitativa, dei tragitti più frequenti, della disponibilità di parcheggi e delle abitudini di ricarica.

La sostituzione delle batterie può ridurre i tempi di fermo, ma richiede moduli compatibili, punti di scambio e una gestione adeguata delle batterie disponibili. Se i sistemi adottano standard differenti, gli utenti rischiano di dipendere da reti separate e poco interoperabili.

Anche l'infrastruttura di ricarica convenzionale ha bisogno di investimenti e coordinamento. Le amministrazioni devono integrare i punti di ricarica nella pianificazione urbana, mentre gli operatori privati devono valutarne la sostenibilità economica e il livello di utilizzo.

La Commissione europea, attraverso l'Osservatorio europeo della mobilità urbana, ha evidenziato come la diffusione dei servizi di micromobilità elettrica debba confrontarsi con questioni di sicurezza, gestione dello spazio pubblico e regolamentazione. [Fonte: European Urban Mobility Observatory].

La crescita del mercato dipende quindi anche dalla capacità di costruire condizioni operative adeguate, evitando che l'innovazione del veicolo proceda più velocemente dell'ecosistema necessario a sostenerlo.

Il costo totale di utilizzo oltre il prezzo d'acquisto

La competitività di un veicolo elettrico deve essere valutata considerando il costo totale di utilizzo, non soltanto il prezzo iniziale.

Energia, manutenzione, assicurazione, finanziamento, svalutazione e durata della batteria possono incidere in modo significativo sul costo complessivo. Il confronto con un veicolo a combustione interna dipende inoltre dai chilometri percorsi, dai prezzi dell'energia e del carburante e dalle modalità di ricarica.

Per gli utenti privati, il risparmio potenziale può essere accompagnato da un investimento iniziale più elevato o da vincoli logistici. Per le aziende, invece, il valore può derivare anche da una migliore gestione delle flotte, da costi operativi più prevedibili e dalla possibilità di utilizzare mezzi elettrici nelle aree urbane soggette a restrizioni.

In entrambi i casi, la convenienza deve essere verificata sulla base di condizioni concrete. Un veicolo con maggiore autonomia non è necessariamente la scelta migliore per ogni utente, così come una batteria sostituibile non garantisce automaticamente costi inferiori.

Il mercato deve quindi offrire prodotti differenziati, accompagnati da servizi che rispondano a bisogni specifici. Assistenza, manutenzione, garanzia, disponibilità dei ricambi e gestione delle batterie possono diventare fattori di differenziazione importanti quanto le prestazioni del veicolo.

Dalla vendita del mezzo ai servizi di mobilità

Una possibile evoluzione del settore consiste nell'integrare il veicolo con servizi energetici e tecnologici. La vendita del mezzo può rappresentare soltanto una parte del rapporto con il cliente, mentre manutenzione, connettività, assistenza e gestione della ricarica possono contribuire a costruire un'offerta più ampia.

Per i produttori, questo approccio può creare opportunità di ricavi ricorrenti e rafforzare la relazione con il cliente. Perché funzioni, tuttavia, il servizio deve risolvere un problema reale e mantenere costi sostenibili.

Anche la connettività può avere un ruolo crescente. Sistemi di assistenza alla guida, monitoraggio del veicolo e strumenti digitali possono migliorare la sicurezza e l'esperienza di utilizzo, purché siano progettati per le condizioni specifiche delle due ruote.

La sfida industriale riguarda quindi l'integrazione tra prodotto, software e servizi. Il vantaggio competitivo non dipende necessariamente dal singolo componente più avanzato, ma dalla capacità di offrire un sistema affidabile che riduca le difficoltà quotidiane degli utenti.

HURBA e la ricerca di un modello elettrico più completo

In questo scenario si inserisce HURBA, azienda italiana che progetta e assembla scooter e motocicli elettrici premium. Secondo la scheda pubblicata su UCapital Dealflow, il portafoglio comprende sei modelli e l'offerta include soluzioni tecnologiche come ARAS, un sistema avanzato di assistenza alla guida, e HELIOS, una piattaforma energetica di lungo periodo basata sull'idea di batterie sostituibili.

La società dichiara di operare commercialmente in Italia e di voler sviluppare successivamente la presenza nei mercati europei e del Medio Oriente attraverso partner distributivi. La scheda riporta un obiettivo di raccolta di 5 milioni di euro e ricavi degli ultimi dodici mesi pari a 2,5 milioni di euro. Sono dati dichiarati nel profilo aziendale, da verificare attraverso gli aggiornamenti successivi.

Per HURBA, come per gli altri produttori del settore, la crescita dipenderà dalla capacità di trasformare le prestazioni del prodotto in una proposta commerciale competitiva, costruendo una rete distributiva e un sistema di assistenza adeguati. Sarà importante valutare anche lo sviluppo delle soluzioni di ricarica, l'effettiva adozione delle tecnologie proprietarie e l'evoluzione dei costi industriali.

Il tema di fondo riguarda l'intera mobilità elettrica a due ruote: il passaggio dalla sperimentazione all'uso quotidiano richiede più di un motore efficiente. Autonomia, ricarica, affidabilità e servizi devono funzionare insieme. È questa integrazione a determinare se un veicolo elettrico possa diventare un'alternativa realmente praticabile per un numero crescente di utenti.

HURBA — "Italian Premium Electric Two-Wheeler Manufacturer"

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