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Barclays taglia 5.000 posti entro fine 2026: l'IA accelera la ristrutturazione

Barclays prevede di ridurre il personale di circa il 5% entro fine 2026, con il 60% dei tagli nelle funzioni di supporto. Il piano punta a risparmi superiori a 1,1 miliardi di sterline nel 2027.

di alessandro platerotiRedazione UCapital News6 min di lettura
Barclays taglia 5.000 posti entro fine 2026: l'IA accelera la ristrutturazione
PUNTI CHIAVE
  1. 01Barclays taglierà circa 5.000 posti a livello globale entro fine 2026, circa il 5% della forza lavoro
  2. 02Circa 1.000 posizioni già eliminate; il 60% dei tagli riguarda le funzioni di supporto
  3. 03Utile ante imposte del terzo trimestre a 2,3 miliardi di sterline, +12% ma sotto le attese di 2,42 miliardi
  4. 04Standard Chartered ha annunciato oltre 7.000 tagli in quattro anni

Barclays taglia 5.000 posti di lavoro: l’intelligenza artificiale accelera la ristrutturazione della banca britannica

L’istituto prevede di ridurre il personale di circa il 5% entro la fine del 2026. Il 60% dei tagli riguarderà le funzioni di supporto, compresi gli sviluppatori. Obiettivo: abbattere i costi strutturali, aumentare la produttività e liberare risorse da destinare agli investimenti tecnologici.

Barclays accelera la riorganizzazione della propria struttura e annuncia un piano che prevede il taglio di circa 5.000 posti di lavoro a livello globale entro la fine del 2026. La riduzione, pari a circa il 5% della forza lavoro, si inserisce nella strategia della banca britannica per contenere le spese operative e migliorare la redditività attraverso un impiego sempre più esteso delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale.

Secondo quanto riferito il 22 ottobre da Reuters, circa 1.000 posizioni sono già state eliminate, mentre le restanti 4.000 dovrebbero essere tagliate entro la fine dell’anno. La direttrice finanziaria Anna Cross ha precisato che circa il 60% delle riduzioni interesserà le funzioni di supporto, tra cui quelle tecnologiche e gli sviluppatori.

La decisione rende evidente come l’intelligenza artificiale stia passando dalla fase della sperimentazione a quella della riorganizzazione concreta del lavoro anche nei grandi gruppi bancari internazionali.

Perché Barclays taglia 5.000 posti

La prima ragione è la necessità di ridurre in modo strutturale i costi. Barclays punta a rendere più snella la propria organizzazione, eliminando sovrapposizioni, semplificando i processi interni e aumentando la produttività delle attività amministrative e tecnologiche.

L’intelligenza artificiale può automatizzare una parte delle operazioni ripetitive, accelerare l’elaborazione delle informazioni, supportare i controlli e rendere più efficienti numerose procedure. Questo consente alla banca di svolgere determinate attività con meno risorse umane o di concentrare il personale su mansioni a maggiore valore aggiunto.

Il cambiamento riguarda in particolare le strutture che lavorano dietro le quinte: assistenza interna, gestione dei processi, servizi operativi e sviluppo tecnologico. Non si tratta quindi soltanto di una riduzione degli organici commerciali, ma di un intervento sull’organizzazione complessiva della banca.

L’adozione dell’IA, tuttavia, non è l’unico elemento della strategia: Barclays punta anche alla semplificazione organizzativa e al contenimento delle spese fisse. La tecnologia diventa uno strumento per accelerare un programma di efficienza già avviato.

L’obiettivo: risparmiare oltre un miliardo di sterline nel 2027

Il piano sul personale si inserisce in una strategia finanziaria più ampia. Secondo quanto riportato dal Financial Times e dal Guardian, Barclays mira a realizzare risparmi superiori a 1,1 miliardi di sterline nel 2027 attraverso le misure di efficienza e riduzione dei costi.

La riduzione del personale è una delle leve principali per raggiungere questo obiettivo. Gli stipendi e gli altri costi collegati agli organici rappresentano infatti una componente significativa delle spese operative di una grande banca.

Il risparmio non è però fine a sé stesso. Barclays intende liberare risorse da destinare agli investimenti tecnologici, rafforzare la competitività e migliorare il rendimento del capitale impiegato. In questa prospettiva, ridurre il costo della struttura significa cercare di aumentare la quota di ricavi che si trasforma in risultato economico.

La sfida consiste nel conseguire questi risultati senza compromettere la qualità del servizio, la sicurezza informatica e la capacità di gestire i rischi operativi e finanziari.

I risultati trimestrali: utili in crescita, ma sotto le attese

La ristrutturazione arriva in un momento in cui i conti di Barclays mostrano un quadro contrastante. Nel terzo trimestre del 2026, la banca ha registrato un utile ante imposte di 2,3 miliardi di sterline, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma inferiore alle aspettative degli analisti, che si attestavano intorno a 2,42 miliardi.

A pesare è stata soprattutto la performance del trading obbligazionario: i ricavi delle attività di negoziazione sui titoli a reddito fisso sono diminuiti del 19%, a circa un miliardo di sterline. Al contrario, i ricavi del trading azionario sono cresciuti del 47%.

Nel trimestre Barclays ha inoltre adottato ulteriori misure di riduzione strutturale dei costi per 201 milioni di sterline. La banca cerca quindi di migliorare la propria efficienza anche in presenza di ricavi finanziari esposti alle oscillazioni dei mercati.

Non è soltanto una questione di intelligenza artificiale

Il piano va letto anche alla luce della trasformazione strategica avviata dal gruppo negli ultimi anni. Barclays vuole ridurre la complessità organizzativa, migliorare il rapporto tra costi e ricavi e concentrare le risorse sulle attività con maggiori prospettive di rendimento.

L’intelligenza artificiale è un acceleratore di questa trasformazione, ma non spiega da sola tutte le riduzioni. L’amministratore delegato C.S. Venkatakrishnan ha sottolineato che una parte importante dei miglioramenti di efficienza deriva dagli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche e dalla semplificazione dei processi. L’IA, nelle sue parole, può contribuire ulteriormente a questi risultati.

È un passaggio importante perché indica che il cambiamento non riguarda soltanto la sostituzione di singole mansioni con software più avanzati: la banca sta ripensando il modo in cui vengono organizzati i servizi e distribuito il lavoro.

Il segnale per il settore bancario europeo

La decisione di Barclays si inserisce in una tendenza più ampia. I grandi gruppi finanziari stanno cercando di utilizzare l’automazione per contenere le spese, velocizzare le operazioni e aumentare la produttività. Anche Standard Chartered ha annunciato un programma che prevede oltre 7.000 tagli nell’arco di quattro anni, con un intervento significativo sulle funzioni di back office.

Per il settore si apre una fase in cui gli investimenti tecnologici possono tradursi in una riduzione strutturale della domanda di lavoro in alcune aree, soprattutto quelle amministrative e di supporto. Non è però possibile concludere che ogni posto eliminato corrisponda direttamente a una mansione sostituita dall’IA: contano anche le riorganizzazioni, le funzioni accorpate e i processi automatizzati con tecnologie diverse.

La questione riguarda anche la qualità dei nuovi posti di lavoro e la capacità dei dipendenti di acquisire competenze differenti. Per le banche, la sfida sarà conciliare il contenimento dei costi con la sicurezza dei sistemi, la conformità normativa e la qualità del servizio ai clienti.

La vera posta in gioco: redditività e produttività

Il taglio di 5.000 posti non segnala necessariamente una crisi immediata di Barclays. Gli utili trimestrali sono aumentati rispetto a un anno prima, anche se sono rimasti sotto le attese. Il piano appare soprattutto come una scelta di ristrutturazione per migliorare la redditività futura.

L’obiettivo è ottenere una struttura più leggera, ridurre le spese ricorrenti e rendere più efficace l’impiego del capitale. Ma il successo dell’operazione dipenderà dai risultati effettivi: i risparmi dovranno essere sufficienti a compensare i costi di riorganizzazione e gli investimenti tecnologici, senza generare inefficienze o rischi aggiuntivi.

Il caso Barclays mostra così una delle trasformazioni più rilevanti in corso nella finanza internazionale: l’intelligenza artificiale non è più soltanto una promessa di innovazione, ma sta diventando uno dei fattori che determinano la struttura degli organici, la distribuzione delle risorse e le strategie di competitività delle grandi banche.

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