Testo unico sul cinema, via libera bipartisan alla Camera. Nasce l’Agenzia per l’audiovisivo

Il provvedimento approvato con 218 voti favorevoli e 6 contrari. Il testo punta a ridisegnare la governance del settore e istituisce una nuova Agenzia per il cinema e l’audiovisivo.


Dalla Camera un sì trasversale alla riforma del cinema

La Camera dei deputati ha dato oggi il via libera in prima lettura al nuovo Testo unico sul cinema e l’audiovisivo. Il provvedimento è stato approvato con 218 voti favorevoli e 6 contrari, segnando un consenso trasversale tra maggioranza e opposizioni. Il testo passa ora all’esame del Senato per proseguire il proprio iter parlamentare. A votare contro sono stati i deputati di Futuro Nazionale e Luigi Marattin.


Il voto rappresenta un passaggio rilevante per un comparto che negli ultimi anni è stato al centro di un intenso processo di revisione normativa. L’obiettivo della riforma è quello di riordinare e rendere più organica la disciplina del cinema e dell’audiovisivo, intervenendo sulla struttura amministrativa e sui meccanismi attraverso i quali vengono gestite le politiche pubbliche destinate al settore. Il percorso verso il nuovo impianto normativo era già entrato nel vivo nei mesi scorsi, con l’approvazione del testo unificato da parte della Commissione Cultura della Camera nel luglio 2026.


La nuova Agenzia per il cinema e l’audiovisivo

Uno degli elementi centrali del provvedimento è l’istituzione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, destinata a diventare il nuovo snodo operativo delle politiche pubbliche rivolte al comparto. Secondo quanto previsto dal testo, all’Agenzia verrebbero trasferite dal Ministero della Cultura le funzioni gestionali, operative e di attuazione in materia di cinema e audiovisivo, mentre resterebbero al Ministero le competenze legate all’indirizzo politico, alla vigilanza strategica e alle attività ispettive.


La scelta punta quindi a separare con maggiore chiarezza la funzione politica da quella amministrativa e gestionale, con l'obiettivo di costruire un sistema più strutturato per sostenere la filiera. Il tema è particolarmente significativo in una fase nella quale il settore audiovisivo italiano sta affrontando una trasformazione profonda, tra nuove modalità di produzione e distribuzione, piattaforme digitali, ridefinizione degli incentivi e necessità di rendere più prevedibili tempi e procedure. La riforma si inserisce inoltre nel più ampio dibattito sul funzionamento del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo e sul futuro degli strumenti di sostegno pubblico, compreso il tax credit.


Un nuovo quadro per un'industria in trasformazione

Il passaggio parlamentare assume dunque un significato che va oltre il semplice riordino delle norme esistenti. Il cinema e l’audiovisivo rappresentano infatti una filiera industriale che coinvolge produzione, distribuzione, esercizio cinematografico, servizi, occupazione e promozione culturale. La creazione di una struttura dedicata come l’Agenzia mira a rendere più efficace la gestione di questo ecosistema, concentrando competenze operative e amministrative in un unico organismo.


Il voto bipartisan della Camera rappresenta, in questo senso, uno degli elementi politicamente più rilevanti della giornata. Il testo dovrà ora superare l’esame del Senato prima di diventare legge, ma il primo passaggio parlamentare consegna al settore un'indicazione precisa: il riordino della disciplina del cinema e dell’audiovisivo è diventato un terreno sul quale maggioranza e parte delle opposizioni hanno trovato un punto di convergenza.


Andrea Pelucchi