Meloni e il problema giovani alle elezioni

Con le elezioni 2027 all'orizzonte, il governo Meloni registra solo il 25% di gradimento tra gli under 35: il voto giovanile potrebbe essere decisivo


Il crollo del consenso giovanile per Meloni

Il governo guidato da Giorgia Meloni registra un tasso di approvazione di appena il 25% tra gli elettori under 35, il dato più basso tra tutte le fasce d'età della popolazione italiana. Questo deficit strutturale di consenso rappresenta una delle principali vulnerabilità politiche di Fratelli d'Italia e dell'intera coalizione di centrodestra in vista delle elezioni politiche del 2027, termine naturale della legislatura in corso. Con il ciclo elettorale che si avvicina, la questione del voto giovanile è destinata a occupare un posto centrale nell'agenda strategica di tutti i principali partiti.

Il dato del 25%: cosa significa politicamente

Un tasso di approvazione del 25% tra gli under 35 non è semplicemente un numero: è un segnale di allarme politico di prima grandezza. A titolo di confronto, il gradimento del governo Meloni nelle fasce d'età più mature — in particolare tra i 55 e i 74 anni — si attesta su livelli significativamente più elevati, confermando una frattura generazionale che attraversa trasversalmente l'intero panorama politico italiano. Per Fratelli d'Italia, partito che ha costruito la propria ascesa su un elettorato prevalentemente adulto e conservatore, colmare questo divario prima del 2027 rappresenta una sfida di non facile soluzione. La tenuta della coalizione di centrodestra dipenderà in parte dalla capacità di attrarre — o quantomeno di non perdere ulteriormente — il consenso delle generazioni più giovani.

Il "No-Meloni Day" come termometro del malcontento

Il 14 novembre 2025, Roma ha ospitato la manifestazione denominata "No-Meloni Day", che ha registrato una partecipazione giovanile di rilievo. L'evento ha reso visibile e misurabile, in forma di mobilitazione di piazza, un malcontento che i sondaggi già documentavano. La massiccia presenza di under 35 tra i manifestanti ha offerto ai partiti di opposizione un segnale politico difficile da ignorare e ha confermato che il distacco tra il governo e le generazioni più giovani non è un fenomeno latente, ma una realtà già attiva e organizzata. Per l'esecutivo, quella giornata ha rappresentato un monito: il disagio giovanile può tradursi in mobilitazione elettorale.

Perché i giovani italiani si allontanano dal centrodestra

Il distacco degli under 35 dal centrodestra non è riconducibile a un'unica causa, ma affonda le radici in una combinazione di fattori economici, valoriali e culturali. I giovani elettori italiani mostrano una sensibilità marcata verso temi quali la precarietà lavorativa, il costo della vita, i diritti civili e la crisi climatica — aree in cui le politiche del governo Meloni sono percepite, dalla maggioranza di questa fascia demografica, come insufficienti o ideologicamente distanti.

Lavoro precario e costo della vita

La condizione economica degli under 35 in Italia rimane strutturalmente fragile. I contratti atipici e a tempo determinato continuano a rappresentare la norma per una quota consistente dei lavoratori giovani, mentre i salari reali stentano a tenere il passo con l'inflazione che ha caratterizzato gli ultimi anni. L'accesso alla casa — tanto in affitto quanto in proprietà — è diventato proibitivo nelle principali aree metropolitane, con prezzi al metro quadro e canoni mensili che erodono una parte crescente del reddito disponibile. In questo contesto, le misure adottate dal governo in materia di occupazione giovanile e politiche abitative sono state giudicate da larga parte degli under 35 come inadeguate rispetto alla portata del problema. Il senso di insoddisfazione economica si traduce direttamente in distanza politica dall'esecutivo.

Diritti civili e agenda progressista

Sul piano valoriale, la distanza tra il governo Meloni e i giovani elettori è altrettanto marcata. Su temi quali i diritti LGBTQ+, la parità di genere, le politiche di accoglienza e la transizione ecologica, la posizione conservatrice dell'esecutivo risulta distante dalle priorità espresse dalla maggioranza degli under 35. Sondaggi condotti negli ultimi anni mostrano costantemente che le generazioni più giovani sono più favorevoli al riconoscimento delle unioni omosessuali, all'adozione per le coppie dello stesso sesso e a politiche climatiche più ambiziose rispetto alla media della popolazione. Su questi temi, il governo ha adottato posizioni che rafforzano il consenso nel proprio elettorato tradizionale, ma che amplificano il divario con le fasce più giovani.

I giovani e la sinistra: un'alleanza in costruzione

I partiti di centrosinistra — in primo luogo il Partito Democratico, ma anche le formazioni progressiste minori come Alleanza Verdi e Sinistra — raccolgono la quota più consistente del voto giovanile, capitalizzando il malcontento verso il governo. Il PD, in particolare, ha intensificato negli ultimi mesi il proprio impegno sui temi del lavoro, dei diritti e della sostenibilità ambientale, cercando di strutturare un'offerta politica esplicitamente rivolta agli under 35. La sfida per l'opposizione è duplice: da un lato, consolidare il consenso già acquisito tra i giovani; dall'altro, trasformare il malcontento diffuso in partecipazione elettorale effettiva, contrastando il fenomeno dell'astensionismo che penalizza storicamente questa fascia d'età. In vista del 2027, la capacità del centrosinistra di presentarsi unito e con un programma credibile per i giovani sarà determinante per sfruttare appieno il vantaggio accumulato.

Il fenomeno Vannacci: l'estrema destra attrae i giovani

Accanto alla prevalenza del voto giovanile verso il centrosinistra, emerge un fenomeno politicamente rilevante: una quota minoritaria ma significativa di under 35 si orienta verso il movimento dell'europarlamentare Roberto Vannacci, generale in congedo eletto nelle file della Lega e figura di spicco dell'estrema destra italiana. Il movimento Vannacci intercetta una domanda di radicalità e di rottura con l'establishment che una parte dei giovani elettori non trova soddisfatta né dal centrodestra di governo né dall'opposizione tradizionale. Le sue posizioni — nazionaliste, critiche del multiculturalismo e dell'agenda progressista — esercitano un appeal su segmenti giovanili caratterizzati da un forte senso di insicurezza identitaria ed economica. Per la coalizione di centrodestra, il fenomeno Vannacci rappresenta un rischio di frammentazione: ogni voto giovanile che confluisce verso l'estrema destra è un voto sottratto alla maggioranza uscente, con potenziali ripercussioni sull'aritmetica parlamentare del 2027.

Il voto giovanile sarà decisivo nel 2027?

Gli analisti politici concordano nel ritenere che il voto degli under 35 potrebbe risultare determinante per l'esito delle elezioni politiche del 2027, in un contesto di polarizzazione crescente e di possibile aumento della partecipazione giovanile. Se il malcontento documentato dai sondaggi si tradurrà in un'effettiva mobilitazione alle urne, il peso demografico degli under 35 — circa un quarto dell'elettorato potenziale — potrebbe spostare in modo significativo gli equilibri della competizione.

Le strategie del governo per recuperare consenso

Fratelli d'Italia e i suoi alleati di coalizione sono consapevoli del problema e stanno valutando misure mirate agli under 35. Sul fronte occupazionale, si discute di incentivi fiscali per le assunzioni stabili di giovani lavoratori e di programmi di formazione professionale legati alle transizioni digitale e verde. Sul fronte abitativo, il governo ha già introdotto garanzie statali per i mutui dei giovani under 36, ma gli analisti segnalano che l'impatto di queste misure è stato finora limitato rispetto alla dimensione del problema. La sfida per il centrodestra è comunicare in modo credibile un'attenzione alle esigenze dei giovani senza contraddire le proprie posizioni valoriali di fondo, un equilibrio difficile da mantenere.

Scenari elettorali e peso demografico dei giovani

Le proiezioni demografiche confermano che gli under 35 rappresentano una componente elettorale tutt'altro che trascurabile. In un sistema politico caratterizzato da margini di vittoria spesso ridotti — come dimostrano le elezioni del 2022 — anche variazioni di pochi punti percentuali nel voto giovanile possono tradursi in differenze sostanziali nella distribuzione dei seggi. Se il tasso di partecipazione degli under 35 dovesse aumentare rispetto alle tornate precedenti, spinto dal malcontento e da una maggiore consapevolezza politica, l'effetto amplificatore potrebbe rivelarsi decisivo. Gli scenari più accreditati indicano che un centrosinistra capace di mobilitare il voto giovanile, combinato con una frammentazione del centrodestra per effetto del fenomeno Vannacci, potrebbe rendere la competizione del 2027 molto più aperta di quanto i sondaggi attuali lascino supporre.


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